[ urn:collectio:0001:doc:antefisse:1977 ]

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TERRECOTTE ARCHITETTONICHE DELL’ANTIQUARIUM COMUNALE DI ROMA 1- ANTEFISSE

3. CATALOGO [1] [Pag. 71]

I. ANTEFISSE A SIMMETRIA CENTRALE

Antefisse con profilo circolare urn:collectio:0001:antcom:19419

Fig. I; tav. I, 1

1. - Proveniente da Roma: dal lato meridionale della piattaforma del tempio C dell’Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 16; largh. cm 16; spessore cm. 3. La parte destra ed il coppo sono di restauro. Restano tracce della scialbatura e di colore rosso scuro all’interno dei petali, di colore verde scuro quasi nero sullo sfondo. Argilla rossastra con piccole inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 19419).

2. urn:collectio:0001:antcom:19420 - Proveniente da Roma: dal lato meridionale della piattaforma del tempio C dell’Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 6; largh. cm. 4; spessore cm. 3. Restano tracce della scialbatura. Argilla rossastra con piccole inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 19420).

3. urn:collectio:0001:antcom:19421 - Proveniente da Roma: dal lato meridionale della piattaforma del tempio C dell’Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 5; largh. cm. 7; spessore cm. 3. Restano tracce della scialbatura. Argilla rossastra con piccole inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 19421).

Antefissa di forma circolare decorata da una rosetta formata da una doppia fila di dieci petali, disposti radialmente, e sottolineati da una sottile nervatura centrale. Quelli esterni terminano al limite dell’esemplare ed hanno dimensioni maggiori dei petali interni.

Tav. I, 2

4. urn:collectio:0001:antcom:19422 - Proveniente da Roma: dal lato meridionale della piattaforma del tempio C dell’Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 21; largh. cm. 19; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 9; lungh. cm. 10; spessore cm. 2. La parte superiore destra, l’inferiore sinistra ed il bottone centrale sono di restauro. Restano tracce di scialbatura. Argilla giallognola, piuttosto ben depurata, con piccole inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 19422).

Antefissa di forma circolare; coppo di tipo semicircolare, regolare, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell’antefissa. E’ decorata da una doppia fila di otto petali, fortemente incavati, quelli esterni terminano al limite dell’esemplare e convergono al centro, dove si hanno altri otto petali di minori dimensioni anch’essi disposti radialmente ed incavati. Al centro si trova un bottone rotondo e levigato.

B. Antefisse con profilo ondulato urn:collectio:0001:antcom:19423

Fig. II; tav. I, 3

5. - Proveniente da Roma: dall’Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 16,5; largh. cm. 16,5; spessore cm 3. La parte superiore destra è di restauro. Si è conservata la attaccatura del coppo. Restano tracce della scialbatura e di colore rosso scuro all’interno dei petali. Argilla giallognola, piuttosto ben depurata, con piccole inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 19423 – già 90).

6. urn:collectio:0001:antcom:03414 - Proveniente da Roma: dall’Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 16.5; largh. cm. 16,5; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 8; lungh. cm. 6; spessore cm. 2. Restano tracce della scialbatura e di colore rosso scuro all’interno dei petali. Argilla giallognola, piuttosto ben depurata, con piccole inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 3414).

Antefissa di forma a rosetta; coppo di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell’antefissa. E’ decorata da una fila di otto petali fortemente incavati che determinano col loro profilo esterno, la forma dell’antefissa; questi convergono al centro dove si hanno altri otto petali di forma minore, anch’essi disposti radialmente e fortemente incavati. Al centro si trova un bottone tondo e levigato.

II. ANTEFISSE A SIMMETRIA ASSIALE

Antefisse con profilo rettangolare urn:collectio:0001:antcom:16226

Fig. III; tav. I, 4

7. - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 32,5; largh. cm. 18,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 8; lungh. cm. 5; spessore cm. 3,5. Restano tracce della scialbatura. Argilla rossastra, piuttosto ben depurata, con piccole inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 16226).

Antefissa di forma e di profilo rettangolare; coppo di tipo semicircolare ad arco rialzato la cui larghezza è uguale alla base frontale dell’antefissa, è collegato alla parte superiore da una ansa, a sezione quasi circolare, impostata per dare maggiore solidità all’esemplare. E’ limitata nella parte superiore da una fila di ovuli tondeggianti. Nella parte inferiore è invece ornata da una fila di perle e astragali, limitati da due listelli. Al centro del campo decorativo è rappresentata una figura di Menade, stante, che conduce una pantera e che si muove leggermente verso sinistra. Poichè l’esemplare è tratto da una forma stanca, i contorni della figura ed i tratti del viso non risultano nitidi. La Menade indossa sandali e veste un chitone leggero, trasparente lungo fino ai piedi; questo, aderendo al corpo, svolazza verso sinistra, così come un velo appoggiato alla spalla e trattenuto dalla mano sinistra abbassata. Il velo forma una ampia curva dietro la spalla sinistra. L’acconciatura dei capelli non appare troppo scompigliata ed è caratterizzata da ciocche divise che sembrano anche esse mosse dal vento. La mano destra sostiene il tirso ed è tesa verso la pantera che è posta al lato destro della figura. La pantera ha un collare formato da foglie d’edera, è vista di profilo e sembra camminare verso sinistra, ma ha la testa rivolta verso la Menade. L’altezza complessiva della Menade risulta eccessiva rispetto allo sviluppo delle parti e le gambe sono eccessivamente lunghe rispetto al busto; da ciò risulta una figura esile, agile, benché poco mossa; anche la pantera ha forme insolitamente slanciate. Quasi all’altezza della testa della Menade, posto sopra la pantera si trova un bollo caratterizzato da un anello a rilievo al centro del quale è impresso il marchio Ґ : T()L()? T.L.()O()?(CIL, XV, 2205-6). Si data all’età augustea. [2]

B. Antefisse con profilo triangolare urn:collectio:0001:antcom:03424

Fig. IV; tav. II, 5

8. – Proveniente da Albano: acquistata dalla Commissione Archeologica Comunale.

Alt. cm. 24; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 9; spessore cm. 1,5. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 3424).

BullCom, XII, 1884, P. 214, N. 9, tav. XXIV.

Antefissa di forma triangolare; anche il profilo resta di forma quasi triangolare; coppo di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell’antefissa. La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia liscia piuttosto sottile. Al centro è rappresentata una Vittoria alata, stante, frontale, rivolta verso destra, mentre la testa è di prospetto. La mano sinistra sostiene un trofeo che poggia sulla spalla sinistra ed è tenuto in alto dal braccio destro rialzato. La Vittoria indossa un lungo chitone trattenuto sotto il seno da una sottile cintura; questo mosso dal vento aderisce al corpo e svolazza verso sinistra con larghe pieghe, lasciando trasparire le gambe rivolte verso destra e leggermente allungate nel passo. Il mantello, fissato alle spalle, ricade fluttuante dietro le ali spiegate formate da piume schematizzate. La pettinatura è a scriminatura centrale, con bande ondulate, portate all’indietro ai lati del viso.

Il trofeo consiste in un elmo a calotta con ampie paragnatidi, in una corazza con larga cintura, ai cui lati si trovano due scudi oblunghi con la spina centrale rilevata; dietro ciascuno di essi vi sono due lance incrociate, la figura della Vittoria è posta su un globo situato tra le code di due capricorni, posti di profilo e rivolti verso i margini esterni dell’antefissa. Si data all’età augustea.

Un esemplare confrontabile, conservato al Museo Archeologico di Ginevra è di provenienza sconosciuta. [3]Un altro è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen. [4]Due esemplari sono conservati all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano: il primo non inventariato (alt. cm. 23; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5); l’argilla rosata, con inclusioni di pozzolana presenta varie tracce di scialbatura; proviene dall’area del Capitolium di Privernum; [5] il secondo, inedito appartiene alla Collezione Evan Gorga: inv. 8140 (alt. cm. 18; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla rosata con inclusioni di pozzolana; è di provenienza sconosciuta. Cinque esemplari inediti sono conservati all’Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia: provenienti da Ostia da scavi fatti vicino al Decumano e ad ovest della piscina: inv. 3415 (alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 3416 (alt. cm. 22,5; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 3418 (alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 13346 (alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 13343 (alt. cm. 9; largh. cm. 9; spessore cm. 2,5); tutti di argilla rosata con piccole inclusioni di pozzolana.

Fig. V; tav. II, 6

9. urn:collectio:0001:antcom:03241 - Proveniente da Roma: da Via Buonarroti sull’Esquilino. Alt. cm. 21; largh. cm. 18; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 9; spessore cm. 1,5. Restano tracce della scialbatura e di colore rosso marrone sulle teste degli arieti; di colore giallo chiaro sul cespo d’acanto; di colore azzurro sui lobi della palmetta. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 3241).

10. urn:collectio:0001:antcom:03251 – Proveniente da Roma: da Via Buonarroti sull’Esquilino. Alt. cm. 21; largh. cm. 18; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 8; spessore cm. 1,5. Presenta leggere abrasioni nella parte centrale. L’estremità superiore e l’angolo inferiore destro sono frammentari. Restano tracce di scialbatura e di colore giallo chiaro sul cespo d’acanto. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 3251).

Antefissa di forma triangolare, con il profilo ad impostazione quasi triangolare ma di forma leggermente arrotondata. Coppo di tipo quasi triangolare, la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell’antefissa. Nella parte superiore del campo decorativo si trova una palmetta a sette lobi, lateralmente tagliati di sbieco e avvolti verso l’esterno, formando una massa chiusa.

Il lobo centrale, di forma leggermente allungata è segnato da quattro profonde solcature. La palmetta nasce da una foglia d’acanto ai lati della quale si trovano due protomi di ariete viste di profilo e rivolte al centro. Al di sopra delle teste si notano due nervature che collegano il secondo lobo della palmetta alla base dell’antefissa, che è limitata, nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia liscia.

Un esemplare confrontabile è conservato al Museo di Villa Giulia e proviene da Roma. [6]Due esemplari inediti sono conservati all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano, appartenenti alla Collezione Evan Gorga: inv. 8153 (alt. cm. 21; largh. cm. 17; spessore cm. 1,5); inv. 8154 (alt. cm. 9; largh. cm. 13; spessore cm. 1,5); argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana; sono di provenienza sconosciuta.

Tav. II, 7

11. urn:collectio:0001:antcom:03319 – Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22,5; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 6; spessore cm. 2. Restano tracce della scialbatura.

Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 3319).

Tav. II, 8

12. urn:collectio:0001:antcom:04352 – Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 13,5; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 5; spessore cm. 2. Manca la parte superiore, l’angolo inferiore destro è frammentario. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 4352 – già A/4).

13. urn:collectio:0001:antcom:03249 – Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 12; largh. cm. 11,5; spessore cm. 2. Manca la parte superiore, il lato destro è frammentario. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 3249 – già A/4).

14. urn:collectio:0001:antcom:19032 – Proveniente da Roma: da Via Imperiale, presso una cisterna rettangolare. Alt. cm. 15; largh. cm. 18,5; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. Manca la parte superiore, leggere abrasioni alla parte centrale. Restano poche tracce della scialbatura. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 19032 – numero d’ingresso 5766).

Antefissa di forma triangolare, con il profilo ad impostazione quasi triangolare ma di forma leggermente arrotondata. Coppo di tipo quasi triangolare la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell’antefissa. Nella parte superiore del campo decorativo, si trova una palmetta a sette lobi, caratterizzati da profonde solcature, lateralmente tagliati di sbieco e avvolti verso l’esterno, formando una massa chiusa. Il lobo centrale, di forma allungata è segnato da quattro solcature nette. Al di sotto dei lobi inferiori si trova una doppia voluta dalla quale nasce una piccola palmetta a ventaglio formata da quattro lobi, rivolta verso l’esterno. Dal secondo lobo della palmetta centrale partono due nervature che raggiungono le base limitata, nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia liscia. La palmetta nasce da una testa di Gorgone, caratterizzata dal volto piatto e sorridente, dalla pettinatura formata da boccoli calamistrati che ricadono verticalmente sulla fronte. Il volto è inquadrato da una sottile linea di contorno curvilinea che si prolunga verso l’alto, costituendo i lobi inferiori della palmetta.

Tre esemplari confrontabili, inediti, sono conservati all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano e provengono da Castel Porziano: inv. 27136 (alt. cm. 22; largh. cm. 18; spessore cm. 2); inv. 27137 (alt. cm. 22; largh. cm. 17; spessore cm. 2); inv. 27138 (alt. cm. 21; largh. cm. 18; spessore cm. 2).

Tav. II, 9

15. urn:collectio:0001:antcom:04306 – Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 18; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 12; spessore cm. 1,5. Manca la parte superiore. Restano tracce della scialbatura e di colore rosso scuro tra i lobi della palmetta. Argilla rossastra piuttosto ben depurata. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 4306).

COLINI, tav. XXXVII, n. 3.

16. urn:collectio:0001:antcom:04357 – Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 18; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 5,5; lungh. cm. 6; spessore cm. 1,5. Manca la parte superiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla rossastra piuttosto ben depurata. E’ ricavata da una matrice fresca (inv. 4357 – già A/4).

17. urn:collectio:0001:antcom:04308 – Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 12; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore, il lato destro è frammentario. L’attaccatura del coppo è di restauro. Argilla rossastra piuttosto ben depurata. E’ ricavata da una matrice stanca. (inv. 4308 – già 11).

18. urn:collectio:0001:antcom:19038 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. La parte superiore, il lato sinistro, la base e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla rossastra piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19038 - già 28).

19. urn:collectio:0001:antcom:19039 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 10; largh. cm. 12; spessore cm. 2,5. Resta solo l'angolo inferiore sinistro. Argilla rossastra piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19039 - già A/4).

Antefissa di forma triangolare, con il profilo ad impostazione quasi triangolare, ma di forma leggermente arrotondata. Coppo di tipo quasi triangolare la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. Nella parte superiore del campo decorativo si trova una palmetta a sette lobi, simili, larghi, segnati ai lati da una leggera solcatura, terminanti a voluta rivolta all'interno nei quattro lobi superiori, all'esterno in quelli inferiori, di minori dimensioni. Il lobo centrale di forma lanceolata è caratterizzato da una leggera solcatura ai lati e da una sottile nervatura al centro. La base è limitata nella parte inferiore da una fascia liscia piuttosto sottile, sopra la quale si trova un listello piuttosto marcato. Dall'estremità di questo, inizia un'accentuata nervatura decorata verso l'esterno da un cane corrente ogni cm. 2,5. Questo motivo decorativo, seguendo il profilo dell'antefissa a cm. 1,5 dal margine esterno, incornicia la palmetta che nasce da una maschera scenica, posta su un cespo d'acanto. La maschera è caratterizzata dalla bocca smisuratamente larga ed aperta, dal naso sottolineato da profonde rughe laterali, da occhi sbarrati, da sopracciglia arcuate ed aggrottate, dalla fronte corrugata e dalla pettinatura acconciata a rotolo.

Un esemplare confrontabile, conservato al Museo del Louvre di Parigi, è di provenienza sconosciuta. [7]

Tav. III, 10

20. urn:collectio:0001:antcom:04309 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 2. Manca la parte superiore, notevoli abrasioni nella parte centrale. Resta l'attaccatura del coppo. La base è di restauro. Restano tracce della scialbatura e di colore giallo chiaro sulla maschera. Argilla rosso-marrone con varie inclusioni dì pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4309 - già 20).

21. urn:collectio:0001:antcom:03372 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 15,5; largh. cm. 17; spessore cm. 2. Manca la parte superiore; notevoli abrasioni nella parte centrale. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosso-marrone con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3372 - già A/2).

22. urn:collectio:0001:antcom:19436 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 12; largh. cm. 17; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 3; spessore cm. 2. Manca la parte superiore; frammentari gli angoli inferiori; notevoli abrasioni nella parte centrale. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19436).

Antefissa di forma triangolare, con il profilo ad impostazione quasi triangolare ma di forma leggermente arrotondata. Coppo di tipo quasi triangolare la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. Nella parte superiore del campo decorativo si trova una palmetta a sette lobi segnati da una leggera solcatura, terminanti a voluta rivolta all'interno nei quattro lobi superiori, all'esterno in quelli inferiori, di minori dimensioni. Il lobo centrale è di forma lanceolata. La base è limitata nella parte superiore da un listello, nella parte inferiore da una fascia liscia piuttosto sottile. La palmetta nasce da una maschera scenica caratterizzata dalla bocca smisuratamente larga ed aperta, dalla pettinatura acconciata a rotolo. La maschera si trova su un cespo d'acanto ed ha ai lati due piccole teste, irriconoscibili per il deterioramento. Un esemplare confrontabile è conservato a Villa Maruffi a Grottaferrata. [8]

Un altro esemplare, appartenente ad una collezione privata, proviene dalla zona di Bovillae. [9]Altri due esemplari, inediti, sono conservati all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia e provengono da scavi fatti nell'area ostiense: inv. 13373 (alt. cm. 15; largh. cm. 6; spessore cm. 2,5); inv. 13374 (alt. cm. 13,5; largh. cm. 7; spessore cm. 2,5); argilla rosata con inclusioni di pozzolana.

C. Antefisse con profilo ogivale urn:collectio:0001:antcom:04322

Fig. VI; tav. III, 11

23. - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 15; spessore cm. 3. Resta la attaccatura del coppo. Composta da due frammenti. Notevoli abrasioni su tutta la parte frontale. L'angolo inferiore destro è di restauro. Resta qualche traccia della scialbatura. Argilla rosata con poche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3422 - già 9).

Antefissa con forma e profilo ogivale. Coppo di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è leggermente inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La base è costituita da uno zoccolo liscio. Tutta la parte frontale è decorata da una Vittoria alata, stante, vista frontalmente. La figura è notevolmente abrasa; da esemplari confrontabili (tav. XXV, A) si nota che le ali sono caratterizzate da piume piuttosto schematizzate, ritoccate a stecca, rappresentate aperte, seguono con il profilo esterno l'orlo dell'antefìssa. Il corpo della Vittoria traspare attraverso un leggero chitone; le braccia nude, ricadenti lungo i fianchi, si distaccano leggermente dal corpo trattenendo le pieghe del chitone che si aprono fluttuanti come mosse dal vento. La Vittoria appare posta su una base che sembra circolare. Si data all'età augustea.

Un esemplare confrontabile, inedito è conservato nei magazzini del Museo Archeologico di Palestrina, proviene da scavi fatti nell'area del Santuario: inv. 952 (alt. cm. 12; largh. cm. 22; spessore cm. 2); argilla giallognola con poche inclusioni di pozzolana. Un altro esemplare inedito è all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, appartenente alla Collezione Evan Gorga, è di provenienza sconosciuta: inv. 8109 (alt. cm. 22; largh. cm. 18; spessore cm. 2); argilla rosata con alcune inclusioni di pozzolana (tav. XXV, A).

D. Antefisse con profilo ondulato urn:collectio:0001:antcom:04333

Tav. III, 12

24. - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Leggermente abrasa la parte centrale. L'attaccatura del coppo è di restauro. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla rosata con qualche inclusione di pozzolana.

E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4333).

Antefissa con profilo ondulato ad impostazione quadrata; alla metà del pezzo inizia una ondulazione marcata nei due lati; termina col vertice che si stacca nettamente. La palmetta è a cinque lobi, caratterizzati al centro da una larga solcatura; terminano rivolti all'interno: quelli superiori con una semivoluta, quelli inferiori con una voluta che forma quasi un anello. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati e con una leggera nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un sottile listello; la parte inferiore della base è decorata da una fila di piccoli triangoli, ritoccati a stecca. Sopra questi si trova una sottile fascia decorata da astragali con perline e fusarole a coppie. Dopo si nota una fascia liscia decorata da due serpentelli affrontati visti di profilo e posti ai lati di una sfera levigata. La palmetta nasce da una piccola testa femminile (?) caratterizzata da un'acconciatura formata da capelli divisi in ciocche ordinate disgiunte da una sottile scriminatura e separate in due file da un diadema di cui si riconosce solo un bottone posto al centro tondo e levigato. Ai lati della testina si trovano due delfini in posizione araldica, visti di profilo e rivolti all'interno. Sotto le code dei delfini e tra le due foglie inferiori della palmetta sono presenti quattro piccole sfere levigate.

Due esemplari confrontabili, inediti, provenienti dal Tevere sono conservati all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano: inv. 4494 (alt. cm. 26; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 4495 (alt. cm. 26; largh, cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla rosata, piuttosto ben depurata.

Tav. III, 13

25. urn:collectio:0001:antcom:03386 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 9; lungh. cm. 5; spessore cm. 2. Notevoli abrasioni lungo i bordi.

L'angolo inferiore destro è frammentario. Restano tracce della scialbatura e di colore marrone scuro sulle foglie della palmetta. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3386 - già 49).

26. urn:collectio:0001:antcom:03233 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 17,5; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 9; lungh. cm. 8; spessore cm. 2. La parte superiore della palmetta, il listello inferiore della base e l'angolo inferiore destro sono di restauro. Restano notevoli tracce della scialbatura e di colore verde chiaro sulla piccola palmetta centrale. Argilla grigiastra con molte inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3233 - già A/2).

Antefissa con profilo ondulato ad impostazione quadrata; alla metà dell'esemplare inizia una ondulazione marcata nei due lati; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a cinque lobi, simili, segnati al centro da una larga scanalatura e terminanti a semivoluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è di forma lanceolata con una profonda solcatura ai lati ed una sottile nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore da un listello, nella parte inferiore da uno zoccolo liscio; al centro si ha una fascia decorata da ovuli tondeggianti contenuti in sgusci abbastanza sottili. La palmetta nasce da un'altra piccola palmetta a sei piccoli lobi lanceolati, segnati da una profonda solcatura. Ai lati si trovano due teste di cavalli, viste di profilo e rivolte verso l'esterno.

Tav. IV, 14

27. urn:collectio:0001:antcom:03340 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 17; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 8; lungh. cm. 5; spessore cm. 1,5. Frammentaria, mancano la parte superiore e la base che sono di restauro. Argilla giallognola con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3340 - già 31).

Antefissa con profilo ondulato ad impostazione quadrata; alla metà del pezzo inizia un'ondulazione marcata nei due lati; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta, come sì può vedere dall'esemplare confrontabile (tav. XXV, B) è a cinque lobi laterali segnati al centro da una larga scanalatura che terminano rivolti all'interno, quelli superiori con una semivoluta, quelli inferiori con una voluta che forma quasi un anello. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati. La base è formata da un sottile zoccolo liscio. La palmetta nasce da un elemento non bene identificabile per l'abrasione: potrebbe sembrare forse una protome elefantina vista di prospetto e caratterizzata dalle zanne affiancate da rosette (?) di forma quasi circolare; ai lati si trovano delle decorazioni, anch'esse non bene riconoscibili per il deterioramento.

Un esemplare confrontabile, inedito, si trova all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, appartenente alla Collezione Evan Gorga, inv. 8461 (alt. cm. 24,5; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana; è di provenienza sconosciuta (tav. XXV, B).

Tav. IV, 15

28. urn:collectio:0001:antcom:04331 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 12; lungh. cm. 9; spessore cm. 2. Il listello inferiore della base e l'angolo inferiore sinistro sono frammentari. Restano notevoli tracce della scialbatura.

Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4331 - già III - A/2).

29. urn:collectio:0001:antcom:04323 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 27; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 12; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. La parte inferiore è frammentaria; la parte destra della palmetta è di restauro. Argilla rosata, molto chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4323 - già A/2).

30. urn:collectio:0001:antcom:04324 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 27; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 12; lungh. cm. 6; spessore cm. 2. La base, l'estremità della palmetta ed il lato destro sono di restauro. Restano alcune tracce della scialbatura. Argilla rosata molto chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4324 -già III - A/2).

31. urn:collectio:0001:antcom:04325 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 25; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 12; lungh. cm. 8; spessore cm. 2. Manca l'estremità della palmetta. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4325 - già III).

32 urn:collectio:0001:antcom:04326 . - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. E' frammentaria: la parte superiore della palmetta, l'angolo inferiore destro e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata.

E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4326 - già A/2).

33. urn:collectio:0001:antcom:04327 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Manca l'angolo inferiore destro; varie abrasioni alla base e al centro. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4327, - già III).

34. urn:collectio:0001:antcom:04338 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 14; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 12; lungh. cm. 6; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4338 - già III).

35. urn:collectio:0001:antcom:04329 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 12; lungh. cm. 8; spessore cm. 2. La parte superiore, l'angolo inferiore destro ed il listello inferiore della base sono di restauro. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4329).

36. urn:collectio:0001:antcom:04330 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 27; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. La parte superiore e l'angolo inferiore destro sono di restauro. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4330 - già A/2).

37. urn:collectio:0001:antcom:04332 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 14; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. La parte superiore è mancante; l'angolo inferiore destro e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 4332).

38. urn:collectio:0001:antcom:19029 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 14; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore della palmetta, l'angolo inferiore destro è frammentario. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19029).

39 urn:collectio:0001:antcom:19030 . - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 25; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. L'estremità della palmetta è frammentaria. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19030).

40. urn:collectio:0001:antcom:14322 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 19; largh. cm. 17; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 12; lungh. cm. 23; spessore cm. 2. La parie superiore della palmetta e la base sono frammentarie. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata, mollo chiara, piuttosto ben depurata. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 14322 - già 35).

41. urn:collectio:0001:antcom:19031 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 7; largh. cm. 8; spessore cm. 2. Resta soltanto l'angolo inferiore destro. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata.

E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 19031 - già A/4).

42. urn:collectio:0001:antcom:03259 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 17; spessore cm. 3. La parte superiore destra della palmetta e il coppo sono di restauro. L'angolo inferiore destro è leggermente frammentario. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3259 - già 68).

43. urn:collectio:0001:antcom:04319 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 17; spessore cm. 3. La parie superiore ed il coppo sono di restauro. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4319 - già 50).

44. urn:collectio:0001:antcom:04318 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 19; largh. cm. 17; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 12; lungh. cm. 21; spessore cm. 2. Manca l'estremità della palmetta. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 4318 - già 38).

45. urn:collectio:0001:antcom:19975 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 12,5; largh. cm. 14; spessore cm. 2. Manca la parte superiore. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rosata, molto chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19975).

Antefissa con profilo ondulato ad impostazione quadrata; alla metà del pezzo inizia una ondulazione marcata nei due lati; termina col vertice che si stacca nettamente. Coppo di tipo semicircolare ad arco rialzato la cui larghezza è uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a cinque lobi, caratterizzati al centro da una larga solcatura; terminano rivolti all'interno; quelli superiori con una semivoluta, quelli inferiori con una voluta che forma quasi un anello. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati e con una leggera nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello; al centro si trova una fascia decorata da due serpentelli, visti di profilo ed affrontati. Ai lati della palmetta si trovano due delfini visti di profilo e rivolti al centro in posizione araldica. Si data intorno alla prima metà del I secolo d.C.

Un esemplare confrontabile è al Magazzino del Museo di Nemi e proviene dallo scavo della seconda nave. [10]Un altro esemplare, rinvenuto al Palatino, proviene dallo scavo della zona a sud-ovest della Casa di Livia, dalla colmatura del I ambiente, da uno strato in profondità. [11]Quattro esemplari provengono dagli scavi di Luni [12]Un esemplare proviene dal Tuscolo [13]Un altro esemplare confrontabile, inedito, è all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano ed è proveniente dal Tevere: inv. 4500 (alt. cm. 25; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); argilla rosata, piuttosto ben depurata con notevoli resti della scialbatura.

Un altro esemplare inedito è al Museo Archeologico di Sperlonga e proviene da Sperlonga. Un altro esemplare inedito è all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia: inv. 13371 (alt. cm. 15; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5); argilla rosata piuttosto ben depurata con notevoli resti della scialbatura; proviene da scavi fatti nella zona ostiense.

Fig. VII; tav. IV, 16

46. urn:collectio:0001:antcom:03299 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 28,5; largh. cm. 19; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 12; lungh. cm. 14; spessore cm. 2. Leggere abrasioni alla base. Restano notevoli tracce della scialbatura e di colore azzurro scuro sui lobi della palmetta. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3299 - già 22).

Antefissa con profilo ondulato ad impostazione quadrata; alla metà del pezzo inizia una ondulazione marcata nei due lati; termina col vertice che si stacca nettamente. Coppo di tipo semicircolare ad arco rialzato la cui larghezza è uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è formata da cinque lobi, caratterizzati al centro da una larga solcatura; terminano rivolti all'interno, quelli superiori con una semivoluta, quelli inferiori con una voluta che forma quasi un anello. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalata ai lati e con una leggera nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello, al centro si trova una sottile fascia liscia. Ai lati della palmetta sono posti due delfini visti di profilo rivolti al centro in posizione araldica.

Tre esemplari confrontabili, inediti, si trovano all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, appartengono alla Collezione Evan Gorga: tutti e tre mancano del numero d'inventario e sono delle stesse dimensioni (alt. cm. 28; largh. cm. 19; spessore cm. 3); argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana; non si conosce la provenienza.

Tav. IV, 17

47. urn:collectio:0001:antcom:03330 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. Resta l'attaccatura del coppo. Composta da due frammenti. Argilla nocciola con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3330).

Antefissa con profilo ondulato ad impostazione rettangolare; al di sopra della metà del pezzo si ha una doppia ondulazione laterale, regolare non troppo marcata; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'esemplare. E' collegato alla sommità dell’antefissa da una marcata nervatura. La palmetta è a sette lobi, simili, sottolineati al centro da una sottile e marcata solcatura, terminano con una voluta, che forma quasi un anello, rivolto all'interno. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati. La base è formata da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una testa vista di prospetto e posta su di un cespo d'acanto che rappresenta Giove Ammone. E' caratterizzata da una folta barba e dalle corna ad ariete, poste al centro della fronte.

Un esemplare confrontabile è al Museo del Louvre di Parigi e proviene da Ostia [14]Un altro esemplare è al British Museum di Londra ed è di provenienza sconosciuta [15]

Tav. V, 18

48. urn:collectio:0001:antcom:03236 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 18. Spessore cm. 3. Resta la attaccatura del coppo. Composta da tre frammenti. Notevoli abrasioni alla parte centrale. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3236 - già 10).

Antefissa a profilo ondulalo ad impostazione rettangolare; al di sopra della metà del pezzo si ha una doppia ondulazione laterale, regolare non troppo marcata; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'esemplare. E' collegato alla sommità dell'antefissa da una marcata nervatura.

La palmetta è a sette lobi, simili, sottolineati al centro da una marcata e sottile solcatura; terminano con una voluta, che forma quasi un anello. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati e segnato al centro da una nervatura. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello; al centro si trova una fascia decorata da un meandro piuttosto irregolare. La palmetta nasce da un busto di Vittoria, visto di prospetto e caratterizzalo dalle ali aperte, formate da piume piuttosto schematizzate. Le ali si trovano ai lati del busto e terminano al margine dell'antefissa con una semivoluta rivolta all'interno. Il volto della Vittoria è notevolmente deteriorato.

Un esemplare confrontabile è conservato al Museo del Louvre di Parigi ed è di provenienza sconosciuta [16]Un altro esemplare proviene dal Tuscolo [17]

Un altro esemplare inedito è conservato all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano ed appartiene alla Collezione Evan Gorga: inv. 7907 (alt. cm. 14; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5); argilla rosata piuttosto ben depurata; di provenienza sconosciuta. Un altro esemplare inedito, è al Magazzino del Museo Archeologico di Palestrina e proviene da scavi fatti nell'area del Santuario: inv. 178 (alt. cm. 12; largh. cm. 6; spessore cm. 2,5); argilla rosata piuttosto ben depurata.

Tav. V, 19

49. urn:collectio:0001:antcom:18857 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 14; largh. cm. 13,5; spessore cm. 2,5. Resta la parte superiore della palmetta; tutto il resto è mancante. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18857 - n. d'ingresso 6516).

Antefissa a profilo ondulato di cui resta solo la parte superiore della palmetta che è a sette lobi simili, sottolineati da una solcatura e terminanti con una voluta, che forma quasi un anello. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati e sottolineato da una leggera nervatura al centro. All'interno dell'anello formato dai due lobi superiori della palmetta si trova un piccolo globetto circolare.

Tav. V, 20

50. urn:collectio:0001:antcom:04311 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. L'angolo inferiore sinistro è frammentario; la parte centrale è piuttosto abrasa; Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4311 - già 70).

51. urn:collectio:0001:antcom:19050 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 15; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 2; spessore cm. 2. La parte superiore è frammentaria. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana e di mica. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 19050).

52. urn:collectio:0001:antcom:04310 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 5,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 5; spessore cm. 2. L'angolo inferiore destro è frammentario; l'angolo inferiore sinistro è di [sic] restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con qualche inclusione di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4310).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; al di sopra della metà del pezzo si ha una doppia ondulazione laterale, regolare non troppo marcata; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è leggermente inferiore a quella della base frontale dell'esemplare. E' collegato alla sommità dell'antefissa da una marcata nervatura. La palmetta è a sette lobi, simili, sottolineati al centro da una marcata e sottile solcatura; terminano con una voluta, che forma quasi un anello. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati e segnato al centro da una nervatura. La base è limitata nella parte superiore da due listelli simili, paralleli, piuttosto sottili; nella parte inferiore si ha un listello più largo e marcato; al centro si trova una sottile fascia liscia. La palmetta nasce da una piccola testa gorgonica, vista di prospetto e caratterizzata da due piccole ali poste sopra la testa. Il volto è notevolmente deteriorato. Ai lati si trovano due delfini posti araldicamente, visti di profilo e rivolti all'interno.

Un esemplare confrontabile è stato rinvenuto a Douzens [18]

Tav. V, 21

53. urn:collectio:0001:antcom:19024 - Proveniente da Roma: dalle terme romane di Prima Porta. Acquistata dalla Commissione Archeologica Comunale nel 1886. Alt. cm. 17; largh. cm. 13,5; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 5; lungh. cm. 33,5; spessore cm. 1,5. Leggermente frammentario è l'angolo inferiore destro; la parte centrale è piuttosto abrasa. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata con qualche inclusione di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19024 - n. d'ingresso 586).

BullCom, XIV, 1886, p. 432.

54. urn:collectio:0001:antcom:19025 - Proveniente da Roma: dalle terme romane di Prima Porta. Alt. cm. 21; largh. cm. 13,5; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 5,5; lungh. cm. 3; spessore cm. 1,5. Notevoli abrasioni nella parte centrale. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata con qualche inclusione di pozzolana e di mica. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 19025 - n. d'ingresso 5862).

55. urn:collectio:0001:antcom:19026 - Proveniente da Roma: dalle terme romane di Prima Porta. Alt. cm. 21; largh. cm. 13,5; spessore cm. 2. L'angolo inferiore destro è frammentario. Restano varie tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata con qualche inclusione di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19026 - n. d'ingresso 5863).

Fig. VIII; tav. V, 22

56. urn:collectio:0001:antcom:04316 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 20; largh. cm. 16,5; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. L'estremità della palmetta e l'angolo inferiore destro sono frammentari. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4316).

57. urn:collectio:0001:antcom:04336 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 17,5; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 8; spessore cm. 2. L'estremità della palmetta è frammentaria. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4336 - già A/2).

58. urn:collectio:0001:antcom:04337 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 3. L'estremità della palmetta è frammentaria. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4337 - già 60 - A/2).

59. urn:collectio:0001:antcom:04313 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 3. Il lato sinistro, la parte superiore e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4313 - già 45).

60. urn:collectio:0001:antcom:04315 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. L'angolo inferiore destro è frammentario; la parte superiore e l'attaccatura del coppo sono di restauro. La base è notevolmente abrasa. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4315 - già 45).

61. urn:collectio:0001:antcom:04314 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Il lato destro, la parte superiore e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 4314 - già 19).

62. urn:collectio:0001:antcom:04340 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 14; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Il lato destro è frammentario; mancano la parte superiore e l'angolo inferiore sinistro. La attaccatura del coppo è di restauro. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4340 - già A/2).

63. urn:collectio:0001:antcom:04341 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 11; spessore cm. 2. La parte destra è frammentaria. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4341 - già A/2).

64. urn:collectio:0001:antcom:04338 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 9; spessore cm. 2. Composta da due frammenti; manca l'angolo inferiore sinistro. Restano notevoli tracce della scialbatura e di colore azzurro chiaro tra i lobi della palmetta. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4338 - già A/2).

65. urn:collectio:0001:antcom:04339 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 5; spessore cm. 2,5. Il lato destro è frammentario. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4339 - già A/4).

66. urn:collectio:0001:antcom:19027 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 5; spessore cm. 2,5. Il lato sinistro e l'estremità della palmetta sono frammentari; la parte centrale è leggermente abrasa. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19027 - già A/2).

67 urn:collectio:0001:antcom:19028 . - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 15; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 3; spessore cm. 2. Manca la parte superiore; la base è frammentaria. Restano sporadiche tracce della scialbatura. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 19028).

68. urn:collectio:0001:antcom:18850 - Proveniente da Roma: da Via Gallia. Alt. cm. 16; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore; notevoli abrasioni alla base. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana.

E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18850).

69. urn:collectio:0001:antcom:18786 - Proveniente da Roma: da Via Gallia. Alt. cm. 20; largh. cm. 9,5; spessore cm. 2,5. Manca la parte destra: l'estremità della palmetta è frammentaria. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18786).

70. urn:collectio:0001:antcom:18855 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 14; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore; l'angolo inferiore sinistro è frammentario. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 18855).

71. urn:collectio:0001:antcom:18884 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 14; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 5; spessore cm. 1,5. Manca la parte superiore; notevoli abrasioni nella parte centrale. Argilla rossastra con notevoli inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18884).

72. urn:collectio:0001:antcom:18892 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 19; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. L'estremità della palmetta è frammentaria. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18892 - n. d'ingresso 6371).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; al di sopra della metà del pezzo si ha una doppia ondulazione laterale, regolare non troppo marcata. Termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'esemplare. E' collegato alla sommità dell'antefissa da una marcata nervatura.

La palmetta è a sette lobi, simili, sottolineati al centro da una marcata e sottile solcatura. Terminano con una voluta, che forma quasi un anello. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati. La base è limitata nella parte superiore da due listelli, simili, paralleli, piuttosto sottili, nella parte inferiore si ha un listello più largo e marcato; al centro una sottile fascia liscia. La palmetta nasce da una foglia generalmente caratterizzata da una nervatura centrale; spesso si trovano anche delle solcature poste quasi radialmente intorno ad un piccolo bottone centrale. Ai lati della foglia si trovano due delfini in posizione araldica, visti di profilo e rivolti verso l'interno. Si data tra la seconda metà del I secolo a. C. e l'età augustea.

Un esemplare confrontabile è proveniente da Roma ed è conservato al Museo del Louvre di Parigi [19]Un altro esemplare proviene dal Tuscolo [20]Due esemplari sono al Museo dell'Accademia Americana di Roma; sono di provenienza sconosciuta e datati all'età augustea [21]Un altro esemplare è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen: è di provenienza sconosciuta [22]Un altro esemplare è al Castello di Aglié e proviene da scavi fatti sulla parte alta del Tuscolo ed è datato all'età augustea [23]Un esemplare proviene da Careiae ed è stato rinvenuto presso il Ponte Acquasona nei pressi della Via Clodia tra la Cappella di S. Isidoro e Osteria Nuova ed è datato all'età tardo repubblicana [24]

Due esemplari son conservati al Museo di Villa Giulia e provengono dal tempio dei Sassi Caduti di Falerii Veteres e sono relativi a restauri effettuati in epoca romana [25]Un esemplare proviene dalla zona di Bovillae e fa parte di una collezione privata [26]Diciotto esemplari inediti sono conservati all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano; di questi quattro appartengono alla Collezione Evan Gorga sono privi del numero d'inventario e sono di provenienza sconosciuta; l'argilla è rossastra con molte inclusioni di pozzolana; altri quattordici esemplari provengono dal Tevere: inv. 4326 (alt. cm. 21; largh. cm. 15,5; spessore cm. 3); inv. 14953 (alt. cm. 22; largh. cm. 16,5; spessore cm. 3); inv. 14954 (alt. cm. 23; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5); inv. 14955 (alt. cm. 22,5; largh. cm. 16,5; spessore cm. 3); inv. 14956 (alt. cm. 24; largh. cm. 18; spessore cm. 2); inv. 14957 (alt. cm. 24; largh. cm. 18; spessore cm. 3); inv. 14958, 14959, 14960, 14961, 14962 (alt. cm. 24, largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 4526 (alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 2); inv. 4498 (alt. cm. 24; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 5535 (alt. cm. 24; largh. cm. 14, spessore cm. 2,5); tutte di argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. Tre esemplari sono conservati all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest, sono inediti, e provengono da Roma: inv. 1242 (alt. cm. 12; largh. cm. 12; spessore cm. 2,5); inv. 1243 (alt. cm. 14; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 3195 (alt. cm. 23; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5); tutti di argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. Un esemplare inedito è all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia e proviene da scavi fatti nella zona ostiense: inv. 13370 (alt. cm. 20; largh. cm. 15,5; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. VI, 23

73. urn:collectio:0001:antcom:19439 - Proveniente da Roma: da scavi fatti nell'Area Sacra di Largo Argentina. Alt cm. 11; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 4,5; lungh. cm. 12; spessore cm. 2. Manca la parte superiore. Notevoli abrasioni alla parte sinistra ed alla base. Restano tracce della scialbatura. Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da matrice stanca (inv. 19439).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare. Il coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'esemplare. E' collegato alla sommità dell'antefissa da una marcata nervatura. Della palmetta resta solamente il lobo inferiore caratterizzato da una profonda solcatura al centro e terminante a voluta rivolta all'interno. La palmetta nasce da una foglia caratterizzata da una nervatura centrale segnata da piccoli tratti orizzontali e da leggere incavature poste quasi radialmente.

Ai lati si trovano due delfini in posizione araldica, visti di profilo e rivolti verso l'interno. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello.

Al centro si trova una fascia decorata da un kyma ionico composto da ovuli piuttosto tondeggianti contenuti in sgusci a sezione semicircolare e separati da lancette.

Tav. VI, 24

74. urn:collectio:0001:antcom:04335 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 4; lungh. cm. 6; spessore cm. 2. La base e l'estremità della palmetta sono di restauro. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rosata con molte inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da matrice stanca (inv. 4335 - già 8).

75. urn:collectio:0001:antcom:04317 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21,5; largh. cm. 15; spessore cm. 2. L'estremità della palmetta è frammentaria; notevoli abrasioni nella parte centrale. Il lato sinistro, la base e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla nocciola chiara con molte inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4317 - già 78).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; al di sotto della metà del prezzo iniziano tre ondulazioni laterali piuttosto regolari; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo triangolare la cui larghezza è uguale alla base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, piuttosto simili, i quattro superiori terminano a voluta rivolta all'interno, gli inferiori a voluta rivolta all'esterno. Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello; al centro si trova una fascia decorata con un kyma ionico composto da ovuli piuttosto tondeggianti contenuti in sgusci a sezione semicircolare ed alternati da lancette. La palmetta nasce da una foglia caratterizzata da una nervatura centrale piuttosto accentuata, dalla forma quasi triangolare e dal margine superiore ondulato. Ai lati, in posizione araldica, si trovano due delfini, visti di profilo e rivolti verso l'interno. Si data intorno alla prima metà del I secolo d.C.

Due esemplari confrontabili sono conservati al Museo dell'Accademia Americana di Roma, sono di provenienza sconosciuta e vengono datati intorno alla prima metà del I secolo d. C. [27]Un altro esemplare è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen ed è di provenienza sconosciuta [28]Un altro esemplare è al Museo di Villa Giulia e proviene da Lucus Feroniae [29]Un altro esemplare inedito è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest, è di provenienza sconosciuta, acquistato a Roma: inv. 1156 (alt. cm. 15; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. VI, 25

76. urn:collectio:0001:antcom:04334 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23,5; largh. cm. 17; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 4,5; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. Il lato e la parte superiore sinistra sono frammentarie. L'angolo inferiore sinistro è di restauro. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla grigiastra con molte inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4334 - già A/2).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; al di sopra della metà del pezzo si ha una doppia ondulazione laterale, regolare non troppo marcata; termina col vertice che si stacca nettamente. II coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'esemplare. E' collegato alla sommità dell'antefissa da una marcata nervatura. La palmetta è a sette lobi, simili, sottolineati al centro da una marcata e sottile solcatura; terminano con una voluta che forma quasi un anello.

Il lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello. Al centro si trova una fascia decorata da un kyma ionico costituito da una serie di ovuli contenuti in sgusci a sezione semicircolare e separati da lancette. La palmetta nasce da un'altra piccola palmetta formata da sette lobi lanceolati, solcati al centro. Ai lati si trovano due protomi equine, piuttosto deteriorate, viste di profilo e rivolte verso l'esterno.

Tav. VI, 26

77. urn:collectio:0001:antcom:04390 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 16; spessore cm. 2. L'estremità della palmetta e l'angolo inferiore destro sono frammentari. Restano notevoli tracce della scialbatura, di colore azzurro scuro sui lobi della palmetta e di colore marrone chiaro sulle protomi degli arieti. Argilla rosata, piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4390 - già A/4).

78. urn:collectio:0001:antcom:04380 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 18; spessore cm. 2. Lo zoccolo della base e la parte superiore della palmetta sono di restauro. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara, piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4380 - già A/2).

79. urn:collectio:0001:antcom:03297 - Proveniente da Roma: da Via S. Clemente (rinvenuta l’8 ottobre 1887: dal Giornale della scoperta di tutti gli oggetti antichi che si raccolgono e conservano per cura dell'Ufficio della Commissione Archeologica Municipale, anno 1887). Alt. cm. 27,5; largh. cm. 20; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm. 5; spessore cm. 2.

