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CATALOGO

SEZIONE A I Romani e i Barbari dell'etremo Nord

La domus e la sua decorazione

5. Mosaico con Eracle e amorini urn:collectio:0001:antcom:32361

Roma, Antiquarium Comunale, Palazzo Caffarelli, inv. SC 32361. Porto d'Anzio, Selva Pamphilj (1749). Alt. cm 79, largh. cm 71,5. Inizi I secolo a. C.. V. santa maria scrinarI, M. L. morricone matini, Mosaici antichi in Italia. Regio I, Antium, Roma 1975, n. 57, p. 71 ss.

Emblema o riquadro centrale di un pavimento originariamente con la figura di Dioniso davanti al santuario e con amorini che ammansiscono un leone. La sostituzione con Ercole in atto di filare con la conocchia ed il fuso sembra dovuta ad un restauro settecentesco che metteva in relazione gli amorini che assoggettano la fiera all'eroe assoggettato a mansioni muliebri [Carla Salvetti].

6. Mosaico con treccia urn:collectio:0001:antcom:32377

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 32377. Tessere di marmo; alt. cm 87, largh. cm 39,5. II secolo d. C.

Pannello di mosaico a tessere bianche e nere, relativo ad una bordura con treccia a tre capi delineata in colore contrastante [Carla Salvetti].

7. Mosaico con meandro urn:collectio:0001:antcom:32375

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 32375. Tessere di marmo; alt. cm 70, largh. cm 70. II secolo d. C.

Pannello di mosaico a tessere bianche e nere, relativo ad una cornice con meandro di doppie T dritte e sdraiate a giro semplice [Carla Salvetti].

Le lastre Campana

8-11. Lastre Campana con satiri urn:collectio:0001:antcom:03234 alla fontana

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 3234, 3235 urn:collectio:0001:antcom:03235 , 3245 urn:collectio:0001:antcom:03245 , 4230 urn:collectio:0001:antcom:04230 . Da Roma, Esquilino, Casa di Avidio Quieto. Terracotta; alt. media cm 35, lungh. media cm 32,5. Età flavia.. Rizzo, 1976-77, pp. 59-60

II soggetto, pur non particolarmente diffuso, è noto nel periodo augusteo ma qui si presenta irrigidito su lastre di misura notevolmente inferiore rispetto a quelle augustee. La scena è riconducibile al mondo dionisiaco di cui fanno parte altre più famose raffigurazioni come le scene di vendemmia e di pigiatura dell'uva o scene relative alla vita stessa della divinità [Carla Martini].

12. Lastra Campana con edifìcio rotondo urn:collectio:0001:antcom:03337

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 3337.. Da Roma, Esquilino. Terracotta; alt. cm 54, lungh. cm 42. Prima metà I secolo d. C.. Von Rohden, Winnefeld 1911, tav. LXIX. l; Invisibilia, pp. 167, 209, n. 380

La lastra di coronamento raffigura una rotonda centrale con cinque colonne tortili con capitelli dorici ed architrave con fregio di metope e triglifi; ai lati un porticato formato da colonne scanalate con capitelli corinzi. La struttura poggia su un fregio formato da tre alti archetti in cui sono inseriti altrettanti gorgoneia [Carla Martini].

La decorazione pittorica e musiva

13. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:04804

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 4804. Intonaco dipinto; cm 13 x 15. I secolo d. C.

Una figura maschile, nuda e semisdraiata, è tratteggiata sul fondo rosso. Il giovane, che potrebbe essere identificato con Narciso, è coronato di edera [Carla Salvetti].

14. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:07653

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 7653. Intonaco dipinto; cm 15 x 14. I secolo d. C.

Fondo chiaro. Rimane il busto di una figura femminile che guarda verso destra, panneggiata in un ampio mantello che si gonfia alle spalle. La capigliatura, scura, scende in lunghi riccioli fino sul collo; la mano destra sembra portata a coprire il seno. Si tratta forse di una rappresentazione di Nereide [Carla Salvetti].

15. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:04797

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 4797. Roma, Esquilino. Intonaco dipinto; cm 13 x 13. I secolo d. C.. BullCom, 1882, pp. 235-236, n. 4

Sul fondo rosso è tratteggiata una figura giovanile verso sinistra, nuda e alata. Trattiene con la destra un lembo di un mantello svolazzante e nella sinistra sollevata regge una patera [Carla Salvetti].

16. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:9789

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 9789.1. Roma, Esquilino, Villa Palombara. Intonaco dipinto; cm 13 x 13. I secolo d. C.. BullCom, 1876, p. 212, n. 8

Sul fondo bianco si staglia una colonnina, a destra, su un alto basamento, avvolta da un tralcio vegetale. In primo piano siede una figura maschile giovanile vestita di un mantello che cinge i fianchi e viene drappeggiato sul braccio sinistro. La mano destra è ripiegata verso la figura mentre la sinistra sorregge una lunga asta; sembra possibile l'identificazione con Mercurio [Carla Salvetti].

17. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:9789

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 9789.4. Intonaco dipinto; cm 16,5 x 10. I secolo d. C.