La parte superiore della palmetta e l'angolo inferiore sinistro sono di restauro. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla rosata, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3297 - già 34).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; alla metà del pezzo iniziano tre ondulazioni laterali, regolari e piuttosto marcate. Termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo ogivale la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi simili, caratterizzati al centro da una marcata scanalatura, terminanti i quattro lobi superiori a voluta rivolta all'interno, quelli inferiori a voluta rivolta all'esterno. Il lobo centrale è di forma lanceolata ed ha una doppia solcatura al centro. La base è formata da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da due grandi protomi di arieti cozzanti. Mentre la testa e le corna sono piuttosto ben riprodotte il pelo è reso da lievi striature irregolari. Sotto le protomi di ariete si trova una foglia polilobata di forma triangolare sottolineata da leggere incavature poste quasi radialmente e da una marcata nervatura centrale.

Si data tra la metà del I secolo a.C. e l'età augustea.

Un esemplare confrontabile proviene da Ostia, da uno scavo fatto nella Regione I vicino al muro parallelo al lato settentrionale ed orientale, lungo la casa di L. Apuleio ed è stato rinvenuto in uno strato di scarico [30]Un altro esemplare proveniente da Ostia è stato rinvenuto nell'area dei Tempietti Repubblicani [31]Un esemplare di provenienza sconosciuta, con la base decorata da baccellature, è al Metropolitan Museum di New York [32]Un esemplare è conservato al Museo dell'Accademia Americana di Roma ed è di provenienza sconosciuta [33]Un altro esemplare proviene da Sasso Castello ed è riprodotto nell'archivio fotografico dell'Istituto Archeologico Germanico di Roma: neg. 71.1900, ed è inedito.

Tav. VI, 27

80. urn:collectio:0001:antcom:03286 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 16; largh. cm. 20; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6,5; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. Manca la parte superiore. Sono conservate tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3286 - già 42).

81. urn:collectio:0001:antcom:03280 - Proveniente da Roma: dal Viminale (rinvenuta il 9 settembre 1881: dal Giornale delle scoperte di tutti gli oggetti che si raccolgono e conservano a cura dell'Ufficio della Commissione Archeologica Municipale, anno 1881). Alt. cm. 19; largh. cm. 20,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6,5; lungh. cm. 6; spessore cm. 2; spessore cm. 2. Il lato destro è frammentario; manca la parte superiore; notevoli abrasioni alla parte centrale. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3280 - già 861).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; alla metà del pezzo iniziano tre ondulazioni laterali, regolari e piuttosto marcate. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, larghi e incavati al centro, terminanti a voluta rivolta all'esterno. Il lobo centrale è di forma lanceolata con una leggera scanalatura ai lati. La base è formata da uno zoccolo liscio.

La palmetta nasce da una grande protome di elefante, vista di prospetto. Le orecchie piuttosto larghe arrivano quasi al bordo dell'antefissa; la testa è lavorata rozzamente; le zanne molto corte spuntano ai lati di una proboscide sono particolarmente piccole (tav. XXV, C).

Tre esemplari confrontabili appartenenti alla Collezione Evan Gorga sono di provenienza sconosciuta [34]Un esemplare inedito è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest ed è di provenienza sconosciuta: inv. 1219 (alt. cm. 22,5; largh. cm. 20; spessore cm. 2,5); argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata (tav. XXV, C).

Tav. VII, 28

82. urn:collectio:0001:antcom:03239 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 18; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5. La estremità della palmetta centrale, il lato e l'angolo inferiore destro sono frammentari. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3239 - già 4).

Tav. VII, 29

83. urn:collectio:0001:antcom:3397 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 4; spessore cm. 1,5. Lievi abrasioni nella parte centrale.

L'estremità della palmetta è di restauro. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 3397 - già 39).

84. urn:collectio:0001:antcom:04298 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 20; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 4; spessore cm. 1,5. La parte superiore è di restauro; gli angoli inferiori sono frammentari. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4298 - già 44).

85. urn:collectio:0001:antcom:04351 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. La parte superiore, il lato sinistro, la base e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 4351 - già 29).

86. urn:collectio:0001:antcom:04297 - Proveniente da Roma: dalla Navicella (rinvenuta nel marzo 1931). Alt. cm. 25; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 5,5; lungh. cm 6; spessore cm. 2. Il lato sinistro e la base sono frammentari; notevoli abrasioni nella parte centrale. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4297 - già A/2).

87. urn:collectio:0001:antcom:04350 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 18,5; spessore cm. 2. Composta da sei frammenti. L'angolo inferiore destro è frammentario. L'attaccatura del coppo è di restauro. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 4350).

88. urn:collectio:0001:antcom:04895 - Proveniente da Roma (acquistata dai sig. P. Natali con delibera governativa n. 4770 del 14 settembre 1936). Alt. cm. 22; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. Manca l'estremità della palmetta. Il lato destro è frammentario. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4895).

Tav. VII, 30

89. urn:collectio:0001:antcom:18785 - Proveniente da Roma: da Via Gallia. Alt. cm. 16; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. Mancano la parte superiore e l'angolo inferiore destro. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18785).

90. urn:collectio:0001:antcom:19425 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina, zona tempio D. Alt. cm. 18; largh. cm. 14,5; spessore cm. 2,5. Mancano l'estremità della palmetta, il lato sinistro e la base. Restano tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19425).

Antefissa a profilo ondulato di forma quasi ogivale; dalla base iniziano delle leggere ondulazioni laterali che diventano più accennate nella parte superiore. Termina col vertice che si distacca nettamente. Coppo di tipo quasi triangolare la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, che tagliati di sbieco e avvolti verso l'esterno formano una massa chiusa e sono segnati da una sottile scanalatura. Il lobo centrale, di forma allungata presenta alcune solcature. Al disotto dei lobi inferiori si trova una doppia voluta dalla quale nasce una piccola palmetta a ventaglio, a quattro piccoli lobi lanceolati, rivolta verso l'esterno. La base è formata da uno zoccolo liscio limitato, nella parte superiore da un listello. La palmetta nasce da una maschera gorgonica caratterizzata dal volto piatto e sorridente; incorniciata da una linea di contorno che si prolunga verso l'alto in due volute divergenti che vengono a formare le due foglie inferiori della palmetta centrale. La maschera gorgonica presenta una pettinatura formata da una serie di ciocche che ricadono ordinatamente sulla fronte e ai lati del volto. Talvolta possono anche essere divise al centro della testa, arricchite da un diadema (?) sul quale è posta una piccola foglia d'acanto. Si data tra la seconda metà del I a. C. e gli inizi I d. C.

Un esemplare confrontabile proviene da scavi fatti sulla parte alta del Tuscolo [35]Un altro è al Museo Gregoriano Etrusco di Roma e proviene da scavi eseguiti nell'Etruria meridionale [36]Un altro dalla Villa Castrimeniese di Q. Voconio Pollione (tra Ciampino e Marino), relativa alla prima fase della Villa, datata all'età augustea [37]Un altro esemplare è stato rinvenuto a Roma oltre il Ponte Nomentano, in una tenuta dei Prati Fiscali, dallo scavo di una villa di età romana [38]Un altro esemplare conservato al Museo di Leeds proviene dal Lanuvio [39]Un esemplare è al Museo di Villa Giulia e proviene da Lucus Feroniae [40]Diciotto esemplari inediti sono conservati all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano: undici appartengono alla Collezione Evan Gorga: solo quattro sono inventariati: inv. 7946 (alt. cm. 16; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); inv. 7948 (alt. cm. 17; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); inv. 7958 (alt. cm. 13; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); inv. 4480 (alt. cm. 21; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 3029 (alt. cm. 21; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 4470 (alt. cm. 20; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5); inv. 4471 (alt. cm. 23,5; largh. cm. 18,5; spessore cm. 2,5); queste ultime quattro provengono dal Tevere; tre con inv. 27136 (alt. cm. 21; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); (alt. cm. 20; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); (alt. cm. 21; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5) provengono da Castel Porziano. Sono tutte di argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. Un esemplare, inedito, proviene da Nemi, dallo sterro fatto all'interno del Capitolium, ed è stato rinvenuto con materiali datati dal II secolo a.C. al III secolo d.C. Otto esemplari inediti sono conservati all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia: inv. 3327 (alt. cm. 16; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 13407 (alt. cm. 16,5; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 13408 (alt. cm. 13,5 largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5); inv. 13409 (alt. cm. 16; largh. cm. 12; spessore cm. 2,5); inv. 13410 (alt. cm. 15,5; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5); inv 13411 (alt. cm. 15; largh. 18; spessore cm. 2,5); inv. 13412 (alt. cm. 16; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 13413 (alt. cm. 16; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5); tutti provenienti da scavi fatti nella zona ostiense, formati da argilla di colore nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. Tre esemplari inediti sono conservati all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest e provengono da Roma: inv. 3830 (alt. cm. 12; largh. cm. 11; spessore cm. 2,5); inv. 4006 (alt. cm. 16; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 3796 (alt. cm. 16; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5); tutti di argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. Due esemplari inediti, di provenienza sconosciuta, sono conservati al Museo del Louvre di Parigi: uno è privo di numero d'inventario (alt. cm. 16; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); l'altro inv. CA 2180 (alt. cm. 21, largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. VII, 31

91. urn:collect04359io:0001:antcom: - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 17; largh. cm. 13,5; spessore cm. 3. Coppo: alt. int. cm. 5,5; lungh. cm. 7; spessore cm. 2,5. Mancano la parte superiore e l'angolo inferiore destro. Restano notevoli tracce della scialbatura e di colore giallo scuro sulle piccole palmette laterali, di colore azzurro chiaro sui lobi della palmetta centrale. Argilla rosata con poche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4359).

92. urn:collectio:0001:antcom:19034 - Proveniente da Roma: dalle terme romane di Prima Porta. Alt. cm. 18,5; largh. cm. 25,5; spessore cm. 2,5. Mancano l'estremità della palmetta centrale e l'angolo inferiore sinistro. L'attaccatura del coppo è di restauro. Argilla rosata con poche inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 19034 - n. d'ingresso 5481).

93. urn:collectio:0001:antcom:19035 - Proveniente da Roma: dalle terme romane di Prima Porta. Alt. cm. 9; largh. cm. 20; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore. Argilla rosata con poche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19035 - n. d'ingresso 5867).

94. urn:collectio:0001:antcom:19036 - Proveniente da Roma: dalle terme romane di Prima Porta. Alt. cm. 10; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5. E' frammentaria, resta l'angolo inferiore destro. Argilla rosata con poche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19036 - n. d'ingresso 5779).

Antefissa a profilo ondulato, di forma quasi ogivale; dalla base iniziano leggere ondulazioni laterali che diventano lievemente più accennate nella parte superiore; termina col vertice piuttosto arrotondato. Coppo di tipo quasi triangolare la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, che tagliati di sbieco e avvolti verso l'esterno formano una massa chiusa. Al disotto dei lobi inferiori si trova una doppia voluta dalla quale nasce una piccola palmetta a ventaglio, a quattro piccoli lobi lanceolati, rivolta verso l'esterno. La base è formata da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una testa, vista di prospetto, appartenente probabilmente al repertorio dionisiaco, caratterizzata dal volto sorridente e dai capelli che divisi al centro della testa ricadono leggermente rigonfi, ai lati del volto a piccole ciocche.

Sul capo è poggiato un sottile cercine intrecciato che attraversa la fronte. La testa è poggiata al centro di un cespo d'acanto.

Un esemplare confrontabile è alla Badia di Grottaferrata [41]

Tav. VII, 32

95. urn:collectio:0001:antcom:04198 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22,5; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. L'attaccatura del coppo è di restauro. L'estremità della palmetta centrale è frammentaria; notevoli abrasioni nella parte centrale e all'angolo inferiore sinistro. Restano tracce della scialbatura, di colore azzurro chiaro sul busto e di colore giallo sulle foglie della palmetta. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4198).

Tav. VIII, 33

96. urn:collectio:0001:antcom:19033 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 12; largh. cm. 15,5; spessore cm. 2,5. E' conservata l'attaccatura del coppo. Manca la parte superiore e l'angolo inferiore sinistro è frammentario; notevoli abrasioni nella parte centrale. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19033 - n. d'ingresso 6290).

Antefissa a profilo ondulato di forma quasi ogivale; dalla base iniziano delle leggere ondulazioni laterali che diventano più accennate nella parte superiore. Termina col vertice che si distacca nettamente. Coppo di tipo quasi triangolare la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, che tagliati di sbieco e avvolti verso l'esterno formano una massa chiusa e sono segnati da una sottile scanalatura. Il lobo centrale di forma allungata è caratterizzato da una solcatura lungo i lati. Al disotto dei lobi inferiori si trova una doppia voluta dalla quale nasce una piccola palmetta a ventaglio, con quattro piccoli lobi lanceolati, rivolta all'esterno. La base è formata da uno zoccolo liscio limitato nella parte superiore da un listello piuttosto marcato. La palmetta nasce da un busto, visto di prospetto, di un personaggio che indossa un chitone ed ha il capo coperto da un berretto di tipo frigio; il braccio destro incrociato sul petto, sostiene il gomito del sinistro che appare flesso fino a toccare con la mano il mento. Si tratta probabilmente di una raffigurazione di Attis.

Un esemplare confrontabile proviene da Roma dagli scavi della Basilica di S. Prisca; è stato rinvenuto integrato in un muro costituito da mattoni bollati e datati al 97 d.C.; l'Autore data l'antefissa al periodo dopo Claudio, che ha rinnovato il culto di Attis [42]

Tav. VIII, 34

97. urn:collectio:0001:antcom:19431 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina, dal riempimento del secondo podio del tempio rotondo B. Alt. cm. 13; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5.

Manca la parte inferiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19431 - già 40).

98. urn:collectio:0001:antcom:18856 - Proveniente da Roma: da Via Gallia. Alt. cm. 16; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Manca la parte inferiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18856 - n. d'ingresso 5484).

Antefissa a profilo ondulato di forma quasi ogivale. Termina col vertice che si distacca nettamente. La palmetta, di cui resta solo la parte superiore è a tre lobi laterali, che tagliati di sbieco e avvolti verso l'esterno formano una massa chiusa e sono segnati da una sottile scanalatura. Il lobo centrale di forma allungata è caratterizzato da una solcatura lungo i lati. Si data tra la metà del I secolo a.C. e l'età augustea.

Un esemplare simile e confrontabile è stato rinvenuto nelle Terme romane di Massaciuccoli, datate intorno alla metà del I secolo d.C. [43]

Fig. IX; tav. VIII, 35

99. urn:collectio:0001:antcom:03261 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 19; largh. cm. 15,5; spessore cm. 2. Manca l'estremità della palmetta; resta l'attaccatura del coppo. Sono conservate tracce della scialbatura, di colore giallo scuro sulla protome leonina e di colore azzurro chiaro sui lobi della palmetta. Argilla nocciola chiaro con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3261 - già 52).

100. urn:collectio:0001:antcom:18856 - Proveniente da Roma. Alt. cm. 16; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore; notevolmente abrasa la parte centrale. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18856 - già 2424 - n. d'ingresso 5484).

Antefissa a profilo ondulato, di forma quasi ogivale; dalla base iniziano delle leggere ondulazioni laterali che diventano lievemente più accennate nella parte superiore; termina col vertice piuttosto arrotondato. Coppo di tipo quasi triangolare la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, che tagliati di sbieco e avvolti verso l'esterno formano una massa chiusa e sono segnati da una sottile scanalatura. Il lobo centrale, di forma allungata è solcato ai lati. Al di sotto dei lobi inferiori si trova una doppia voluta dalla quale nasce una piccola palmetta a ventaglio, con quattro piccoli lobi lanceolati, rivolta verso l'esterno. La base è formata da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una protome leonina, vista di prospetto e posta al centro di un cespo d'acanto. Si data tra la seconda metà del I a. C. e gli inizi del I d. C.

Un esemplare confrontabile proviene da Roma, Regione VI, dal Largo di S. Susanna [44]Un altro è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen, di provenienza sconosciuta [45]Un altro, appartenente ad una collezione privata, proviene dalla zona di Bovillae [46]Un altro, inedito, conservato all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest, proviene da Roma: inv. 3795 (alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla nocciola chiara con poche inclusioni di pozzolana (tav. XXV, D). Tre esemplari inediti sono all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia, provenienti da scavi fatti nell'area ostiense: inv. 3421 (alt. cm. 13; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5); inv. 18730 (alt. cm. 18; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); inv. 18827 (alt. cm. 15; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana.

Fig. X; tav. VIII, 36

101. urn:collectio:0001:antcom:04368 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 8; lungh. cm. 6; spessore cm. 2. Leggermente frammentario il lato sinistro e gli angoli inferiori. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con notevoli inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4368).

102. urn:collectio:0001:antcom:19435 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 15; largh. cm. 18; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 8; lungh. cm. 2; spessore cm. 1,5. Frammentaria, manca la parte superiore; notevoli abrasioni nella parte centrale. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19435 - già 100).

Antefissa a profilo ondulato di forma quasi triangolare; dalla base ad impostazione rettangolare, iniziano al di sopra della metà superiore del pezzo tre leggere ondulazioni laterali, degradanti; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo di tipo semicircolare ad arco rialzato ha la larghezza uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è formata da sette lobi simili, piuttosto piatti, segnati da una leggera solcatura ai lati e terminanti a voluta rivolta all'interno. La foglia centrale, di forma lanceolata, è caratterizzata da una sottile solcatura lungo i lati e da una leggera nervatura al centro. La base è limitata nella parte inferiore da uno zoccolo liscio al di sopra del quale, limitata da una fila di perle e astragali, si trova un kyma ionico formato da una serie di ovuli piuttosto arrotondati, separati da lancette. La palmetta nasce da una piccola testa di Gorgone caratterizzata dal volto tondo e sorridente, da occhi aperti e grandi, dalla pettinatura piuttosto rigonfia, divisa al centro da una sottile scriminatura e formata da capelli lisci che arrivano sotto le orecchie. Ai lati sono presenti due protomi leonine, viste di profilo e rivolte verso l'esterno.

Un esemplare confrontabile proviene da Frascati ed è ora conservato a Villa Micara [47]Un altro esemplare, inedito, di provenienza sconosciuta è conservato all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest: inv. 1248 (alt. cm. 14; largh. cm. 16; spessore cm. 2); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. Due esemplari sono conservati all’Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia: inv. 13403 (alt. cm. 16,5; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); inv. 18731 (alt. cm. 19,5; largh. cm. 17; spessore cm. 2); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana; ambedue provenienti da scavi fatti nella zona ostiense; il secondo è pubblicato tra le terrecotte del Museo Campana e viene datato dall'Autore all'età adrianea [48]

Tav. VIII, 37

103. urn:collectio:0001:antcom:04383 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 20; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. L'estremità della palmetta, l'angolo inferiore sinistro e parte della base sono frammentali.

Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con molte inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4383 - già A/4).

Antefissa a profilo ondulato di forma quasi triangolare; dalla base ad impostazione rettangolare, iniziano al di sopra della metà superiore del pezzo tre leggere ondulazioni laterali, degradanti; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo di tipo semicircolare ad arco rialzato ha la larghezza uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è formata da sette lobi, piuttosto piatti, segnati da una leggera solcatura ai lati e terminanti a voluta rivolta all'interno. La foglia centrale, di forma lanceolata è caratterizzata da una sottile solcatura lungo i lati e da una leggera nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un sottile listello al centro del quale si trova una fascia decorata da un kyma ionico di cui sono visibili solo i tre ovuli di destra che sono piuttosto tondeggianti, contenuti in gusci a sezione circolare e separati da lancette. La palmetta nasce da una foglia d'acanto caratterizzata da varie scanalature, ritoccate a stecca. Ai lati si trovano due protomi leonine viste di profilo e rivolte all'esterno.

Due esemplari confrontabili si trovano al Museo dell'Accademia Americana di Roma e sono di provenienza sconosciuta [49]Altri due, inediti, sono conservati all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, già al Museo Kircheriano; provenienti dal Tevere: inv. 4533 (alt. cm. 25; largh. cm. 16; spessore cm. 3); inv. 4090 (alt. cm. 24; largh. cm. 6; spessore cm. 3); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. Un altro esemplare, inedito, si trova all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest ed è proveniente da Roma: inv. 1248 (alt. cm. 14; largh. cm. 16; spessore cm. 3); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana e notevoli tracce di scialbatura.

Tav. IX, 38

104. urn:collectio:0001:antcom:03317 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 25; largh. cm. 14; spessore cm. 2. L'estremità della palmetta, lo zoccolo della base e l'attaccatura del coppo sono di restauro.

Notevoli abrasioni nella parte centrale. Restano sporadiche tracce della scialbatura.

Argilla grigio chiaro, piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3317 - già 5-A/2).

105. urn:collectio:0001:antcom:19047 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 16; spessore cm. 2. Manca la parte superiore. L'angolo inferiore destro, lo zoccolo della base e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla grigio chiaro, piuttosto ben depurata con inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19047 - già A/2).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; dalla metà del pezzo inizia una triplice ondulazione laterale, appena accennata quella inferiore, più marcate le due superiori; termina col vertice che si stacca nettamente.

La palmetta è a quattro lobi simili segnati al centro da una larga scanalatura e terminanti a semivoluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è di forma lanceolata con una profonda solcatura ai lati ed una sottile nervatura al centro.

La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello; al centro si trova una fascia liscia piuttosto sottile. La palmetta nasce da una testa gorgonica il cui volto è notevolmente deteriorato; la pettinatura sembra formata da una fila di riccioli calamistrati e ricadenti sulla fronte ed ai lati del volto.

La testa gorgonica è posta su di un cespo d'acanto piuttosto deteriorato.

Tav. IX, 39

106. urn:collectio:0001:antcom:04300 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 25; largh. cm. 15,5; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm 7,5; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. Frammentario il lato sinistro. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4300).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; dalla metà del pezzo inizia una triplice ondulazione laterale, appena accennata quella inferiore, più marcate le due superiori; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo di tipo semicircolare ad arco rialzato ha la larghezza uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a quattro lobi, simili, segnati al centro da una larga scanalatura terminanti a semivoluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è di forma lanceolata con una profonda solcatura ai lati ed una sottile nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore da un listello dentellato dal quale pendono tre festoni trattenuti da un piccolo elemento circolare ad anello, non identificabile per il deterioramento; si hanno poi due listelli tra i quali si trova un kyma ionico formato da una fascia decorata da ovuli tondeggianti contenuti in gusci a sezione semicircolare e divisi da lancette. La base termina con uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una piccola testa non identificabile per le abrasioni. Ai lati di questa si trova un listello ondulato terminante a voluta rivolta all'interno.

Fig. XI; tav. IX, 40.

107. urn:collectio:0001:antcom:03228 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 15,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 8; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. Leggere abrasioni su tutta la superficie. Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3228).

108. urn:collectio:0001:antcom:03288 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 3. Frammentaria con notevoli abrasioni su tutta la superficie. La palmetta e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da matrice stanca (inv. 3288).

109. urn:collectio:0001:antcom:18858 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 13; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Resta la parte superiore. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18858 - già 3052).

110. urn:collectio:0001:antcom:19045 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 3. Manca la parte superiore destra; l'angolo inferiore sinistro e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19045).

111. urn:collectio:0001:antcom:19053 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 7,5; lungh. cm. 15,5; spessore cm. 2. Frammentaria: la parte superiore è di restauro. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19053 - già A/2).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; dalla metà del pezzo inizia una triplice ondulazione laterale, appena accennata quella inferiore, più marcate le due superiori; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo di tipo semicircolare ad arco rialzato ha la larghezza uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a cinque lobi simili segnati al centro da una larga scanalatura e terminanti a semivoluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è di forma lanceolata con una profonda solcatura ai lati ed una accentuata nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore da un listello al disotto del quale se ne trova un altro scanalato, dal quale pendono tre festoni trattenuti da un elemento circolare non identificabile per il deterioramento; si hanno poi due listelli tra i quali si trova una fascia decorata da un kyma ionico formato da ovuli tondeggianti contenuti in gusci a sezione semicircolare e divisi da lancette. La base termina con uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da un piccolo canestro ai lati del quale si hanno due volute rivolte all'esterno formate da un doppio listello dentellato sottolineato da piccoli tagli trasversali. Si data nell'ambito del I secolo d. C.

Un esemplare confrontabile proviene da Civita Lavinia, da uno strato che riempiva una cisterna [50]Un esemplare proviene dal 10 km. della Via Ardeatina, da una villa di età imperiale [51]Due esemplari dalla zona Tuscolana [52]

Un esemplare inedito proviene dall'inizio della Via Appia ed appartiene ad una collezione privata (alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5); argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. Dodici esemplari inediti sono conservati all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano; di questi cinque appartengono alla Collezione Evan Gorga: inv. 8008 (alt. cm. 23; largh. cm. 15; spessore cm. 3); inv. 8011 (alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 3); inv. 8013 (alt. cm. 23; largh cm. 15; spessore cm. 3); inv. 8017 (alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 3), tutte di argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana; di nessuna si conosce la provenienza; gli altri sette esemplari sono di argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana; cinque hanno l'inv. 56660, sono interi (alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 3); due hanno l'inv. 4481 (alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 3) e provengono dal Tevere. Un esemplare confrontabile inedito è conservato all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia: inv. 5471 (alt. cm. 20,5; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana e notevoli resti di scialbatura, proviene da un saggio fatto in vicinanza del Decumano in Via dei Cipressi e proviene da uno strato a metri 0,60 dal piano di campagna. Un altro esemplare inedito è al magazzino del Museo Archeologico di Palestrina: inv. 1013 (alt. cm. 12,5; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana e proviene dall'area del Santuario. Un altro esemplare inedito è stato rinvenuto a Nemi dallo scavo del Capitolium, in uno strato di riempimento con materiali databili dall'età augustea al III secolo d. C. Vari esemplari, inediti, provengono dallo scavo della Villa romana di Sette Finestre, situata nel territorio di Cosa, dall'area del peristilio, da uno strato di abbandono che ha restituito anche materiali del III secolo d. C.

Tav. IX, 41

112 urn:collectio:0001:antcom:91963 . - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 15,5; spessore cm. 3. E' conservata l'attaccatura del coppo. L'estremità ed il lato destro della palmetta sono mancanti. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con molte inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 91963 - già A/4).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; dalla metà del pezzo iniziano ondulazioni laterali. Il coppo di tipo semicircolare ad arco rialzato ha la larghezza uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, simili, segnati da una profonda solcatura ai lati e terminanti a semivoluta rivolta all'interno. Il lobo centrale, di forma allungata è scanalato ai lati. La base è limitata nella parte superiore da un listello, sotto il quale se ne trova un altro scanalato, da questo pendono dei festoni, trattenuti da un anello circolare che sostiene anche due nastri che si aprono verso il basso, dove si trova una fila di perle e doppie fusarole, che limitano la parte inferiore della base, costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da un piccolo canestro ai lati del quale si hanno due volute rivolte all'esterno, formate da un doppio listello dentellato, sottolineato da piccoli tagli trasversali.

Un esemplare confrontabile proviene dalla zona del Tuscolo, ed è a Grottaferrata, a Villa Maruffi [53]

Tav. X, 42

113. urn:collectio:0001:antcom:04396 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 14; spessore cm. 3. E' frammentaria: la parte superiore sinistra, l'angolo inferiore sinistro e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla rossastra, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4396).

Tav. X, 43

114. urn:collectio:0001:antcom:04370 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 13; largh. cm. 14; spessore cm. 3. E' frammentaria: manca la parte superiore. Resta l'attaccatura del coppo. Argilla rossastra, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4370).

115. urn:collectio:0001:antcom:04371 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 14; spessore cm. 3. E' frammentaria: manca la parte superiore. Argilla rossastra, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4371).

Antefissa a profilo ondulato, di forma quasi ogivale; dalla base iniziano delle leggere ondulazioni laterali che diventano lievemente più accennate nella parte superiore; termina col vertice piuttosto arrotondato. Il coppo è di tipo quasi triangolare; la larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta centrale è a sette lobi, simili, piuttosto sottili, terminanti a semivoluta rivolta all'interno. Il lobo centrale anch'esso sottile, appare segnato da una lieve striatura ai lati. La base è formata da uno zoccolo liscio.

La palmetta nasce da un vaso (?) di forma piuttosto allungata, quasi triangolare; ai lati di questo si trova un listello, che termina con una ampia voluta rivolta all'interno. Tra questa voluta ed il lobo inferiore della palmetta si trova un ramo caratterizzato da una doppia fila di foglioline, tutte di uguali dimensioni, poste «a spina di pesce». I due rami escono dal vaso e terminano al limite del margine esterno dell'antefissa. Sopra la base costituita da uno zoccolo liscio si trova una fascia decorata da una serie di listelli quasi verticali, posti in maniera obliqua ed irregolare. Quelli della metà di sinistra sono piegati leggermente verso destra ed al contrario nell'altra metà; al centro, al di sotto dei due listelli convergenti si trova un piccolo elemento circolare, piuttosto abraso e non bene identificabile.

Un esemplare confrontabile di provenienza sconosciuta è conservato al British Museum di Londra ed è datato dal Walters tra il III ed il II secolo a. C. [54]Un esemplare confrontabile di provenienza sconosciuta, è conservato allo Szépmüvesti Mùzeum di Budapest ed è datato tra il V ed il IV secolo a. C. [55]Si ricorda, anche se i lobi della palmetta terminano rivolti all'esterno, un esemplare proveniente da Ardea e datato dall'Andrén al I secolo a. C. [56]Due esemplari, inediti, sono conservati all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano e appartengono alla Collezione Evan Gorga, sono di provenienza sconosciuta: inv. 8009 (alt. cm. 12; largh. cm. 14; spessore cm. 3); inv. 8022 (alt. cm. 16; largh. cm. 14; spessore cm. 3); argilla rosata piuttosto ben depurata.

Tav. X, 44

116. urn:collectio:0001:antcom:19051 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 12; largh. cm. 9; spessore cm. 2,5. E' frammentaria, mancano la parte superiore, la metà destra e la base. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19051).

Tav. X, 45

117. urn:collectio:0001:antcom:19426 - Proveniente da Roma, da scavi fatti nell'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 13,5; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm. 11; spessore cm. 2. Manca la parte superiore. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19426).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; al di sotto della metà del pezzo iniziano tre ondulazioni laterali, regolari, marcate; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo ogivale; la larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a cinque lobi, simili, segnati da una leggera solcatura ai lati; terminanti a voluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è caratterizzato da quattro solcature piuttosto marcate. Tra i lobi si trovano delle piccole foglie lanceolate, segnate lateralmente da una leggera scanalatura. La base è limitata nella parte superiore da un listello, nella parte inferiore si trova uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da un busto di Vittoria, visto di prospetto e caratterizzato dalle ali aperte, formate da piume piuttosto schematizzate. Le ali si trovano ai lati del busto e terminano al margine dell'antefìssa con una voluta rivolta all'interno. Il volto della Vittoria è piuttosto deteriorato, tuttavia si distinguono i capelli lunghi divisi in ciocche scompigliate e ricadenti ai lati del volto. Si data intorno alla prima metà del I secolo d. C.

Un esemplare confrontabile è conservato al Museo Archeologico di Palestrina (Sala XII, vetrina XV, n. 139) proveniente da scavi fatti nell'area del Santuario [57]Un altro esemplare inedito, conservato nel Magazzino del Museo Archeologico di Palestrina, proviene anch'esso da scavi fatti nell'area del Santuario: inv. 1123 (alt. cm. 15,5; largh. cm. 13; spessore cm. 2,5); argilla ro- sata con varie inclusioni di pozzolana. Due esemplari inediti sono all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, e appartengono alla Collezione Evan Gorga; sono di provenienza sconosciuta; inv. 7906 (alt. cm. 24; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 7909 (alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); ambedue di argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana.

Fig. XII; tav. X, 46

118. urn:collectio:0001:antcom:04362 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 15,5; spessore cm. 2. La parte del listello inferiore della base e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 4362 - già A/2).

119. urn:collectio:0001:antcom:04363 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Notevoli abrasioni sulla parte centrale. Gli angoli inferiori e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4363 - già A/2).

120. urn:collectio:0001:antcom:04367 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. L'angolo inferiore destro è frammentario. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4367 - già A/2-111).

121. urn:collectio:0001:antcom:04364 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5. La parte superiore è frammentaria; l'attaccatura del coppo è di restauro. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4364 - già A/2).

122. urn:collectio:0001:antcom:04365 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 20; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm. 6; spessore cm. 2. L'estremità della palmetta è frammentaria; notevoli abrasioni su tutta la superficie. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4365 - già A/2).

123. urn:collectio:0001:antcom:03270 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm. 8; spessore cm. 2. L'estremità della palmetta e il lato destro sono frammentari. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3270 - già A/2).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; al di sotto della metà del pezzo iniziano tre ondulazioni laterali, regolari, piuttosto marcate; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo triangolare la cui larghezza è uguale alla base frontale dell'antefissa. La palmetta è a cinque lobi laterali, simili, segnati da una leggera solcatura ai lati e che terminano a voluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è caratterizzato da quattro solcature.

Tra i lobi si trovano delle piccole foglie lanceolate segnate lateralmente da una leggera scanalatura. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello; al centro si trova una fascia decorata con un meandro regolare. La palmetta nasce da un busto di Vittoria, visto di prospetto e caratterizzato dalle ali aperte, formate da piume piutosto schematizzate. Le ali si trovano ai lati del busto e terminano al margine dell’antefissa con una voluta rivolta all'interno. Il volto della Vittoria è piuttosto deteriorato, tuttavia si distinguono i capelli lunghi, divisi in ciocche scompigliate e ricadenti ai lati del volto. Si data intorno alla prima metà del I secolo d. C.

Un esemplare confrontabile proviene da Cori [58]Un altro esemplare è al Museo di Nemi e proviene dallo scavo della murata sinistra esterna della seconda nave [59]Un altro esemplare è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen, è di provenienza sconosciuta [60]Un esemplare è al Castello di Aglié e proviene dal Tuscolo [61]Tre esemplari provengono dagli scavi di Luni [62]Un esemplare è al Museo di Villa Giulia e proviene da Lucus Feroniae [63]Un esemplare proviene dal Tuscolo [64]Un esemplare inedito è alla Collezione dell'Istituto Archeologico Germanico di Roma: archivio fotografico n. 701851. e proviene da Roma.

Un esemplare è stato rinvenuto nella zona di Bovillae ed appartiene ad una collezione privata [65]Cinque esemplari inediti sono conservati all'Antiquarium del Museo Nazionale romano: tre di questi appartengono alla Collezione Evan Gorga e sono di provenienza sconosciuta: inv. 7840 (alt. cm. 12; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5); inv. 7849 (alt. cm. 13; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5); inv. 7842 (alt. cm. 15; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); un esemplare proviene dal Tevere: inv. 53109 (alt. cm. 23; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5), tutti di argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana. Un esemplare inedito è conservato nel Magazzino del Museo Archeologico di Palestrina e proviene da scavi fatti nell'area del Santuario: inv. 149 (alt. cm. 21; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. Due esemplari inediti sono al Magazzino del Museo Archeologico di Ostia e provengono da scavi fatti nell'area ostiense: inv. 13361 (alt. cm. 13; largh. cm. 16; spessore cm. 2); inv. 18732 (alt. cm. 14,5; largh. cm. 16; spessore cm. 2); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. Un esemplare confrontabile è anche all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest; è inedito e proviene da Roma: inv. 2959F (alt. cm. 15; largh. cm. 13; spessore cm. 3); argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. XI, 47

124. urn:collectio:0001:antcom:04356 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 15,5; largh. cm. 20; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6.5; lungh. cm. 6; spessore cm. 2. E' frammentaria: manca la parte superiore. Argilla rosata piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4356 - già A/4).

125. urn:collectio:0001:antcom:04259 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. E' frammentaria: la parte superiore e l'angolo inferiore destro sono di restauro; varie abrasioni alla parte centrale. Argilla rosata piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4259 - già 17).

126 urn:collectio:0001:antcom:04239 . - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 21; spessore cm. 2,5. E' frammentaria: la parte superiore ed il lato sinistro sono di restauro. Restano varie tracce della scialbatura. Argilla rosata piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4239 - già 37).

127. urn:collectio:0001:antcom:19777 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 10,5; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19777).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; al di sotto della metà del pezzo iniziano tre ondulazioni laterali, regolari, piuttosto marcate. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui palmetta è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a cinque lobi, segnati da una leggera solcatura ai lati e terminanti a voluta rivolta all'interno. II lobo centrale è caratterizzato da quattro solcature piuttosto marcate. Tra i lobi si trovano delle piccole foglie lanceolate segnate lateralmente da una leggera scanalatura. La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una sottile fascia liscia.

La palmetta nasce da una testa di Gorgone, caratterizzata da una pettinatura composta da boccoli calamistrati ricadenti verticalmente ai lati del volto. Sotto il mento si ha un nodo formato da due serpentelli intrecciati. Sopra la testa si trova un diadema dentellato; ai lati tra due ali terminanti con una semivoluta e notevolmente schematizzate, si trovano due piccole teste, viste di prospetto e non identificabili per il deterioramento. Si data intorno alla prima metà del I secolo d. C.

Un esemplare confrontabile proviene da Nemi, dallo scavo della seconda nave [66]Un esemplare, inedito, è all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano, appartiene alla Collezione Evan Gorga ed è di provenienza sconosciuta: inv. 7999 (alt. cm. 14; largh. cm. 19, spessore cm. 2,5); argilla rosata piuttosto ben depurata. Un altro esemplare inedito è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest e proviene da Roma (inv. 792) (alt. cm. 18; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5); argilla rosata piuttosto ben depurata. Un altro esemplare inedito è al Museo del Louvre di Parigi; è di provenienza sconosciuta: inv. 4595 (alt. cm. 25; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5); argilla rosata ben depurata.

Tav. XI, 48

128. urn:collectio:0001:antcom:19049 - Proveniente da Roma: rinvenuta in Via Cavour il 15 ottobre 1940. Alt. cm. 18; largh cm. 18,5; spessore cm. 2,5. La parte superiore destra è frammentaria. Restano notevoli tracce della scialbatura, di colore rosso chiaro negli spazi tra i lobi della palmetta e di colore giallo ocra sulla Gorgone. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19049 - già 4204).

Antefissa a profilo ondulato: dalla base iniziano tre ondulazioni laterali non molto marcate; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è mancante. La palmetta è a cinque lobi, simili, segnati da una leggera solcatura ai lati, terminanti a voluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è caratterizzato da quattro solcature piuttosto marcate. Tra i lobi si trovano delle piccole foglie lanceolate, segnate ai lati da una leggera scanalatura. La base è formata da uno zoccolo liscio, alterato prima della cottura. La palmetta nasce da una testa di Gorgone, vista di prospetto e caratterizzata dal volto piatto e sorridente, da labbra carnose e socchiuse, da occhi grandi sottolineati da pesanti palpebre e da sopracciglia arcuate. La fronte è quasi interamente coperta dalla pettinatura formata da una fila di riccioli calamistrati che ricadono verticalmente ai lati del volto. Sulla testa è poggiato un diadema, terminante con due piccole volute e decorato al centro da un bottone circolare. Sotto il mento si ha un nodo formato da due serpentelli intrecciati. Ai lati della Gorgone sono presenti due ali notevolmente schematizzate che terminano con una voluta al margine dell'antefissa. Si data nella prima metà del I secolo d. C.

Un esemplare confrontabile è al Magazzino del Museo Archeologico di Ostia e proviene da scavi fatti nel Piazzale del Teatro [67]

Tav. XI, 49

129. urn:collectio:0001:antcom:03319 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5.

E' conservata l'attaccatura del coppo. Leggere abrasioni alla parte centrale. Restano notevoli tracce della scialbatura, di colore marrone scuro sui lobi della palmetta e di colore giallo chiaro sul cespo d'acanto. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una martice stanca (inv. 3319 - già A/4).

Tav. XI, 50

130 urn:collectio:0001:antcom:19964 . - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 13; largh. cm. 11; spessore cm. 2,5. La parte superiore, il lato e l'angolo inferiore destro e la base sono frammentari. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19964).

131. urn:collectio:0001:antcom:19779 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 17; largh. cm. 15; spessore cm. 3. Manca la parte inferiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19779).

Antefissa a profilo ondulato; dalla base iniziano quattro leggere ondulazioni, laterali, l'inferiore è meno accentuata delle altre; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è uguale a quella della base frontale. La palmetta è a sette lobi, simili, piuttosto larghi, segnati da una leggera solcatura ai lati, terminanti a voluta rivolta all'interno nei due lobi superiori, all'esterno in quello inferiore, di minori dimensioni. Il lobo centrale è di forma lanceolata, caratterizzato ai lati ed al centro da una sottile scanalatura. La base è formata da uno zoccolo liscio.

La palmetta nasce da una testa gorgonica, vista di prospetto, caratterizzata dal volto piuttosto paffuto, da occhi grandi sottolineati da sopracciglia leggermente arcuate, dalla bocca carnosa aperta. La pettinatura a calotta è formata da ciocche corte molto ravvicinate ed ordinate; ai lati del volto ricadono tre boccoli verticali. Sui capelli è posta una piccola coroncina circolare intrecciata, sopra la quale si trova un diadema formato da un doppio spiovente, decorato al centro da un bottone a disco e da una piccola voluta all'estremità.

Un esemplare confrontabile proviene dalla zona di Ciampino ed è ora a Villa Maruffi [68]Un altro esemplare proviene dalla zona di Bovillae [69]Un esemplare inedito è all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano ed è di provenienza sconosciuta, appartiene alla Collezione Evan Gorga: inv. 793 (alt. cm. 10; largh. cm. 17; spessore cm. 3); argilla rosata piuttosto ben depurata.

Fig. XIII; tav. XI, 51

132. urn:collectio:0001:antcom:04305 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 16; spessore cm. 2. E' conservata l'attaccatura del coppo. I bordi destro e sinistro e l'angolo inferiore sinistro sono frammentari. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4305 - già A/4).

Colini, tav. XXXVII, 1.

COARELLI, p. 191 SS., fig. 7.

133. urn:collectio:0001:antcom:04374 - Provenienza sconosciuta (è probabile che corrisponda al n. 220 del Catalogo degli oggetti in terracotta, vetro, ecc., consegnati ai Musei Capitolini dalla Commissione Archeologica, vol. 30; consegnata il 15 febbraio 1875, con firma Luigi Garelli.

L'anno probabile della scoperta potrebbe far pensare ad un rinvenimento casuale in occasione dei dragaggi avvenuti nel Tevere successivamente alla grande piena del 1870 ed in preparazione dei lavori dei muraglioni). Alt. cm. 20; largh. cm. 11; spessore cm. 2. L'estremità superiore e l'angolo inferiore sinistro sono frammentari. Varie abrasioni alla parte centrale. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4374, già A/4).

Coarelli, p. 191 ss., fig. 8.

134. urn:collectio:0001:antcom:18788 - Proveniente da Roma: da Via Gallia. Alt. cm. 9,5; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore; leggermente frammentario l'angolo inferiore sinistro. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18788).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi rettangolare; al di sotto della metà del pezzo si hanno tre ondulazioni laterali, irregolari, non molto marcate; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo ogivale la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell’antefissa.

La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia piuttosto sottile, alterata prima della cottura. Al centro è rappresentato un trofeo di tipo antropomorfico posto sopra la prua di una nave, ornata da vessillo. Ai lati si trovano due delfini balzanti posti araldicamente e visti di profilo; sono rivolti all'esterno. Sull'albero della nave, con trofeo, si vedono un timone ed un chemisco incrociati. La corazza ha un'ampia cintura, conservata sul fronte e sul lato destro ha un doppio bordo.

All'estremità del braccio destro è appeso uno scudo a forma di rombo con la spina centrale rilevata e con umbone, all'estremità del sinistro si trovano due lance incrociate. L'elmo a calotta dalla punta ricurva in avanti, come un berretto frigio, piuttosto che un lophos presenta, secondo i resti attuali, ampie paragnatidi. Si data all'età augustea.

Due esemplari confrontabili al Museo Nazionale Romano, sono di provenienza sconosciuta. [70]Un esemplare è al Museo del Louvre di Parigi è di provenienza sconosciuta [71]Un esemplare al Museo di Bonn è stato acquistato a Roma ed è datato al periodo tardo-augusteo [72]Due esemplari inediti sono all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano ed appartengono alla Collezione Evan Gorga; sono di provenienza sconosciuta; inv. 8162 (alt. cm. 22; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 8163 (alt. cm. 21,5; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. Un esemplare inedito è al Magazzino del Museo del Louvre di Parigi, appartiene alla Collezione Campana e proviene da Roma: inv. CP3949 (alt. cm. 21; largh. cm. 16; spessore cm. 2); argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana.

Fig. XIV; tav. XII, 52

135. urn:collectio:0001:antcom:04372 - Proveniente da Roma: da Via Buonarroti sull’'Esquilino. Alt. cm. 22; largh. cm. 20; spessore cm, 2,5. Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm. 11; spessore cm. 1,5.

La parte superiore destra e l'angolo inferiore sinistro sono frammentari. Restano notevoli tracce della scialbatura bianca e di colore azzurro chiaro sul chitone. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4372).

BullCom, XV, 1887, p. 365, n. 4.

136. urn:collectio:0001:antcom:04373 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 15,5; largh. cm. 18; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm, 9; spessore cm. 1,5. La parte superiore è frammentaria.

Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 4373 - già A/2).

137. urn:collectio:0001:antcom:04304 - Proveniente da Roma (acquistata dalla Commissione Archeologica Comunale nel 1883). Alt. cm. 15; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm. 5; spessore cm. 1,5. La parte superiore ed il lato destro sono frammentari. Presenta alcune abrasioni nella parte centrale. Restano sporadiche tracce della scialbatura e di colore azzurro chiaro sul chitone e di colore rosso scuro sui capricorni. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4304).

BullCom, XI, 1883, p. 283, n. 7b.

138. urn:collectio:0001:antcom:19427 - Proveniente da Roma: da scavi fatti nell'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 10; largh. cm. 11; spessore cm. 2,5. Resta solo la parte centrale. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19427 - già 122).

Antefissa a profilo ondulato; al di sotto della metà del pezzo si hanno tre ondulazioni laterali, regolari, piuttosto marcate; termina con il vertice arrotondato. Il coppo è di tipo ogivale la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. Al centro è rappresentata una Vittoria alata, stante, rivolta verso destra, mentre la testa è di prospetto. La mano sinistra sostiene un trofeo che poggia sulla spalla sinistra ed è tenuto in alto dal braccio destro rialzato e ripiegato al di sopra della testa. La Vittoria indossa un lungo chitone con apotygma, che mosso dal vento aderisce al corpo e svolazza verso sinistra con larghe pieghe, lasciando trasparire le gambe rivolte verso destra ed allungate nel passo. Il mantello fissato alle spalle ricade fluttuante dietro le ali spiegate e formate da piume schematizzate. II volto della Vittoria è piuttosto abraso ma si riconosce la pettinatura caratterizzata da ciocche divise al centro della testa e ricadenti ai lati del volto. Il trofeo consiste in un elmo a calotta con ampie paragnatidi, in una corazza con larga cintura ai cui lati si trovano due scudi oblunghi con la spina centrale rilevata; dietro ciascuno di essi si trovano due lance incrociate. La figura della Vittoria è posta su un globo che si trova tra le code di due capricorni, visti di profilo e rivolti verso l'esterno. Si data intorno all'età augustea.

Un esemplare confrontabile è al Museo del Louvre di Parigi ed è di provenienza sconosciuta [73]Un altro esemplare è al Museo Gregoriano Etrusco del Vaticano e proviene da scavi fatti in Etruria [74]Cinque esemplari sono al Museo del Louvre di Parigi e sono di provenienza sconosciuta [75]Un esemplare proviene dalla Villa Castrimeniese di Q. Voconio Pollione (tra Ciampino e Marino) ed è datato all'età augustea [76]Vari esemplari sono nel Magazzino del Museo Archeologico di Ostia (uno è nel Museo, sala X); alcuni provengono da uno strato in superficie di uno scavo fatto presso la Caserma dei Vigili vicino al Piccolo Mercato, altri provengono da uno scavo fatto nel Piazzale dietro il Teatro, da uno strato con materiali di scarico [77]Un esemplare proviene da Roma ed è stato rinvenuto durante lo scavo di una Villa di età romana situata oltre il Ponte Nomentano in una tenuta dei Prati Fiscali [78]Due esemplari sono al Museo Nazionale Romano e provengono dal Tevere [79]Due esemplari sono al British Museum di Londra e sono di provenienza sconosciuta [80]Un esemplare è nei Magazzini del Museo Vaticano ed è di provenienza sconosciuta [81]Un esemplare è al Museo Archeologico di Bonn, è di provenienza sconosciuta ed è datato all'età claudia [82]Un esemplare venduto ad un'asta di Londra è proveniente da Roma ed è datato alla fine del I secolo a. C. [83]

Un esemplare proviene dagli scavi di Luni ed è datato tra l'età augustea-giulio claudia e la fine del I secolo d. C. [84]Un esemplare inedito proviene dalla zona di Bovillae ed appartiene ora ad una collezione privata. Sette esemplari inediti sono all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano: cinque appartengono alla Collezione Evan Gorga e sono di provenienza sconosciuta: inv. 8138 (alt. cm. 21; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 8139 (alt. cm. 14; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 8142 (alt. cm. 9; largh. cm. 13; spessore cm. 2,5); inv. 8134 (alt. cm. 15; largh. cm. 13,5; spessore cm. 2,5); inv. 8144 (alt. cm. 10; largh. cm. 7; spessore cm. 2,5); due esemplari provengono dal Tevere: inv. 40335 (alt. cm. 16; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5); inv. 62653 (alt. cm. 24; largh. cm. 18; spessore cm. 2); tutte di argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana.

Fig. XV; tav. XII, 53

139. urn:collectio:0001:antcom:18903 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 18; spessore cm. 3,5 Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm. 9; spessore cm. 2. Manca l'angolo inferiore destro. Restano notevoli tracce della scialbatura.. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata.

E' ricavata da una matrice fresca (inv. 18903).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi triangolare; al di sotto della metà del pezzo si hanno tre ondulazioni laterali; più marcate le due inferiori; termina con il vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo ogivale la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa.

La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello, al centro si trova una fascia liscia piuttosto sottile. Sopra il listello superiore se ne trova un altro segnato da leggere solcature quasi diagonali, ritoccate a stecca. Al centro dell'antefissa, incorniciata ai due lati da due volute e sopra da un elemento triangolare che ricorda il lobo centrale delle palmette, si trova la testa vista di prospetto di Giove Ammone. La testa è caratterizzata da una barba piuttosto lunga formata da ricci calamistrati e regolari, dalle labbra carnose, dal naso piuttosto piccolo da occhi ben lavorati di forma leggermente allungata segnati da pupille e da palpebre marcate. Sopra la fronte si trova una benda dalla quale spuntano le corna ad ariete, terminanti a voluta e ritoccate a stessa.

Fig. XVI; tav. XII, 54

140. urn:collectio:0001:antcom:03229 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 20; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 4; spessore cm. 1,5. L'angolo inferiore sinistro è di restauro. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 3229 - già 32).

141. urn:collectio:0001:antcom:03256 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 25,5; largh, cm. 18; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 4; spessore cm. 1,5. L'angolo inferiore sinistro ed il vertice della palmetta sono di restauro. Il lato destro è frammentario. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3256 - già 12).

142. urn:collectio:0001:antcom:04307 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 20; largh. cm. 19,5; spessore cm. 2. La parte superiore, il lato destro e l'angolo inferiore sinistro sono di restauro. Varie abrasioni alla parte centrale. Argilla nocciola chiara con poche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4307 - già 33).

143. urn:collectio:0001:antcom:18782 - Proveniente da Roma: da Via Gallia. Alt. cm. 20; largh. cm. 15; spessore cm. 3. E' frammentaria: mancano l'angolo inferiore sinistro, il lato destro e la base. Restano tracce della scialbatura, di colore azzurro chiaro tra i lobi della palmetta e di colore giallo sui capelli della maschera.. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 18782).

Tav. XII, 55

144. urn:collectio:0001:antcom:18783 - Proveniente da Roma: da Via Gallia. Alt cm. 15; largh. cm. 18; spessore cm. 3. E' frammentaria; manca la parte superiore. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18783).

145. urn:collectio:0001:antcom:18784 - Proveniente da Roma: da Via Gallia. Alt. cm. 15; largh. cm. 18; spessore cm. 3. E' frammentaria: manca la parte superiore. Restano tracce della scialbatura.

Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18784).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi rettangolare; dalla base iniziano tre ondulazioni laterali, l'inferiore è meno accentuata delle altre, le due superiori sono simili, marcate, regolari; termina con il vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, larghi, segnati da una leggera solcatura al lato interno, terminano a voluta rivolta all'interno nei quattro lobi superiori, all'esterno in quelli inferiori, di minori dimensioni. Il lobo centrale di forma lanceolata è caratterizzato da una leggera solcatura ai lati e da una sottile nervatura al centro. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una maschera scenica, vista di prospetto e caratterizzata dalla bocca smisuratamente larga ed aperta, dal naso sottolineato da profonde rughe laterali, da sopracciglia arcuate ed aggrottate, dalla fronte corrugata e dalla pettinatura acconciata a rotolo. La maschera è posta su di un cespo d'acanto. Si data tra la seconda metà del I secolo a. C. e l'età augustea.

Un esemplare confrontabile di provenienza sconosciuta è al Museo Archeologico di Ginevra [85]Due esemplari provengono da Ostia, uno da uno scavo fatto nel Piazzale delle Corporazioni, da uno strato in superficie, costituito da materiali di scarico [86]l'altro da scavi fatti nella Palestra, nel piazzale dietro il Teatro [87]Un esemplare è al Museo di Leeds e proviene da Lanuvium [88]

Un esemplare è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen, presenta l'aggiunta di foglioline tra i lobi della palmetta ed è di provenienza sconosciuta [89]Undici esemplari, inediti, sono all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano: sette appartengono alla Collezione Evan Gorga; sono tutti privi di numero d'inventario e sono di provenienza sconosciuta. Un esemplare inedito è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest: inv. 3810 (alt. cm. 10; largh. cm. 18; spessore cm. 3) è di provenienza sconosciuta.

Tav. XIII, 56

146. urn:collectio:0001:antcom:04360 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 20; largh, cm. 18; spessore cm. 3. E' conservata l'attaccatura del coppo. L'angolo inferiore destro è frammentario; notevoli abrasioni alla parte centrale. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4360).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi rettangolare; dalla base iniziano tre ondulazioni laterali, l'inferiore è meno accentuata delle altre; le due superiori sono simili, marcate, regolari. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa.

La palmetta è a sette lobi, larghi, segnati da una leggera solcatura al lato interno, terminano a voluta rivolta all'interno nei quattro lobi superiori, all'esterno in quelli inferiori, di minori dimensioni. Il lobo centrale, di forma lanceolata è caratterizzato da una leggera solcatura ai lati e da una sottile nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una sottile fascia liscia. La palmetta nasce da una testa di Gorgone (?), vista di prospetto, caratterizzata dalla pettinatura formata dai capelli divisi in tre fine orizzontali, poste sopra la fronte. Il volto è notevolmente deteriorato. La testa poggia su di un cespo d'acanto.

Un esemplare confrontabile proviene dalla Tunisia, dalla zona di Cartagine (Ard-el-Kheraïb) ed è datato al I secolo d. C. [90]

Tav. XIII, 57

147. urn:collectio:0001:antcom:04289 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 16; spessore cm. 2. E' conservata l'attaccatura del coppo. E', frammentaria, la parte superiore e l'angolo inferiore destro sono di restauro; notevoli abrasioni alla parte centrale. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4289 - già 14).

148. urn:collectio:0001:antcom:04384 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 18; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5.

Manca la parte superiore, l'angolo inferiore destro è di restauro. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4384).

Rohden-Winnefeld, p. 179, fig. 353, n. 3803.

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi rettangolare; dalla base iniziano tre ondulazioni laterali, l'inferiore è meno accentuata delle altre; le due superiori sono simili, marcate, regolari. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, larghi, segnati da una leggera solcatura, terminano a voluta rivolta all'interno nei quattro superiori, all'esterno nei due inferiori, di minori dimensioni. Il lobo centrale di forma lanceolata è caratterizzato da una leggera solcatura ai lati e da una sottile nervatura al centro. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una testa di Gorgone, caratterizzata dal volto piatto e piuttosto largo, dalla bocca sorridente dalla quale esce la lingua, da grandi occhi quasi tondi, dalla fronte bassa coperta da una fila di boccoli ordinati e paralleli, ricadenti ai lati del volto. Sui capelli poggia un diadema triangolare formato da un triplice spiovente decorato all'estremità da due piccole volute ed al centro da un bottone circolare. Sotto il mento si trova il nodo formato da due serpentelli intrecciati. La testa poggia su di un cespo d'acanto (tav. XXVI, E). Si data tra la seconda metà del I secolo a.C. e l'età augustea.

Un esemplare confrontabile proviene dal Tuscolo [91]Un esemplare è al Museo Thorvaldsen di Copenhagen e proviene da Roma [92]Un esemplare è stato rinvenuto a Roma, in Via Portuense, durante i lavori per l'allacciamento della stazione di Trastevere a quella di Termini [93]Un esemplare è a Castello di Agliè e proviene da scavi fatti sulla parte alta del Tuscolo [94]Dieci esemplari inediti sono all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, cinque appartengono alla Collezione Evan Gorga, sono privi di numero d'inventario e sono di provenienza sconosciuta; le altre inv. 4524 (alt. cm. 19; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5); inv. 4508 (alt. cm. 19; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 14964 (alt. cm. 21; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5); inv. 39122 (alt. cm. 20; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5): tutte di argilla rossastra piuttosto ben depurata; di nessuna si conosce la provenienza, solo il n. 39122 è stato rinvenuto in Via Portuense. Un esemplare inedito è all’Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest ed è proveniente da Roma: inv. n. 3790 (alt. cm. 19; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5); argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana (tav. XXVI, E). Diciotto esemplari inediti sono all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia, provengono tutti da scavi fatti nell'area ostiense: inv. 3322 (alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5), inv. 3323 (alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5), inv. 3324 (alt. cm. 19; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5), inv. 13414 (alt. cm. 13; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5), inv. 13415 (alt. cm. 22; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5), inv. 13416 (alt. cm. 10; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5), inv. 13417 (alt. cm. 11; largh. cm. 12,5; spessore cm. 2,5), inv. 13418 (alt. cm. 12; largh. cm. 13,5; spessore cm. 2,5), inv. 13419 (alt. cm. 15; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5), inv. 13420 (alt. cm. 15; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5), inv. 13421 (alt. cm. 18; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5), inv. 13422 (alt. cm. 18; largh. cm. 15,5; spessore cm. 2,5), inv. 13423 (alt. cm. 19; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5), inv. 13424 (alt. cm. 14; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5), inv. 13425 (alt. cm. 18; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5), inv. 13426 (alt. cm. 13; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5), inv. 13427 (alt. cm. 13,5; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5), inv. 13428 (alt. cm. 14; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5); tutte di argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. XIII, 58

149. urn:collectio:0001:antcom:03328 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. La parte superiore della palmetta è di restauro. Restano notevoli tracce della scialbatura e di colore rosso scuro sul volto della Gorgone. Argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3328 - già 15).

150. urn:collectio:0001:antcom:03230 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5. E' composta da due frammenti. Il lato sinistro e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Restano sporadiche tracce della scialbatura e di colore rosso scuro sulla Gorgone. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3230 - già A/2).

151. urn:collectio:0001:antcom:04349 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5.

L'angolo inferiore sinistro e la parte superiore della palmetta sono frammentari.

Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4349 - già 62).

Antefissa a profilo ondulato; dalla base iniziano tre ondulazioni laterali, l'inferiore meno accentuata delle altre; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è mancante. La palmetta è a sette lobi laterali, simili, segnati da una profonda solcatura al centro. Terminanti a voluta rivolta all'interno nei quattro lobi superiori, all'esterno nei due inferiori. Il lobo centrale di forma lanceolata è caratterizzato da una leggera solcatura ai lati e da una sottile nervatura al centro. La base è formata da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una testa di Gorgone, vista di prospetto, caratterizzata dal volto tondo, dalla bocca grande, aperta e sorridente, dagli occhi sbarrati. La pettinatura è formata da una triplice fila di riccioli calamistrati che incorniciano la fronte e terminano all'altezza delle orecchie con due boccoli ricadenti. La testa è posta su di un cespo d'acanto (tav. XXVI, F).

Un esemplare confrontabile è al Museo di Bonn, è di provenienza sconosciuta ed è stato acquistato in Italia; viene datato all'età claudia [95]Un esemplare inedito proviene da Roma, da scavi fatti in prossimità del colombario di Vigna Codini (alt. cm. 16; largh. cm. 18): argilla rossastra. Quattro esemplari inediti sono all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano ed appartengono alla Collezione Evan Gorga; sono tutti di provenienza sconosciuta: inv. 7938 (alt. cm. 12; largh. cm. 13; spessore cm. 2,5); inv. 7939 (alt. cm. 14; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5); inv. 7940 (alt. cm. 13; largh. cm. 10; spessore cm. 2,5); inv. 7942 (alt. cm. 18; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5); tutte di argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana. Due esemplari inediti sono al Museo Archeologico di Palestrina (uno nella sala XII, vetrina XV); provenienti da scavi fatti nella zona di Palestrina: inv. 136 (alt. cm. 24; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); inv. 137 (alt. cm. 23,5; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); argilla rosata con inclusioni di pozzolana. Un esemplare inedito è al Magazzino del Museo Archeologico di Ostia e proviene da scavi fatti nell'area Ostiense: inv. 3317 (alt. cm. 22; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla rosata con vari inclusioni di pozzolana (tav. XXVI, F).

Tav. XIII, 59

152. urn:collectio:0001:antcom:19040 - Proveniente da Roma: dal prolungamento di Via dei Serpenti. Alt. cm. 27; largh. cm. 19; spessore cm. 2. La parte superiore, il listello inferiore della base e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19040 base - già 18).

BullCom, XVII, 1889, p. 507, n. 4.

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; al di sotto della metà del pezzo iniziano tre ondulazioni laterali marcate; termina col vertice che si stacca nettamente. La palmetta è a sette lobi piuttosto simili, caratterizzati da una profonda solcatura al centro e terminanti a voluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è segnato da una leggera solcatura ai lati (tav. XXVI, G). La base è limitata nella parte superiore ed inferiore ad un listello; al centro si trova una fascia decorata con un kyma ionico composto da ovuli piuttosto tondeggianti, contenuti in sgusci a sezione semicircolare ed alternati da lancette. La palmetta nasce da una maschera silenica caratterizzata dalla bocca aperta, sottolineata da due profonde rughe laterali, da occhi sbarrati e con sguardo truce, dalla fronte corrugata. La pettinatura a calotta è arricchita da tre file di boccoli che ricadono paralleli e verticali fino all'altezza delle orecchie. Il mento è ricoperto da una barba rada e corta. La bocca è spalancata. La testa è posta tra due volute formate da un listello scanalato al centro. Si data tra la seconda metà del secolo I a.C. e gli inizi del I d.C.

Un esemplare confrontabile proviene dal Palatino ed è stato rinvenuto nello scavo eseguito presso il muro di fondazione, in opus caementicium, che si trovava nella parte occidentale del quarto ambiente della casa repubblicana, dallo strato formato dal terreno di scarico addossato a detta parete [96]

Un esemplare inedito è conservato all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano, già al Museo Kircheriano, proveniente dal Tevere: inv. 55 (alt. cm. 25; largh. cm. 18; spessore cm. 2); argilla rossastra piuttosto ben depurata.

Un altro esemplare inedito è nel Magazzino del Museo del Louvre di Parigi (tav. XXVI, G); manca il numero d'inventario (alt. cm. 16; largh. cm. 11; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana; appartiene alla Collezione Campana e proviene da Roma.

Tav. XIV, 60

153. urn:collectio:0001:antcom:04378 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 15; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 8; spessore cm. 2. L'angolo inferiore sinistro è di restauro e l'estremità della palmetta è frammentaria. Restano poche tracce della scialbatura.

Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4378 - già 6-A/2).

154. urn:collectio:0001:antcom:04379 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 13; largh. cm. 14; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh cm. 4; spessore cm. 2. Manca la parte superiore; il lato destro è frammentario; notevoli abrasioni alla base. Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4379 - già A/4).

155. urn:collectio:0001:antcom:19968 - Proveniente da Roma; dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 18; largh. cm. 13,5; spessore cm. 3. L'estremità della palmetta ed il lato destro sono frammentari. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19968).

Antefissa a profilo ondulato; dalla base iniziano tre ondulazioni laterali, l'inferiore meno accentuata delle altre; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare ad arco ribassato, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell’antefissa. La base è formata da uno zoccolo liscio. La palmetta è a cinque lobi laterali, simili, segnati da una leggera solcatura ai lati, terminanti a voluta rivolta all'interno.

Il lobo centrale è di forma lanceolata, marcata al centro ed ai lati da una sottile solcatura. La palmetta nasce dalle teste di due arieti, visti di profilo, eretti sulle zampe posteriori e cozzanti. Sotto di questi si trova un cespo d'acanto; ai lati due volute rivolte all'interno.

Un esemplare confrontabile è al Museo del Louvre di Parigi ed è di provenienza sconosciuta [97]Un esemplare proveniente da Lanuvio è al Museo Archeologico di Leeds [98]Un esemplare proviene dalla zona di Bovillae, ed appartiene ora ad una collezione privata [99]Due esemplari inediti sono all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano: uno appartiene alla Collezione Evan Gorga ed è di provenienza sconosciuta: inv. 8162 (alt. cm. 20,5, largh. cm. 16,5; spessore cm. 3); l'altro è stato rinvenuto nel Tevere: inv. 62830 (alt. cm. 17; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); ambedue sono di argilla rossastra con sporadiche inclusioni di pozzolana.

Tav. XIV, 62

156. urn:collectio:0001:antcom:04375 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 22; largh. cm. 21,5; spessore cm. 3. E' frammentaria, mancano l'estremità della palmetta e la parte inferiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata, compatta, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4375).

Tav. XV, 63

157. urn:collectio:0001:antcom:04376 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 14; largh. cm. 19; spessore cm. 3. E' frammentaria, mancano la parte superiore, il lato sinistro e la parte inferiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata, compatta, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4376).

Tav. XV, 64

158. urn:collectio:0001:antcom:19438 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 32; largh. cm. 18; spessore cm. 3. E' frammentaria; mancano la parte inferiore, il lato destro ed il sinistro. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata, compatta, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19438).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi rettangolare; dalla base iniziano tre ondulazioni laterali, l'inferiore è meno accentuata delle altre; le due superiori sono simili, marcate, regolari. La palmetta è a sette lobi, caratterizzati al centro da una larga scanalatura, terminanti i quattro superiori a voluta rivolta all'interno; quelli inferiori arricchiti da una foglia d'acanto, sono contenuti da un listello scanalato che ne segue l'andamento incorniciando anche la testa della Gorgone e terminano con una voluta rivolta all'interno. Il lobo centrale di forma lanceolata è scanalato ai lati ed ha due sottili nervature al centro. La palmetta nasce da una testa di Gorgone, vista di prospetto e caratterizzata dalla pettinatura formata da ciocche piuttosto ordinate, intrecciate tra loro e separate al centro della fronte da una lieve scriminatura. Le ciocche incorniciano la fronte e ricadono ai lati del volto confondendosi, quasi, con i due serpentelli che si trovano all'altezza delle orecchie. Gli occhi di forma piuttosto allungata sono sottolineati da palpebre marcate, la pupilla è resa con un piccolo cerchietto. La lavorazione è molto accurata.

Un esemplare confrontabile, inedito, è all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, appartiene alla Collezione Evan Gorga ed è di provenienza sconosciuta: inv. 7811 (alt. cm. 10; largh. cm. 10; spessore cm. 3); argilla rosata piuttosto ben depurata.

Tav. XV, 65

159. urn:collectio:0001:antcom:19944 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina tra i templi C e B. Alt. cm. 17; largh. cm. 24; spessore cm. 3,5. E' conservata l'attaccatura del coppo.

E' frammentaria, mancano la parte superiore e l'angolo inferiore sinistro. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla giallo-chiaro rosata, molto compatta e ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19944 - già 29).

Antefissa frammentaria di cui resta solo la parte inferiore. Il coppo è di tipo semicircolare ad arco rialzato la cui larghezza è uguale a quella della base frontale dell'antefissa, è probabile, date le dimensioni che fosse collegato alla parte superiore da un'ansa. Al centro dell'esemplare si trova una testa di Gorgone, vista di prospetto, inquadrata ai lati e sotto il mento di volute formate da listelli piatti segnati al centro da una leggera incavatura.

La testa è caratterizzata dal volto piuttosto largo e sorridente, dalla bocca leggermente dischiusa, dal naso piuttosto piccolo, dagli occhi di forma piuttosto allungata sottolineati da palpebre marcate; ai lati del volto ricadono delle ciocche. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La lavorazione è molto accurata. Si data intorno alla metà del I secolo a.C.

Un esemplare confrontabile è al Museo di Bonn, è di provenienza sconosciuta e viene datato all'età flavia [100]Un esemplare inedito è all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano, è di provenienza sconosciuta e manca di numero d'inventario.

Fig. XVII; tav, XVI, 66

160. urn:collectio:0001:antcom:17526 - Proveniente da Roma. Alt. cm. 28; largh. cm. 25; spessore cm. 3,5. Coppo alt. int. cm. 14,5; lungh. cm. 8,5; spessore cm. 2. Composta da due frammenti. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla rosata, compatta, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 17526).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; dalla base iniziano tre ondulazioni laterali, l'inferiore è meno accentuata delle altre; le due superiori sono simili, marcate, regolari; termina con il vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo quasi ad ogiva, la cui larghezza è minore della base frontale dell'antefissa. E' collegato alla parte superiore del pezzo da un'ansa a sezione quasi circolare, impostata per dare maggiore solidità alla sommità dell'esemplare. La palmetta è a sette lobi, caratterizzati al centro da una larga scanalatura, terminanti i quattro superiori a voluta rivolta all'interno, quelli inferiori sono arricchiti da una foglia d'acanto e terminano con una voluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è di forma lanceolata è segnato ai lati ed al centro da una sottile solcatura. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da un vaso di forma quasi triangolare decorato da regolari scanalature verticali; il piede è a calice. Ai lati si trovano delle ampie volute formate da listelli piatti, leggermente incavati al centro, che si aprono incorniciando le foglie d'acanto e formando così il margine dell'antefissa. La lavorazione è molto accurata. Si data intorno alla metà del I secolo a.C.

Un esemplare confrontabile è al Museo Archeologico di Firenze; proviene dagli scavi di Luni e viene datato tra l'età tardo repubblicana e la prima età imperiale [101]

Tav. XVI, 67

161. urn:collectio:0001:antcom:04358 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh cm. 16; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6,5; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. L'angolo inferiore destro, parte del lato sinistro e l'estremità della palmetta sono di restauro. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4358 - già 61-A/2).

Antefissa a profilo ondulato; al di sotto della metà del pezzo iniziano quattro ondulazioni laterali, l'inferiore è meno accentuata delle altre; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, simili, larghi, segnati da una profonda solcatura ai lati e terminanti a semivoluta rivolta all'interno. II lobo centrale è di forma lanceolata ed è sottolineato da quattro sottili solcature. La palmetta nasce da una maschera scenica caratterizzata dalla bocca smisuratamente larga ed aperta, dal naso sottolineato da profonde rughe laterali, da occhi sbarrati, da sopracciglia arcuate ed aggrottate, dalla fronte corrugata e dalla pettinatura acconciata a rotolo. La maschera è posta su di un cespo d'acanto, notevolmente deteriorato.

Tav. XVII, 68

162. urn:collectio:0001:antcom:04320 - Proveniente da Roma: dagli Orti Sallustiani. Alt. cm. 25; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm. 4; spessore cm. 2,5. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rosata piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4320 - già 566).

BullCom, XIII, 1885, p. 432, n. 26.

163. urn:collectio:0001:antcom:04381 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. L'angolo inferiore sinistro è frammentario. Restano sporadiche tracce della scialbatura.

Argilla rosata, piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4381).

164. urn:collectio:0001:antcom:04382 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. Leggere abrasioni nella parte centrale. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara, piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4382).

Antefissa a profilo ondulato; al di sotto della metà del pezzo iniziano tre ondulazioni laterali, regolari, piuttosto marcate; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare, regolare, la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, simili, segnati da tre sottili e profonde solcature, terminanti a semivoluta rivolta all'interno. II lobo centrale è di forma lanceolata, scanalato ai lati e segnato al centro da una sottile nervatura. La base è limitata nella parte superiore ed in quella inferiore da un listello; al centro si trova una fascia liscia, decorata da due festoni formati da foglie e trattenuti al centro da un elemento ovoidale non ben identificabile. La palmetta nasce da una foglia polilobata, formata da otto petali molto incavati e piuttosto schematizzati.

Ai lati di questa si trovano due protomi d'aquile, viste di profilo e rivolte all'esterno. Si data nella seconda metà del I secolo a.C.

Un esemplare confrontabile è nel Magazzino di Villa Giulia e proviene dall'area del tempio di Hera a Caere, viene datato alla fine dell'età repubblicana.

Un altro esemplare è stato rinvenuto sul Palatino e proviene dalla colmatura del primo ambiente della casa repubblicana, da uno strato in profondità [102]Un altro esemplare proviene dal Tuscolo [103]Un altro esemplare, inedito, è conservato all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia: inv. 13380 (alt. cm. 17; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana; proviene da scavi fatti nell'area ostiense.

Fig. XVIII; tav. XVII, 69

165. urn:collectio:0001:antcom:03268 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 16; spessore cm. 3. E' conservata l'attaccatura del coppo. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 3268).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi triangolare su base rettangolare: al di sotto della metà del pezzo si hanno quattro ondulazioni laterali, regolari; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'esemplare. E' collegato all'estremità dell'antefissa da una marcata nervatura. La palmetta è a sette lobi simili, segnati da due profonde ed accentuate scanalature; i lobi inferiori hanno al centro un listello seghettato. I lobi terminano a semivoluta rivolta all'interno. Quello centrale di forma allungata, è scanalato ai lati. La base è limitata nella parte superiore ed in quella inferiore da un listello; al centro si trova una fascia liscia, decorata da due festoni, uniti da un elemento ovoidale non identificabile per il deterioramento.

La palmetta nasce da un disco a cerchi concentrici a rilievo formati da un listello dentellato. Si data tra la metà del I secolo a.C. e l'età augustea.

Tre esemplari confrontabili provengono da Ostia, dalla Regione I, da uno scavo fatto nel retrobottega della seconda taberna a sinistra di chi guarda il teatro dal Decumano [104]Un esemplare è al Museo Archeologico di Faenza e proviene da scavi eseguiti a Faenza a sud del più meridionale dei Decumani documentati e ad ovest della più occidentale delle Vie Cardinali, da un edificio connesso al portico: è datato tra il II ed il I secolo a.C. [105]Un esemplare proviene da Tellenae [106]da un'area di tombe e ville che fiancheggiano la Via Satricana.

Un esemplare proviene da Montecompatri [107]Un esemplare inedito proviene da Roma da scavi fatti nell'area della Villa di Massenzio. Manca il numero d'inventario (alt. cm. 15; largh. cm. 11; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. Due esemplari inediti sono al Museo Archeologico di Orbetello e provengono da scavi fatti nella zona di Orbetello; sono di argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. XVII, 70

166. urn:collectio:0001:antcom:04301 - Proveniente da Roma; dalla Villa Torlonia presso il Campo Verano. Alt. cm. 25,5; largh. cm. 18,5; spessore cm. 2,5. E' conservata l'attaccatura del coppo.

L'angolo inferiore destro è di restauro. Restano notevoli tracce della scialbatura e di colore giallo scuro sui lobi della palmetta. Argilla giallognola, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4301 - già A/4).

BullCom, XVIII, 1890, p. 113.

Colini, tav. XXXVII, n. 1.

167. urn:collectio:0001:antcom:19037 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 13; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. La parte superiore e l'angolo inferiore sinistro sono frammentari; leggere abrasioni nella parte centrale. Argilla giallognola, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19037).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi triangolare; al di sotto della metà del pezzo si hanno quattro ondulazioni laterali, regolari; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo quasi triangolare, la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, simili, segnati ai lati da una profonda solcatura, terminanti a semivoluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è segnato da quattro solcature. La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia liscia. La palmetta inquadra una testa di Menade vista di prospetto. Il volto è incorniciato da varie ciocche ondulate che ricadono ai lati e sono divise al centro della testa da una scriminatura. Gli occhi, molto ben disegnati, sono allungati e si riconosce il foro centrale della pupilla; le labbra piuttosto carnose si dischiudono in un sorriso. La testa si trova sopra la divaricazione di due listelli scanalati che terminano con una semivoluta rivolta all'interno e che presentano la stessa forma dei lobi della palmetta. Si data agli inizi del I secolo d.C.

Un esemplare confrontabile proviene da Ostia da uno scavo eseguito sotto il pavimento di I secolo d.C., del corridoio centrale dei Quattro Tempietti, da uno strato formato da materiali di scarico [108]0Un esemplare è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen ed è di provenienza sconosciuta [109]Vari esemplari sono al Museo Archeologico di Aquileia e provengono dall'area di Aquileia; essi presentano delle varianti nei motivi decorativi, rispetto a quelli di origine «urbana» della Collezione Comunale [110]Tre semplari provengono da scavi eseguiti nei sotterranei dell'Esattoria Comunale di Piazza Nettuno a Bologna e sono datati alla prima metà del I secolo a.C. [111]Un esemplare è al Museo Concordiese di Portogruaro (Venezia) e proviene da Concordia: è datato all'inizio del I secolo d.C. [112]Un esemplare proviene dagli scavi di Luni ed è datato all'età giulio-claudia [113]Tre esemplari inediti si trovano all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano e appartengono alla Collezione di Evan Gorga; di nessuno si conosce la provenienza: uno solo è inventariato: inv. 789 (alt. cm. 19; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata.

Tav. XVII, 71

168. urn:collectio:0001:antcom:04342 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5. La parte superiore della palmetta è di restauro, qualche abrasione alla parte centrale.

Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola scura con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4342 - già 13).

169. urn:collectio:0001:antcom:03399 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 25; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 7; lungh. cm. 4; spessore cm. 2. La parte superiore e quella destra della palmetta sono di restauro. Notevoli abrasioni nella parte centrale. L'angolo inferiore sinistro è frammentario. Argilla nocciola scura con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3399 - già 59 A/2).

170. urn:collectio:0001:antcom:03278 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23,5; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5.

La parte superiore, il lato destro e l'angolo inferiore destro sono di restauro. Notevoli abrasioni nella parte centrale. Argilla nocciola scura con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3278 - già 53).

171. urn:collectio:0001:antcom:19780 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 15,5; largh. cm. 13; spessore cm. 2,5.

E' frammentaria, manca la parte superiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola scura con inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19780).

172. urn:collectio:0001:antcom:19976 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 14,5; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5.

E' frammentaria, manca la parte superiore. Argilla nocciola scura con inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19976).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi triangolare; al di sotto della metà del pezzo si hanno quattro ondulazioni laterali e regolari; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo quasi triangolare, la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, simili, caratterizzati da una doppia scanalatura, terminanti a voluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è segnato da quattro sottili solcature (tav. XXVI, H). La base è formata da uno zoccolo liscio. La palmetta inquadra una testa di Menade, vista di prospetto. Il volto è incorniciato da varie ciocche ondulate, formate da capelli piuttosto lunghi e divisi al centro della testa da una scriminatura. Gli occhi molto ben disegnati sono allungati e si riconosce il foro centrale della pupilla; le labbra leggermente carnose si dischiudono in un sorriso. La testa si trova sopra la divaricazione di due listelli scanalati che terminano a voluta rivolta all'interno e che presentano quasi la stessa forma dei lobi della palmetta. Nello spazio che risulta tra queste due volute inferiori e la base sono presenti due piccole rosette di forma circolare, ritoccate a stecca. Si data tra la seconda metà del I secolo a.C. e l'età augustea.

Un esemplare confrontabile è al Museo dell'Accademia Americana di Roma ed è di provenienza sconosciuta. Un altro esemplare è stato rinvenuto nella zona di Tellenae durante l'aratura [114]Un esemplare proviene da Montecompatri [115]Quattro esemplari inediti sono all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano ed appartengono alla Collezione Evan Gorga, uno solo è inventariato: inv. 7892 (alt. cm. 23; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); tutti di argilla rosata, con varie inclusioni di pozzolana; di nessuno si conosce la provenienza. Un esemplare inedito proviene da Roma da scavi fatti nell'area della Villa di Massenzio: manca il numero d'inventario (alt. cm. 16; largh. cm. 11; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. Un esemplare inedito è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest: inv. 3826 (alt. cm. 14; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana; è di provenienza sconosciuta (tav. XXVI, H).

Tav. XVIII, 72

173. urn:collectio:0001:antcom:04348 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24,5; largh, cm. 18; spessore cm. 2,5.

Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 12; spessore cm. 2. Il terzo lobo inferiore sinistro della palmetta è frammentario. Restano notevoli tracce della scialbatura.

Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv, 4348 - già A/2).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi triangolare su base rettangolare; al di sotto della metà del pezzo iniziano quattro ondulazioni laterali regolari; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo quasi triangolare la cui larghezza è minore di quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, simili, piatti e piuttosto larghi, terminanti a voluta rivolta all'interno. Il lobo centrale è scanalato ai lati e presenta una sottile nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello; al centro si trova una fascia liscia piuttosto sottile. La palmetta inquadra una testa di Menade, vista di prospetto. Ai lati del volto ricadono, in varie ciocche, i capelli, che appaiono piuttosto lunghi e separati da una scriminatura al centro della testa. Gli occhi sono infossati e sottolineati dagli zigomi notevolmente marcati; le labbra piuttosto carnose sembrano dischiudersi in un sorriso. La testa è posta su di un listello che termina con una voluta. La lavorazione è piuttosto rozza.

Un esemplare confrontabile è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen ed è di provenienza sconosciuta [116]Un altro esemplare appartiene ad una collezione privata ed è di provenienza sconosciuta [117]Un esemplare inedito è al Museo Gregoriano Etrusco del Vaticano e proviene da uno scavo fatto nell'Etruria meridionale in un tempio del V secolo a.C. (foto Istituto Archeologico Germanico di Roma n. 62916). Un altro esemplare inedito è al Museo Industriale di Roma ed è di provenienza e collocazione attuale sconosciute (Gabinetto Fotografico Nazionale E 14076). Tre esemplari inediti sono all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano: uno appartiene alla Collezione Evan Gorga: inv. 7874 (alt. cm. 21; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana; è di provenienza sconosciuta; gli altri due non sono inventariati, e provengono dal Tevere. Un esemplare inedito proviene da Roma da scavi fatti in prossimità del colombario di Vigna Codini (alt. cm. 24,5; largh. cm. 18). Un altro esemplare inedito proviene dagli scavi fatti nell'area sacra extraurbana di Gabii da uno strato superficiale della zona nella quale sono attestate tombe datate dal II al IV secolo d.C.; (BB30 II: inv. G171 - alt. cm. 14; largh. cm. 17; spessore cm. 2); argilla rossastra piuttosto ben depurata con poche inclusioni di pozzolana. Due esemplari inediti, sono nei Magazzini del Museo del Louvre di Parigi e sono di provenienza sconosciuta: inv. ED1043 (alt. cm. 24; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. ED1047 (alt. cm. 23; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. Un esemplare inedito è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest ed è proveniente da Roma: inv. 3794 (alt. cm. 15; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana.

Fig. XIX; tav. XVIII, 73

174. urn:collectio:0001:antcom:16227 - Provenienza sconosciuta: collocata precedentemente al Museo Industriale.

Alt. cm. 19; largh. cm. 16; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 11; spessore cm. 1,5. L'estremità della palmetta è frammentaria; notevoli abrasioni sul lato sinistro. Restano tracce della scialbatura. Argilla rossastra con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 16227).

175. urn:collectio:0001:antcom:19970 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 14; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 9; spessore cm. 2. E' frammentaria, manca la parte superiore. Restano tracce della scialbatura e di colore azzurro chiaro tra l'acanto e la Gorgone. Argilla rossastra con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19970).

Antefissa a profilo ondulato, su base rettangolare; al di sotto della metà del pezzo si hanno quattro ondulazioni laterali, regolari, appena accennate.

Il coppo è di tipo triangolare, la cui larghezza è uguale alla base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, piuttosto larghi, segnati al centro da una leggera incavatura, terminati a voluta rivolta all'interno nei quattro superiori, all'esterno in quelli inferiori. Il lobo centrale è segnato al centro e ai lati da tre sottili solcature. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una testa di Gorgone, vista di prospetto e caratterizzata dalla bocca socchiusa con labbra carnose dalle quali esce la lingua, dalle guance paffute, da occhi grandi aperti, sottolineati da palpebre marcate, con la pupilla rappresentata da un piccolo foro, dalla fronte bassa e corrugata. La pettinatura è formata da boccoli radi che ricadono ordinatamente ai lati del volto. La testa è posta su un cespo d'acanto.

Quattro esemplari confrontabili, inediti, sono conservati al Magazzino del Museo Archeologico di Ostia e provengono da scavi fatti nella zona ostiense: inv. 13396 (alt. cm. 12,5; largh. cm. 11,5; spessore cm. 2,5); inv. 13397 (alt. cm. 11; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5); inv. 13398 (alt. cm. 20; largh. cm. 16; spessore cm. 2); inv. 13399 (alt. cm. 13; largh. cm. 13; spessore cm. 2); tutte di argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana; alcune conservano resti di colore rosso vivo tra l'acanto e i lobi della palmetta e di colore giallo ocra sui capelli della Gorgone. Un altro esemplare inedito, è conservato nel Magazzino del Museo Archeologico di Palestrina e proviene da scavi fatti nell'area del Santuario: inv. 150 (alt. cm. 18,5; largh. cm. 12; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. XVIII, 74

176. urn:collectio:0001:antcom:04294 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 17; spessore cm. 2. Coppo alt. cm. 6,5; lungh. cm. 5; spessore cm. 1,5. Frammentaria, composta da due pezzi. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 4294 - già 97 - A/2).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi quadrata; dalla base iniziano quattro ondulazioni laterali, regolari, marcate, termina con il vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare, la cui larghezza è leggermente inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, larghi, segnati da due sottili e profonde solcature, terminanti a voluta rivolta all'interno nei quattro superiori, all'esterno in quelli inferiori. Il lobo centrale di forma lanceolata è anch'esso segnato da quattro sottili solcature. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una testa di Gorgone, vista di prospetto e caratterizzata dal volto tondo, da guance paffute, dal naso largo, da grandi occhi aperti con palpebre marcate, sottolineati da sopracciglia arcuate. La pettinatura è formata dai capelli divisi al centro da una sottile scriminatura e ricadenti in piccole ciocche ondulate ai lati del volto. La testa poggia su un cespo d'acanto segnato da solcature diagonali.

Tav. XVIII, 75

177. urn:collectio:0001:antcom:04290 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6,5; lungh. cm. 3; spessore cm. 1,5. Manca la parte superiore destra.. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv, 4290 - già 26).

178. urn:collectio:0001:antcom:04291 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. Manca la parte superiore destra. L'estremità della palmetta e l'attaccatura del coppo sono di restauro. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4291 - già 25-810).

179 urn:collectio:0001:antcom:19440 . - Proveniente da Roma; dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 13; largh. cm. 10; spessore cm 2,5. Manca la parte superiore ed il lato destro. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E’ ricavata da una matrice stanca (inv. 19440).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi quadrata; dalla base iniziano quattro ondulazioni laterali, regolari, marcate, termina con il vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare, la cui larghezza è leggermente inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, larghi, segnati da due sottili e profonde solcature, terminanti a voluta rivolta all'interno nei quattro superiori, all'esterno in quelli inferiori. Il lobo centrale di forma lanceolata è anch'esso segnato da quattro sottili solcature. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una testa di Gorgone vista di prospetto e caratterizzata dal volto tondo e sorridente, da guance paffute, da occhi aperti, grandi con palpebre marcate. La pettinatura è formata da una triplice fila di boccoli calamistrati, posti orizzontalmente sopra la fronte. La testa poggia su un cespo d'acanto segnato da solcature diagonali (tav. XXVI, I).

Un esemplare confrontabile è al Museo Biscari e proviene da Catania, l'Autore sostiene che è probabilmente relativo alla decorazione di un'edicola arcaica [118]Un esemplare proviene dalla zona di Ciampino ed è ora conservato a Villa Maruffi [119]Altri due esemplari provengono dalla zona di Bovillae e appartengono a una collezione privata [120]Sei esemplari, inediti, sono all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, quattro appartengono alla Collezione Evan Gorga e sono di provenienza sconosciuta; inv. 7927 (alt. cm. 19; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 7967 (alt. cm. 16,5; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 7968 (alt. cm. 17; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); inv. 7979 (alt. cm. 18; largh. cm. 16,5; spessore cm. 2,5); inv. 62650 (alt. cm. 22; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); inv. 18645 (alt. cm. 11; largh. cm. 15; spessore cm. 2); questi ultimi due provengono dal Tevere; sono tutti di argilla rosata con inclusioni di pozzolana. Un esemplare inedito è all'Antiquarium del Palatino e proviene da Roma; è privo di numero d'inventario (alt. cm. 22; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5); argilla rosata con sporadiche inclusioni di pozzolana. Cinque esemplari, inediti, sono nel Magazzino del Museo Archeologico di Ostia e provengono da scavi fatti nella zona ostiense: inv. 3326 (alt. cm. 19; largh. cm. 15,5; spessore cm. 2,5), inv. 13395 (alt. cm. 15; largh. cm. 17,5; spessore cm. 2,5); inv. 13392 (alt. cm. 13; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); inv. 13393 (alt. cm. 22; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); inv. 13394 (alt. cm. 13,5; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); tutti di argilla rosata con inclusioni di pozzolana. Un esemplare inedito è al Museo del Louvre di Parigi, appartiene alla Collezione Campana ed è di provenienza sconosciuta: inv. CP4229 (alt. cm. 15; largh. cm. 18,5; spessore cm. 2,5); argilla nocciola chiara con poche inclusioni di pozzolana. Un altro esemplare inedito è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest, è di provenienza sconosciuta: inv. 1238 (alt. cm. 17; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla nocciola chiara ben depurata (tav. XXVI, I).

Tav. XIX, 76

180. urn:collectio:0001:antcom:19971 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 13; spessore cm. 2,5. E' conservata l'attaccatura del coppo. E' frammentaria, mancano il lato e l'angolo inferiore sinistro. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19971).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi quadrata; dalla base iniziano quattro ondulazioni laterali, regolari, marcate, termina con il vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare, la cui larghezza è leggermente inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, larghi, segnati da due sottili e profonde solcature, terminanti a voluta rivolta all'interno nei quattro superiori, all'esterno in quelli inferiori. Il lobo centrale di forma lanceolata è anch'esso segnato da quattro sottili solcature. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una testa di Gorgone, caratterizzata dal volto piatto e piuttosto largo, dalla bocca sorridente, dal naso regolare, da grandi occhi aperti, sottolineati da pesanti palpebre. La fronte è in parte coperta dalla pettinatura a doppia fila di ciocche ordinate orizzontalmente. Ai lati del volto ricadono delle ciocche a guisa di serpentelli. Sulla testa poggia un diadema formato da un duplice spiovente decorato al centro da un elemento di forma quasi rettangolare, non identificabile.

La Gorgone è posta su un cespo d'acanto.

Tav. XIX, 77

181. urn:collectio:0001:antcom:19965 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 16,5; spessore cm. 3. La parte superiore sinistra è frammentaria; notevoli abrasioni alla parte centrale. Restano tracce della scialbatura. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19965).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi quadrata; dalla base iniziano quattro ondulazioni laterali, regolari, marcate; termina con il vertice che si stacca nettamente. La palmetta è a sette lobi, larghi, segnati da due sottili e profonde solcature, terminanti a voluta rivolta all'interno nei quattro superiori, all'esterno in quelli inferiori. Il lobo centrale di forma lanceolata è anch'esso segnato da quattro sottili solcature. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da due teste di arieti, cozzanti, posti di profilo e rivolti all'interno. Sotto si trova un cespo d'acanto segnato da solcature diagonali.

Tav. XIX, 78

182. urn:collectio:0001:antcom:19428 - Proveniente da Roma; dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 16,5; largh. cm. 12; spessore cm. 2,5. E' conservata l'attaccatura del coppo. Manca la parte superiore, la base è frammentaria; notevoli abrasioni alla parte centrale.

Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana.

E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19428).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi quadrata; dalla base iniziano quattro ondulazioni laterali, regolari, marcate; termina con il vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo triangolare la cui larghezza è uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, larghi, segnati da due sottili e profonde solcature; terminanti a voluta rivolta all'interno nei quattro superiori, all'esterno in quelli inferiori. Il lobo centrale di forma lanceolata è anch'esso segnato da quattro sottili solcature. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una protome leonina, vista di prospetto e notevolmente deteriorata. La testa poggia su un cespo d'acanto segnato da solcature diagonali. Si data tra il I secolo a.C. e l'età augustea.

Un esemplare confrontabile proviene da Ostia, dallo scavo del corridoio centrale dei Quattro Tempietti sotto un pavimento del I secolo d. C., da uno strato formato da materiali di scarico [121]

Fig. XX; tav. XIX, 79

183. urn:collectio:0001:antcom:03260 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 15; spessore cm. 2. Notevolmente abrasa la parte centrale. Restano tracce della scialbatura e di colore azzurro tra i lobi della palmetta. Argilla nocciola chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3260 - già 2).

184. urn:collectio:0001:antcom:03411 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 18; largh. cm. 15; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 7; spessore cm. 1,5. E' frammentario il lato sinistro; notevoli abrasioni alla parte centrale. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara, piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3411).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi quadrata; dalla base si hanno quattro ondulazioni laterali, regolari, marcate; termina con il vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo triangolare la cui larghezza è uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a sette lobi, larghi e scanalati ai lati; terminanti a voluta rivolta all'esterno. Il lobo centrale è di forma lanceolata con quattro leggere solcature: due al centro ed ai lati. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una protome leonina, vista di prospetto e piuttosto deteriorata. Ai lati si trovano due volute rivolte all'interno che riempiono il campo arrivando fino ai bordi dell'antefissa.

Un esemplare confrontabile è al Museo Thorvaldsen di Copenhagen e proviene da Roma [122]Un esemplare inedito è all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano e proviene da uno scavo fatto in Via delle Finanze a Roma: privo di numero d'inventario (alt. cm. 20; largh. cm. 16; spessore cm. 2); argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata.

Fig. XXI; tav. XIX, 80

185. urn:collectio:0001:antcom:04296 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 18; spessore cm. 2. E' conservata l'attaccatura del coppo. Notevoli abrasioni su tutta la superficie. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla nocciola molto chiara, piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4296 - A/2).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; dalla base iniziano cinque ondulazioni laterali, irregolari, marcate; termina col vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La palmetta è a nove lobi simili, caratterizzati da una larga scanalatura al centro e terminanti a semivoluta rivolta all'esterno nei lobi superiori, gli inferiori sono invece rivolti all'interno. Il lobo centrale è scanalato ai lati ed ha una marcata nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia liscia più o meno sottile. La palmetta nasce da una testa gorgonica, vista di prospetto, notevolmente abrasa; caratterizzata da grandi occhi spalancati, da labbra piuttosto carnose, dal volto paffuto e dalla pettinatura a calotta. Ai lati si trovano due delfini, posti araldicamente, visti di profilo e rivolti all'interno

(tav. XXVII, L).

Un esemplare confrontabile è al Museo Thorvaldsen di Copenhagen e proviene da fabbriche romane [123]Un esemplare inedito è al Magazzino del Museo Archeologico di Ostia, e proviene da scavi fatti nell'area ostiense: inv. 13041 (alt. cm. 21; largh. cm. 15; spessore cm. 3); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. Tre esemplari inediti sono all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest e sono di provenienza sconosciuta: inv. 3197 (alt. cm. 22; largh. cm. 18; spessore cm. 3 - tav. XXVII, L); inv. 3806 (alt. cm. 17; largh. cm. 18; spessore cm. 3); inv. 3836 (alt. cm. 14; largh. cm. 18; spessore cm. 3): tutti di argilla rosata con poche inclusioni di pozzolana.

Tav. XX, 81

186. urn:collectio:0001:antcom:06810 - Provenienza sconosciuta (acquistata da M. Vita). Alt. cm. 21; largh. cm. 16; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 11; spessore cm. 2,5. L'angolo inferiore destro e la base sono di restauro. Restano notevoli tracce della scialbatura e di colore azzurro scuro sul volto della Gorgone. Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 6810 - già 1).

187. urn:collectio:0001:antcom:04303 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 20; largh. cm. 16; spessore cm. 3. L'estremità della palmetta e l'angolo inferiore destro sono frammentari. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4303).

188. urn:collectio:0001:antcom:04367 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 20; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5. La parte superiore sinistra, l'angolo inferiore destro e la base sono di restauro. Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4367 - già 58-A/2).

Tav. XX, 82

189. urn:collectio:0001:antcom:19969 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 21; largh. cm. 16; spessore cm. 3. Notevoli abrasioni alla parte centrale. Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19969).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; dalla base iniziano cinque ondulazioni laterali piuttosto irregolari, non troppo marcate; termina col vertice quasi arrotondato. Il coppo è di tipo triangolare la cui larghezza è uguale alla base frontale dell'antefissa. La palmetta è a nove lobi, simili, segnati da una sottile e leggera solcatura al centro; terminano a voluta rivolta all'interno. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce da una testa di Gorgone (?) vista di prospetto e caratterizzata da un viso tondo, notevolmente abraso, e da una pettinatura a calotta divisa al centro della fronte da una scriminatura piuttosto marcata. La testa poggia su un listello che termina con un'ampia voluta rivolta all'interno e posta al limite dell'antefissa.

Questa voluta è formata da un listello scanalato al centro che presenta la stessa forma e dimensione dei lobi della palmetta. Sopra la testa invece del lobo centrale della palmetta si trova una piccola figura di Vittoria alata, stante, vista di profilo. La figura tiene il braccio destro sollevato; le ali aperte sono sottolineate da lievi ritocchi a stecca. La Vittoria nonostante sia notevolmente abrasa appare di fattura molto rozza.

Fig. XXII; tav. XX, 83

190. urn:collectio:0001:antcom:19042 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 31; largh. cm. 22; spessore cm. 2,5. E' conservata l'attaccatura del coppo. Notevoli abrasioni alla parte centrale. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19042 -n. d'ingresso 320).

Tav. XXI, 84

191. urn:collectio:0001:antcom:19043 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 16; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5.

Manca l'estremità della palmetta. L'angolo inferiore sinistro è frammentario. L'attaccatura del coppo è di restauro. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19043).

192. urn:collectio:0001:antcom:19044 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 23; largh. cm. 22; spessore cm. 2,5.

L'estremità della palmetta è frammentaria. Notevoli abrasioni nella parte centrale.

Restano sporadiche tracce della scialbatura e di colore giallo chiaro sui lobi della palmetta. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19044 - n. d'ingresso 145).

193. urn:collectio:0001:antcom:06811 - Provenienza sconosciuta (acquistata da P. Natali con delibera governativa n. 4771 del 14-9-1936). Alt. cm. 21; largh. cm. 22; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 10,5; lungh. cm. 26; spessore cm. 2. L'estremità della palmetta è frammentaria. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rosata piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 6811).

194. urn:collectio:0001:antcom:17545 - Provenienza sconosciuta. Alt cm. 16; largh cm. 13; spessore cm. 2,5. E' frammentaria, mancano l'estremità della palmetta ed il lato destro. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 17545 - n. d'ingresso 5866).

195. urn:collectio:0001:antcom:19972 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 15; largh. cm, 13; spessore cm. 2,5. E’ frammentaria, mancano la parte superiore ed il lato sinistro. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19972 - n. d'ingresso 5865).

196. urn:collectio:0001:antcom:19974 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 13; largh. cm. 17; spessore cm. 2. E' frammentaria, mancano la parte superiore ed il lato sinistro. Argilla nocciola chiara piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19974).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione rettangolare; dalla base iniziano cinque ondulazioni laterali piuttosto regolari, non molto marcate; termina col vertice quasi arrotondato. Il coppo è di tipo triangolare la cui larghezza è usuale alla base frontale dell'antefissa. La palmetta è a nove lobi simili, segnati da una sottile e leggera solcatura al centro; terminano a voluta rivolta all'interno. Il lobo centrale ha una leggera nervatura al centro. La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia liscia piuttosto sottile. La palmetta nasce da una testa di Gorgone (?) vista di prospetto e caratterizzata da un viso tondo, piuttosto abraso, e da una pettinatura a calotta divisa al centro della fronte da una scriminatura piuttosto marcata. La testa poggia su un listello che termina con un'ampia voluta rivolta all'interno posta al limite dell'antefissa. Questa voluta è formata da un listello scanalato al centro, che presenta la stessa forma e dimensione dei lobi della palmetta.

Tav. XXI, 85

197. urn:collectio:0001:antcom:18854 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 17; largh. cm. 15,5; spessore cm. 2,5. L'angolo inferiore sinistro e la parte superiore destra sono frammentari. Restano sporadiche tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 18854 - n. d'ingresso 5507).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi triangolare su base rettangolare; al di sotto della metà del pezzo si hanno quattro ondulazioni laterali piuttosto regolari e marcate. Il coppo è di tipo triangolare la cui larghezza è uguale alla base frontale dell'antefissa. La palmetta è a cinque lobi, segnati da una leggera solcatura ai lati; terminanti a voluta rivolta all'interno nei lobi superiori, rivolta all'esterno in quelli inferiori. Il lobo centrale è caratterizzato da una profonda solcatura al centro e da una più leggera ai lati. La base è limitata nella parte superiore da un listello marcato e piuttosto sottile, nella parte inferiore da uno zoccolo liscio. La palmetta nasce dalla testa di Giove Ammone, vista di prospetto e caratterizzata dal volto quasi ovale, dalle guance piuttosto paffute, dagli occhi sbarrati, dal naso piuttosto allungato e dalla bocca socchiusa e dall'assenza della barba. Sopra la fronte si trovano le corna ad ariete; tutta la lavorazione è piuttosto rozza. Ai lati della testa si trovano due rosette circolari formate da sette petali e da un bottone centrale; tra queste ed il lobo inferiore della palmetta si trova un nastro che inizia dalle corna di Giove e si incurva al limite dell'antefissa. La testa è posta su un cespo d'acanto.

Fig. XXIII; tav. XXI, 86

198 urn:collectio:0001:antcom:18848 . - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 26; largh. cm. 18,5; spessore cm. 2,5. Il lato destro è frammentario, manca la parte inferiore. Restano tracce della scialbatura e di colore violaceo sulla doppia fila di riccioli e di colore verde scuro sul diadema.

Argilla rosata estremamente compatta e ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 18848).

Stuart Jones, p. 133, tav. 124, n. 4: datata dall'Autore alla seconda metà del I secolo d.C.

199. urn:collectio:0001:antcom:19492 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina, dal riempimento del secondo podio del tempio rotondo B. Resta solo un frammento della parte superiore sinistra. Restano tracce della scialbatura e di colore verde scuro sul diadema. Argilla rosata estremamente compatta e ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19429).

Antefissa a profilo ondulato ad impostazione quasi rettangolare; dalla base si ha prima, una doppia ed ampia ondulazione seguita da altre quattro, piccole, regolari e marcate; termina con il vertice che si stacca nettamente. Il coppo è di tipo semicircolare ad arco rialzato; la larghezza è uguale alla base frontale dell'antefissa. E' collegato alla parte superiore del pezzo da un'ansa, poco distaccata, a sezione quasi circolare impostata per dare maggiore solidità alla sommità dell'esemplare. La base è costituita da uno zoccolo liscio.

L'antefissa è decorata da una testa di Sileno, vista di prospetto, caratterizzata dal volto ovale, sorridente, da baffi appiattiti e terminanti a voluta, dal naso regolare, dagli occhi aperti con palpebre piuttosto inarcate, dalla pupilla resa con un piccolo foro, dalle sopracciglia appena accennate e dalla pettinatura composta da una doppia fila di riccioli «a chiocciole», regolari, posti in due file orizzontali che coprono parte della fronte e i lati del volto. Sopra la testa si trova un diadema di forma quasi piramidale, formato da stami e caulicoli, stilizzati, terminanti a voluta rivolta all'esterno. Sotto il volto del Sileno si ha una collana di lobi di palmetta e di caulicoli che ornano il campo libero. Il margine inferiore dell'antefissa è costituito da una foglia d'acanto che dalla base si incurva salendo fino alla metà della testa del Sileno (fig. XXIII). La lavorazione è molto accurata. Si data intorno alla metà del I secolo a.C.

Vari esemplari confrontabili provengono da Roma, dallo scavo del Tempio di Apollo Palatino e vengono datati entro i limiti del periodo augusteo (fig. XXIII) [124]Vari frammenti confrontabili, inediti, sono all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, sono privi di numero d'inventario e di provenienza sconosciuta. Un esemplare frammentario, inedito, è al Museo del Louvre di Parigi, appartiene alla Collezione Campana e probabilmente è la parte inferiore del n. 198: tav. XXI, 86), proviene da Roma: inv. S9110 (alt. cm. 20; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); argilla rosata estremamente compatta e ben depurata.

Tav. XXI, 87

200. urn:collectio:0001:antcom:19443 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina, dallo scavo dell'acrolito B e C. Alt. cm. 12; largh. cm. 9; spessore cm. 2. E' frammentaria: manca la parte inferiore, abrasioni alla parte centrale. Restano tracce della scialbatura. Argilla giallognola piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19443 -già 84).

Antefissa frammentaria di cui resta solo la parte superiore decorata da una figura di Vittoria alata, stante, vista di prospetto. Le ali sono aperte, le piume rese con ritocchi a stecca, si aprono dietro le spalle, volte all'insù, terminanti quasi con una semivoluta, costituiscono il margine dell'antefissa. La Vittoria indossa un chitone, il volto è notevolmente deteriorato. Sulla testa si trova un candelabro ornamentale o una foglia di palma, ma non è riconoscibile per le abrasioni. Si data tra la seconda metà del I secolo a. C. e l'età augustea.

Un esemplare confrontabile, inedito, è all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia e proviene da scavi fatti nell'area ostiense: inv. 13404 (alt. cm. 11,5; largh. cm. 13,5; spessore cm. 3); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. XXI, 88

201. urn:collectio:0001:antcom:18781 - Proveniente da Roma: da Via Gallia. Alt. cm. 18; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5. E' conservata l'attaccatura del coppo. E' frammentaria, mancano la parte superiore e l'angolo inferiore destro. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 18781).

Antefissa frammentaria; resta l'attaccatura del coppo che è di tipo triangolare, la cui larghezza è uguale alla base frontale dell'antefissa. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello, al centro da una fascia ornata da baccellature regolari. La decorazione è costituita dalla testa di Nettuno, vista di prospetto e caratterizzata da una lunga capigliatura, divisa da una sottile scriminatura al centro, e da una folta barba resa con ciocche, piuttosto lunghe, ondulate che ricadono ordinatamente ai lati del volto. La bocca presenta labbra carnose, il naso è regolare, gli occhi aperti sono sottolineati da palpebre marcate, le pupille sono rese con un piccolo foro, le sopracciglia sono aggrottate e la fronte è attraversata da una profonda ruga. Ai lati della testa si trovano due delfìni in posizione araldica visti di profilo e rivolti all'interno. Si data tra la seconda metà del I secolo a.C. e l'età augustea.

Un esemplare confrontabile è stato rinvenuto presso il Sepolcro degli Scipioni ed è datato all'età augustea [125]Un altro proveniente da Ostia, appartiene alla Collezione Campana ed è datato all'età adrianea [126]Un altro con la base priva di decorazione è conservato al Castello di Agliè, proviene da scavi fatti al Tuscolo [127]Un esemplare confrontabile, inedito, di provenienza sconosciuta è al Museo del Louvre di Parigi: manca il numero di inventario (alt. cm. 16; largh. cm. 18; spessore cm, 2); argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. XXI, 89

202. urn:collectio:0001:antcom:04355 - Proveniente da Roma: da Castro Pretorio (rinvenuta il 4 maggio 1878: dal Giornale delle scoperte di tutti gli oggetti antichi che si raccolgono e conservano per cura dell'Ufficio della Commissione Archeologica Municipale, anno 1878). Alt. cm. 15; largh. cm. 19; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 6,5; lungh. cm. 11; spessore cm. 1,5. E' frammentaria, manca la parte superiore. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4355).

Tav. XXII, 90

203. urn:collectio:0001:antcom:19973 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 13; largh. cm. 15; spessore cm. 2. E' frammentaria, mancano la parte superiore e gli angoli destro e sinistro. Restano notevoli tracce della scialbatura. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19973).

Antefissa frammentaria; il coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è leggermente inferiore alla base frontale dell'esemplare. La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia liscia sottile. La decorazione centrale è costituita dalla testa di Giove Ammone, vista di prospetto e caratterizzata dalla barba piuttosto corta, folta, ritoccata a stecca, dalla bocca socchiusa con labbra carnose, dal naso regolare, da occhi aperti sottolineati da palpebre marcate e dalla pupilla resa con un foro centrale e dalle sopracciglia appena accennate. Sopra la fronte si trovano le corna ad ariete che terminano ripiegate all'altezza delle orecchie. La testa si trova tra le divaricazioni di due listelli che terminano con una voluta al margine dell'antefissa.

Due esemplari sono al Magazzino del Museo Archeologico di Ostia e provengono da scavi fatti vicino al Decumano in ambienti poco dopo la piscina [128]Cinque esemplari confrontabili, inediti, sono all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano, appartengono alla Collezione Evan Gorga e sono di provenienza sconosciuta: inv. 7803 (alt. cm. 13; largh. cm. 22; spessore cm. 2,5); inv. 7804 (alt. cm. 14; largh. cm. 12; spessore cm, 2,5); inv. 7805 (alt. cm. 17; largh. cm. 22; spessore cm. 2,5); inv. 7807 (alt. cm. 8; largh. cm. 14; spessore cm. 2,5); uno mancante del numero d'inventario (alt. cm. 13; largh. cm. 22; spessore cm. 2,5); tutti di argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. Un esemplare inedito è al Museo del Louvre di Parigi, è di provenienza sconosciuta, è privo di numero d'inventario (alt. cm. 12; largh. cm. 14; spessore cm. 3), argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana, restano notevoli tracce della scialbatura e di colore azzurro sul fondo.

Tav. XXII, 91

204. urn:collectio:0001:antcom:04299 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 13; largh. cm. 18,5; spessore cm. 2. E' conservata l'attaccatura del coppo. E' frammentaria, manca la parte superiore; notevoli abrasioni alla parte centrale. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4299).

Antefissa a profilo ondulato, frammentaria. Il coppo è di tipo semicircolare regolare la cui larghezza è uguale alla base frontale dell'esemplare. Della palmetta restano solo i lobi inferiori sottolineati da una solcatura laterale e terminanti a voluta rivolta all'interno in quelli sopra la base, all'esterno in quelli superiori. La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia liscia. La palmetta incornicia un busto, visto di prospetto, di un personaggio che indossa un chitone ed ha il capo coperto da un berretto frigio. Il volto è completamente abraso; all'altezza delle orecchie sembrano esserci due piccole borchie rotonde che si trovano anche sulle spalle. Le braccia sono incrociate sul petto, il destro è flesso e sembra sostenere il mento. Si tratta probabilmente di una raffigurazione di Attis.

Tav. XXII, 92

205. urn:collectio:0001:antcom:04354 - Provenienza sconosciuta, Acquistata nel 1885 dalla Commissione Archeologica.

Alt. cm, 14; largh. cm. 20; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 8; spessore cm. 1,5. E' frammentaria, mancano la parte superiore e i lati destro e sinistro. Restano notevoli tracce della scialbatura e di colore giallo chiaro sul volto della Gorgone. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4354 - già A/4).

BullCom, XIV, 1886, p. 432, n. 23.

206. urn:collectio:0001:antcom:19041 - Provenienza sconosciuta. Acquistata nel 1885 dalla Commissione Archeologica.

Alt. cm. 13,5; largh. cm. 14; spessore cm. 2. E' frammentaria, resta solo la testa della Gorgone. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19041 - già A/4).

BuilCom, XIV, 1886, p. 432, n. 24.

207. urn:collectio:0001:antcom:04353 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 25,5; largh. cm. 20; spessore cm. 2. E' frammentaria; la parte superiore, il lato e l'angolo inferiore sinistro sono di restauro.

Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con sporadiche inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 4353 - già 40).

Antefissa a profilo ondulato frammentaria. Il coppo è di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è leggermente inferiore a quella della base frontale dell'esemplare. La base è limitata nella parte superiore da un listello piuttosto marcato, nella parte inferiore da una fascia liscia. La decorazione centrale è costituita da una testa di Gorgone vista di prospetto, caratterizzata dal volto piuttosto piatto e sorridente, dalla bocca chiusa con labbra non molto carnose, dal naso regolare, da grandi occhii aperti sottolineati da palpebre marcate e dalla pupilla resa con un piccolo foro, dalle sopracciglia appena accennate, dalla pettinatura formata da ciocche piuttosto lunghe, scomposte, che arrivano sopra le orecchie. Sopra la testa si vede un piccolo diadema formato da elementi circolari accostati. La testa è incorniciata da due grandi semivolute poste ai lati e segnate da due profonde scanalature.

Un esemplare confrontabile è al Museo Archeologico di Ginevra, è di provenienza sconosciuta [129]Un altro esemplare è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen ed è di provenienza sconosciuta [130]Quattro esemplari inediti sono all'Antiquarium del Museo Nazionale Romano e appartengono alla Collezione Evan Gorga, sono tutti frammentari, privi di numero d'inventario, e di argilla rossastra con inclusioni di pozzolana e di nessuno si conosce la provenienza.

Un esemplare, inedito, è al Museo del Louvre di Parigi, appartiene alla Collezione Campana, è di provenienza sconosciuta, inv. CP3842 (alt. cm. 16; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); argilla rosata con inclusioni di pozzolana.

Un altro esemplare inedito è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest e proviene da Roma: inv. 1978x (alt. cm. 18; largh. cm. 13; spessore cm. 2,5); argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. XXII, 94

208. urn:collectio:0001:antcom:04292 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 25; largh. cm. 17; spessore cm. 3. Coppo alt. int. cm. 6,5; lungh. cm. 5; spessore cm. 1,5. Parte del lato sinistro e la base sono di restauro. Notevoli abrasioni alla parte centrale. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana. È' ricavata da una matrice stanca (inv. 4292 - già A/2).

Antefissa a profilo ondulato. Il coppo è di tipo semicircolare la cui larghezza è leggermente inferiore a quella della base frontale dell'antefissa. La base è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello; al centro si ha una fascia liscia piuttosto sottile. La decorazione centrale è costituita da una testa di Gorgone, vista di prospetto, e caratterizzata dal volto quasi rotondo e notevolmente deteriorato così come la pettinatura. Sotto il mento si trovano due serpentelli annodati. Ai lati della Gorgone si hanno due listelli con larga scanalatura centrale, terminanti a semivoluta rivolta all'esterno al margine dell'antefissa.

Tav. XXIII, 95

209. urn:collectio:0001:antcom:19052 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 25; largh. cm. 18; spessore cm. 2. La parte superiore, il lato sinistro ed il coppo sono di restauro; notevoli abrasioni alla parte centrale. Argilla rosata piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 19052).

Antefissa a profilo ondulato, frammentaria. La base è limitata, nella parte superiore ed inferiore da un listello, al centro si trova una fascia decorata da un meandro, alternato a piccoli quadretti con al centro un quadro ancora minore; nella parte inferiore si ha una fila di rettangoli regolari. La decorazione centrale è costituita da una testa di Gorgone, vista di prospetto, caratterizzata dal volto piuttosto tondo, sorridente, da grandi occhi aperti, dalla pettinatura a calotta che copre parte della fronte, formata da una serie di riccioli calamistrati, perpendicolari al viso, regolari e posti fino all'altezza delle orecchie. Sui capelli si trova un diadema con un elemento non identificabile quasi quadrato al centro, e con due piccole borchie rotonde ai lati, all'altezza delle orecchie. Ai lati della Gorgone si trovano due sottili listelli (o serpentelli?) piuttosto abrasi arricchiti da due piccole sfere poste negli spazi liberi.

Un esemplare confrontabile inedito, è al Museo del Louvre di Parigi; appartiene alla Collezione Campana ed è di provenienza sconosciuta: inv. CP3915; frammentario; argilla rosata con inclusioni di pozzolana. Due esemplari inediti sono all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest: sono di provenienza sconosciuta: inv. 3812 (alt. cm. 12; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5); inv. 3831 (alt. cm. 16; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. XXIII, 96

210. urn:collectio:0001:antcom:19848 - Proveniente da Roma: rinvenuta in Via Cavour il 15 ottobre 1940. Alt. cm. 15; largh. cm. 17; spessore cm. 2,5. Coppo alt. int. cm. 5,5; lungh. cm. 7; spessore cm. 2. E' frammentaria, mancano la parte superiore e l'angolo inferiore destro; alcune abrasioni alla parte centrale. Restano tracce della scialbatura e di colore rosso scuro sulla testa della Gorgone e di colore giallo scuro sul diadema.

Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19848).

Antefissa probabilmente ad ogiva, frammentaria. Il coppo è di tipo triangolare la cui larghezza è uguale a quella della base frontale dell'antefissa. La base è costituita da uno zoccolo liscio. La decorazione centrale è data dalla testa di una Gorgone, vista di prospetto e caratterizzata dal viso quasi ovale, dalla bocca aperta dalla quale si vedono i denti e la lingua penzolante sul mento, dal naso piuttosto largo e sottolineato da due profonde rughe laterali, da guance paffute e da occhi grandi, spalancati con pesanti palpebre e pupille rese con un piccolo foro, e da sopracciglia arcuate. Ai lati del volto sono rappresentati due serpentelli, visti di profilo e rivolti all'esterno, al di sopra dei quali inizia la pettinatura formata da ciocche ben distinte tra loro e leggermente ondulate. Sopra la fronte poggia un diadema di forma triangolare, liscio al centro. Ai lati di questo iniziano due volute che terminano entro il margine dell'antefissa. Dal diadema nasce probabilmente una palmetta che è però frammentaria.

Tav. XXIII, 97

211. urn:collectio:0001:antcom:19424 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 13; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5. E' frammentaria, composta da due pezzi, mancano la parte superiore ed i lati destro e sinistro; la parte centrale è abrasa. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19424).

Antefissa frammentaria di cui restano la base che è costituita da uno zoccolo liscio e la decorazione centrale formata da una testa di Gorgone, vista di prospetto e caratterizzata dal viso piuttosto largo, dalle guance paffute, dalle labbra carnose, dalla bocca semiaperta dalla quale esce la lingua, dal naso piuttosto marcato, dagli occhi grandi, aperti con palpebre pesanti e con la pupilla resa con un piccolo foro. La pettinatura non è identificabile per il deterioramento. La testa poggia su un cespo d'acanto, schematizzato e ritoccato a stecca.

Tav. XXIII, 98

212. urn:collectio:0001:antcom:03308 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 24; largh. cm. 15; spessore cm. 2,5. E' frammentaria: l'attaccatura del coppo, la parte superiore della palmetta e la base sono di restauro. Restano tracce della scialbatura e di colore rosso scuro sulla Gorgone. La parte centrale è abrasa. Argilla rossastra con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 3308 - già 3).

Antefissa frammentaria di cui restano la parte centrale della palmetta, formata da sette lobi segnati da profonde solcature e la decorazione centrale costituita da una testa di Gorgone, vista di prospetto e caratterizzata dal volto piatto con una grande bocca semiaperta dalla quale sembra uscire la lingua, dal naso piuttosto largo e da grandi occhi aperti con palpebre pesanti e sopracci glia marcate. La pettinatura che copre la fronte è formata da boccoli calamistrati che ricadono regolarmente e perpendicolarmente al viso. Sui capelli è poggiato un diadema, triangolare, composto da un doppio spiovente, terminante con una piccola voluta e decorato al centro da un elemento circolare (?) non identificabile per il deterioramento. Ai lati della testa si trovano i lobi inferiori della palmetta, segnati da due solcature e terminanti a voluta rivolta all'esterno. La testa poggia su un cespo d'acanto, notevolmente abraso.

Tav. XXIII, 99

213. urn:collectio:0001:antcom:04312 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 22; largh. cm. 20; spessore cm. 2. Coppo alt. int. cm. 6; lungh. cm. 6; spessore cm. 1,5. E' frammentaria: la palmetta e l'angolo inferiore destro sono di restauro. Argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice stanca (inv. 4312 - già 16).

Antefissa frammentaria, restano il coppo di tipo semicircolare regolare, la cui larghezza è leggermente inferiore a quella della base frontale dell'antefissa, la base che è limitata nella parte superiore da un listello, nella parte inferiore da uno zoccolo liscio, con al centro una serie di coppie di piccoli astragali intervallati da perline oblunghe e regolari. La decorazione centrale è costituita da una testa di Gorgone vista di prospetto e caratterizzata dal nodo sotto il mento, formato da due serpentelli intrecciati, dalle labbra carnose dalle quali spunta la lingua penzolante sul mento, dal naso largo sottolineato da due profonde rughe laterali, da occhi grandi, sbarrati. La pettinatura è formata da una calotta di piccoli ricci, fitti ed irregolari. Ai lati della testa si trovano due delfini, in posizione araldica, visti di profilo e rivolti verso la Gorgone (tav. XXVII, M).

Un esemplare confrontabile, inedito, di provenienza sconosciuta è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest: inv. 3806 (alt. cm. 16; largh. cm. 17; spessore cm. 2); argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana (tav. XXVII, M).

Tav. XXIV, 100

214. urn:collectio:0001:antcom:19442 - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 12; largh. cm. 16; spessore cm. 3. E' frammentaria, mancano la parte superiore e l'angolo inferiore sinistro. Restano tracce della scialbatura. Argilla rosata piuttosto ben depurata. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19442).

Antefissa frammentaria. Restano la base limitata nella parte superiore da due listelli, simili, paralleli, piuttosto sottili, nella parte inferiore si ha un listello più largo e marcato; al centro una sottile fascia liscia, la decorazione centrale è costituita da una protome di elefante, vista di prospetto, (che occupa anche la parte centrale della base) caratterizzata da piccole zanne, da una corta proboscide, da occhi aperti sottolineati da profonde rughe, da orecchie non molto larghe. Al lato si trova il lobo inferiore destro della palmetta segnato da una larga scanalatura e terminante a voluta rivolta all'esterno. Si data tra la metà del I secolo a. C. e l'età augustea.

Vari esemplari provengono da Roma dallo scavo del Tempio di Apollo Palatino e vengono datati entro i limiti del periodo augusteo [131]Alcuni esemplari confrontabili inediti, sono all’Antiquarium del Museo Nazionale Romano, appartengono alla Collezione Evan Gorga e sono di provenienza sconosciuta.

Un altro esemplare, inedito, appartenente alla Collezione Evan Gorga e di provenienza sconosciuta è attualmente a Pescara, alla Mostra Archeologica Didattica Permanente dell'Archeo Club. Un altro esemplare, inedito, è al Museo del Louvre di Parigi ed è di provenienza sconosciuta: inv. CP3924 (alt. cm. 15; largh. cm. 18; spessore cm. 2,5); argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana.

Tav. XXIV, 101

215 urn:collectio:0001:antcom:18901 . - Proveniente da Roma: dall'Area Sacra di Largo Argentina. Alt. cm. 10; largh. cm. 12; spessore cm. 2,5. E' frammentaria, resta solo la parte centrale della base.

Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 18901 - già 4321).

Antefissa frammentaria di cui resta solo la parte centrale della base che è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello, al centro si ha una fascia decorata da una piccola testa gorgonica, vista di prospetto, notevolmente deteriorata, ai lati della quale si trovano due serpentelli, in posizione araldica, visti di profilo e rivolti all'interno.

Un esemplare forse confrontabile, inedito, è all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia e proviene da scavi fatti nell'area ostiense: inv. 18761 (alt. cm. 19,5; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana e di mica.

Tav. XXIV, 102

216. urn:collectio:0001:antcom:18901 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 11; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5. E' frammentaria, manca la parte superiore. Restano tracce della scialbatura. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana e di mica. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 18901 - già 4321).

Antefissa frammentaria di cui resta la base che è limitata nella parte superiore ed inferiore da un listello scanalato al centro; la decorazione centrale è costituita da un fiore con vari petali, ritoccati a stecca, posti radialmente intorno ad un bottone centrale, di forma quasi circolare, segnato da piccoli fori. Il fiore sembra posto su un cespo d'acanto, piuttosto schematizzato, ritoccato a stecca; da questo nasce una palmetta di cui resta solo il lobo inferiore sinistro che è caratterizzato da un profonda solcatura centrale e termina con una semivoluta rivolta all'interno.

Tav. XXIV, 103

217. urn:collectio:0001:antcom:19967 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 9; largh. cm. 11; spessore cm. 3, E' frammentaria, resta solo la parte centrale, notevolmente abrasa. Argilla giallognola con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19967).

Antefissa frammentaria di cui resta la parte centrale che è probabilmente decorata da una valva di conchiglia, vista di prospetto, scanalata, dalla quale nasce una palmetta. Ai lati si trovano due delfini in posizione araldica, visti di profilo e rivolti al centro (tav. XXVII, N).

Un esemplare confrontabile è al Museo Nazionale Danese di Copenhagen ed è di provenienza sconosciuta [132]Due esemplari forse confrontabili, inediti, sono conservati all'Antiquarium del Museo Archeologico di Ostia e provengono da scavi fatti nell'area ostiense; inv. 3343 (alt. cm. 24; largh. cm. 16; spessore cm. 3) oppure inv. 18761 (alt. cm. 19,5; largh. cm. 16; spessore cm. 2,5); argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. Un altro esemplare inedito è all'Antiken Abteilung dei Musei Statali di Berlino Ovest ed è di provenienza sconosciuta: inv. 2000x (alt. cm. 9; largh. cm. 8; spessore cm. 3); argilla rosata con varie inclusioni di pozzolana (tav. XXVII, N).

Tav. XXIV, 104

218. urn:collectio:0001:antcom:19778 - Provenienza sconosciuta. Alt. cm. 11; largh. cm. 13; spessore cm. 2. E' frammentaria, resta solo l'angolo inferiore destro. Argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana. E' ricavata da una matrice fresca (inv. 19778).

Antefissa frammentaria di cui resta la parte centrale e l'angolo inferiore destro. La base è costituita da uno zoccolo liscio, limitato nella parte superiore da un sottile listello. Si vede l'attaccatura della palmetta che nasce da una foglia polilobata posta al centro di un cespo d'acanto, piuttosto schematizzato, ritoccato a stecca.

Tre esemplari forse confrontabili, inediti, sono conservati nell'Antiquarium di Ostia e provengono da scavi fatti nell'area ostiense: inv. 3342 (alt. cm. 25; largh. cm. 18; spessore cm. 2: tav. XXVII, O); inv. 13368 (alt. cm. 15; largh. cm. 19; spessore cm. 2): inv. 13369 (alt. cm. 12; largh. cm. 16; spessore cm. 2); argilla nocciola chiara con varie inclusioni di pozzolana.

[1]

(*) Per fare risaltare i numeri relativi alle figure ed alle tavole, si è preferito porli in alto a destra, a capo del pezzo a cui si riferiscono.

[2]

Un bollo simile si trova su due mattoni frammentari rinvenuti ad Ostia: M. STEINBY, Lateres signati ostienses, in Acta Inst. Rom. Finlandiae, VII, 1977, nn. 1209, I-II.

[3]

FOL, tav. XXIII, n. 1.

[4]

BREITENSTEIN, tav. 128, n. 932.

[5]

M. CANCELLIERI, Forma Italiae, Privernum, in stampa.

[6]

MORETTI, p. 226.

[7]

campana 1851-52, parte III, tav. XCIX, figura a.

[8]

fabbricotti, p. 61, tav. XXVII, n. 4.

[9]

G. M. de Rossi, Forma Italiae, Bovillae, in stampa.

[10]

Ucelli, p. 200, fig. 221.

[11]

Carettoni 1967, p. 287, fig. 30.

[12]

Luni. p. 533, CM 2063, CM 2075: tav. 124, CM 2266, CM 2305: tav. 126.

[13]

Fabbricotti, p. 62, tav. XXVIII, n. 2.

[14]

Campana 1851-52, parte I, p. 36, tav. IV.

[15]

Walters, p. 420, tav. XXVII, n. 5.

[16]

Seroux d'Agincourt, p. 80. tav. XXXI. n. IV.

[17]

Fabbricotti, p. 62, tav. XXVII, n. 5.

[18]

J. Poux, Antéfixes gallo-romaines découvertes à Douzens (Aude), in BA, 1934-35, p. 527 ss, tav. XII, n. 1.

[19]

Seroux d'agincourt, p. 81 ss., tav. XXXI, n. V.

[20]

Canina, p. 163, tav. L, n. 1.

[21]

Simpson, pp. 1-4, tav. I, n. 4.

[22]

Breitenstein, tav. 131, n. 949.

[23]

Borda, p. 67, tav. XLVI, a.

[24]

Ward Perkins, p. 41 ss., tav. 20, b.

[25]

Moretti, p. 205.

[26]

G. M. de Rossi, Forma Italiae, Bovillae, in stampa.

[27]

Simpson, pp. 1-4, tav. I, n. 6.

[28]

Breitenstein, tav. 131, n. 950.

[29]

NSAEM, p. 98, n. 2-f.

[30]

NSc, 1911, p. 193 ss., fig. 9.

[31]

Paribeni 1915, p. 30.

[32]

G. M. A. Richter, Handbook of the Classical Collection, New York 1927, p. 202.

[33]

Simpson, pp. 1-4, n. 846.

[34]

Carettoni 1971-72, p. 137 ss., fig. 12.

[35]

Canina, p. 161, tav. 21, n. 3.

[36]

Catalogo del Museo Etrusco al Vaticano, I, Roma 1842, tav. XXXVII, n. 6.

[37]

BullCom, XII, 1884, p. 217, tav. XIX. n. 16.

[38]

NSc, 1913, p. 350.

[39]

WOODWARD, p. 73 ss., fig. 22, n. 43

[40]

NSAEM, p. 98, n. 5-f.

[41]

Fabbricotti, p. 60, tav. XXVI, n. 5.

[42]

Vermaseren, p. 87 ss., tav. 29, fig. 2.

[43]

MinTo, pp. 405-447, tav. V, n. 7.

[44]

NSc, 1907, p. 679, fig. 1.

[45]

Breitenstein, tav. 130, n. 947.

[46]

C. M. de Rossi, Forma Italiae, Bovillae, in stampa.

[47]

Fabbricotti, p. 63, tav. XXX, n. 2.

[48]

Campana 1851-52, parte I, tav. VI.

[49]

Simpson, pp. 1-4, tav. I, n. 6.

[50]

NSc, 1907, p. 660, fig. 5.

[51]

De Rossi, p. 116, fig. 268.

[52]

Fabbricotti, p. 62, tav. XXIV, nn. 3, 4.

[53]

Fabbricotti, p. 62, tav. XXIX, n. 2.

[54]

Walters, p. 420, D 698.

[55]

OrszlÁn, p. 40, fig. 31.

[56]

Andrén 1940, p. 446, tav. 136, n. 481; NSc, 1944-45, p. 81 ss., fig. 31.

[57]

G. Quattrocchi, Il Museo Archeologico Prenestino, Roma 1956, pp. 48-51, n, 139; G. Iacopi, Il santuario della Fortuna primigenia e il Museo Archeologico Prenestino, Roma 1973. p. 22.

[58]

R. Delbruek, Hellenistiche Baunten in Latium, II, Strassburg 1912, p. 36, tav. XVIII.

[59]

Ucelli, p. 200, fig. 221.

[60]

Breitenstein, tav. 128, n. 935.

[61]

Borda, p. 67, tav. XLVI, a.

[62]

Luni, p. 531, n. 4; CM 1109, CM 1754, tav. 125, n. 3.

[63]

NSAEM, p. 98, n. 4-f.

[64]

Fabbricotti, p. 62, tav. XXVII, n. 5.

[65]

G. M. de Rossi, Forma Italiae, Bovillae, in stampa.

[66]

Ugelli, p. 200, fig. 221.

[67]

NSc, 1912, p. 438, fig. 2.

[68]

Fabbricotti, p. 61, tav. XXVI, n. 4.

[69]

G. M. de Rossi, Forma Italiae, Bovillae, in stampa.

[70]

Paribeni 1932, p. 277, n. 877; coarelli, p. 206, figg. 5, 6.

[71]

C. Picard, Les trophées romaines, Paris 1957, p. 287 ss., tav. IX.

[72]

Mielsch, p. 24 ss., n. 35, fig. 33.

[73]

Seroux D'AGINCOURT, p. 81, tav. XXX, n. 11.

[74]

Catalogo del Museo Etrusco al Vaticano, I, Roma 1842, tav. XL, n. 4.

[75]

Campana 1852, parte III, tav. LXXXVI, fig. b.

[76]

BullCom, XII, 1884, p. 214, tav. XVII, n. 9.

[77]

NSc, 1912, p. 329 ss., fig. 1; NSc, 1912, p. 438, fig. 2.

[78]

NSc, 1913, p. 350.

[79]

PARIBENI 1932, p. 295, n. 999.

[80]

Walters, p. 419, D 690, D 691, fig. 79.

[81]

T. Hölscher, Ein römischer Strinziegel mit Victoria und Capricorni, in JbZMusMainz, XII, 1965, p. 59 ss., tav. 16, n. 4; idem, Victoria Romana, Mainz 1967, p. 132 ss., tav. 4, n. 1.

[82]

MIELSCH, p. 24, fig. 32, n. 34.

[83]

C.EDE, Greek and Roman Terracotta Sculpture, London 1972, p. 3 ss., fig. 39.

[84]

Luni, p. 534, n. 10; CM 803, tav. 125, n. 11.

[85]

Fol, tav. XXIV, n. 2.

[86]

NSc 1912, p. 438, fig. 2.

[87]

NSc, 1912, p. 398, fig. 9.

[88]

WOODWARD, p. 91, fig. 22.

[89]

Breitenstein, tav. 130, n. 945.

[90]

L. Hautecoeur, Catalogne du Musée Alaoui, Suppl. I, Paris 1910, p. 337, n. 956, tav. CIII, n. 1.

[91]

Canina, p. 163, tav. LI, fig. 3.

[92]

Müller, p. 111, n. 60.

[93]

NSc, 1907, p. 683, fig. 4.

[94]

Borda, p. 67, tav. XLVI, a.

[95]

Mielsch, p. 23, n. 33, fig. 31.

[96]

Carettoni 1967, p. 287 ss., fig. 38, n. 27.

[97]

Seroux D'AGINCOURT, p. 80, tav. XXXI, n. VII.

[98]

Woodward, p. 91, fig. 22, n. 46.

[99]

G. M. de Rossi, Forma Italiae, Bovillae. in stampa.

[100]

Mielsch, p. 25, n. 37, fig. 35.

[101]

Andrén 1940, tav. 97, n. 354; L. Banti, Luni, Firenze 1937, p. 45, n. 1, tav. XV, c; Luni, p. 533, CS 660, tav. 166, n. 130.

[102]

Carettoni 1967, p. 287 ss., fig. 30.

[103]

Fabbricotti, p. 61, tav. XXVIII, n. 1.

[104]

NSc, 1912, p. 398, fig. 9.

[105]

Monti, p. 419 ss., fìgg. 1, 2.

[106]

De Rossi, p. 76, fig. 147.

[107]

Fabbricotti, p. 62, tav. XXIV, n. 1.

[108]

NSc, 1912, p. 398, n. 60, fig. 9.

[109]

Breitenstein, tav. 129, n. 938.

[110]

Scrinari coll. 39-40, fig. 10.

[111]

G. A. Mansuelli, Nuove acquisizioni del Museo Civico di Bologna, Bologna 1957, p. 12, n. 46. fig. 4.

[112]

B. M. Sarfì, Arte e civiltà romana nell'Italia settentrionale dalla repubblicana alla tetrarchia, Bologna 1964, p. 537, tav. LI, n. 106.

[113]

Luni, CM 170. tav. 124, n. 11.

[114]

De Rossi, p. 74 ss., fig. 147.

[115]

Fabbricotti, p. 61, tav. XXVII, n. 1.

[116]

Breitenstein, tav. 129, n. 938.

[117]

P. G. Guzzo, La collezione di antichità Antinelli, in ArchCl, XXIII, 2, 1971, p. 250, tav. LXVI, n. 3.

[118]

G. libertini, Il Museo Biscari, Roma 1930, tav. C, n. 877.

[119]

Fabbricotti, p. 61, tav. XXVI, n. 3.

[120]

G. M. de Rossi, Forma Italiae, Bovillae, in stampa.

[121]

NSc, 1912, p. 398, fig, 8; paribeni 1915, p. 462, fig. 18.

[122]

Müller, p. 111, n. 64.

[123]

MÜLLER, p. 110, n. 61.

[124]

NSc, 1907, p. 455, fig. 25; carettoni 1971-1972, p. 135, fig. 9.

[125]

Campana 1840, tav. VIII, i.

[126]

Campana 1851-52, parte I, tav. VI.

[127]

Borda, p. 67, tav. XLVI, a.

[128]

NSc, 1913, p. 208, fìg. 9.

[129]

Fol, tav. XXIV, n. 1.

[130]

Breitenstein, tav. 121, n. 905

[131]

Carettoni 1971-72, p. 137, fig. 12.

[132]

Breitenstein, tav. 131, n. 952.

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