Intonaco a fondo nero. Su un elemento decorativo campito di verde e rosso e terminante con una pelta, poggia una cicogna verso destra, con zampe filiformi e lungo becco, tratteggiata con pennellate chiare [Carla Salvetti].

18. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:04815

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 4815. Roma, Esquilino. Intonaco dipinto; cm 14 x 14,5. I secolo d. C.. BullCom, 1882, p. 236, n. 7

Fondo rosso cupo su cui è delineata una figura maschile acefala, verso destra. I fianchi sono ri­coperti da una sorta di gonnellino villoso in verde; attorno al collo è annodata la nebride che scende lungo le spalle. L'identificazione con un satiro è suggerita anche dall'atteggiamento danzante della figura [Carla Salvetti].

19. Frammenti di affreschi urn:collectio:0001:antcom:09951

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 9951/7637 urn:collectio:0001:antcom:07637 . Intonaco dipinto; cm 17 x 12; 11 x 9. I secolo d. C.

Due frammenti di affreschi a fondo nero con amorini. Quello a sinistra, con piccole ali di colore verdastro sorregge un tripode dorato; un'esile coroncina è poggiata sui capelli. Nel frammento di destra un amorino nudo, con un mantello ricadente dal braccio sinistro, suona una lira ed è accompagnato da una figuretta forse femminile, molto lacunosa [Carla Salvetti].

20. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:09789

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 9789.3. Intonaco dipinto; cm 12 x 12. I secolo d. C.

Sul fondo di intonaco nero è tratteggiato in bianco e bruno un passeraceo verso sinistra. Pochi tratti ne indicano il piumaggio [Carla Salvetti].

21. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:07652

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 7652. Roma, Esquilino. Intonaco dipinto; cm 12 x 11. I secolo d. C.. BullCom, 1886, p. 415, n. 2

Frammento di intonaco a fondo nero. Su una immaginaria linea di terra in verde, poggia una cicogna con esili zampe e lungo becco. Pochi tratti in bianco e qualche sottile pennellata rosso cupo tratteggiano il piumaggio [Carla Salvetti].

22. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:29863

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 29863. Roma, Area Sacra di Largo Argentina. Intonaco dipinto; cm 42 x 23. I secolo a. C.. M. de Vos, L'egittomania in pitture e mosaici romano-campani della prima età imperiale, Leyden 1980, pp. 1-3, n. 1.

Il frammento fa parte di un fregio inserito tra la zona mediana e quella superiore della parete.

Due bordi decorati limitano quadri rettangolari, quello a sinistra in azzurro con due grifi affrontati in posizione araldica; quello a destra rosso con la figura di Sobek, la dea egizia con la testa di coccodrillo, inginocchiata e con un flagello in mano. Al di sopra della cornice un animale fiabesco con un collarino con pendente [Carla Salvetti].

23. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:07620

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 7620. Dono. Intonaco dipinto; cm 21 x 29. I secolo d. C. BullCom, 1893, p. 283, n. 1

Frammento di una decorazione parietale a fondo nero con un fregio ornamentale in cui è inserito un mascherone barbato, sorretto da volute.

Nella parte inferiore, al limite con la frattura, la testa di un pappagallo in azzurro e bianco. Il fregio è campito di verde e rosso con elementi sinuosi, bottoni con crocette e fiori su stelo in giallo [Carla Salvetti].

24. Elemento architettonico urn:collectio:0001:antcom:03635

Roma, Musei Capitolini, Magazzino sculture, inv. Ant. Com., n. 3635. Marmo lunense, serpentino; alt. cm 67,5, largh. cm 22,5, spess. cm 4,5. Provenienza sconosciuta. Metà del II secolo d. C.

L'elegante frammento doveva servire come incorniciatura di una finestra o di una nicchia. Il vano era bordato da una modanatura a due fasce, limitate da un motivo a corda e da uno schematico kymation continuo. Lo stipite è fiancheggiato da una lesena, poggiante su base modanata e decorata da un tralcio di vite ondulato con foglie, grappoli e viticci resi con spiccato senso naturalistico. In un incasso tra i due elementi verticali è inserita una fascia di serpentino verde che impreziosisce il valore ornamentale del pezzo con un tocco coloristico [Maddalena Cima].

25. Parasta urn:collectio:0001:antcom:34043

Roma, Antiquarium Comunale, Celio; inv. AC 34043. Marmo bianco; alt. cm 64, largh. cm 21, spess. cm 20. II secolo

Elemento architettonico decorato sul lato destro da modanature lisce e sulla fronte da un elegante candelabro con piedi a zampa leonina da cui hanno origine foglie acantiformi. Fiori campanulati, elementi vegetali e mappulae compongono un'esuberante decorazione [Marina Bertoletti].

26-27. Due rilievi con pantere affrontate urn:collectio:0001:antcom:02190

Roma, Musei Capitolini, Braccio Nuovo, invv. Ant. Com. 2190, 2191 urn:collectio:0001:antcom:02191

Provenienza sconosciuta. Marmo di Synnada (pavonazzetto); alt. cm 45, largh. cm 103. I secolo d. C.

Due pantere, dalla testa sproporzionatamente grande e dai corpi tozzi, si affrontano con una delle zampe anteriori sollevate, ai lati di un kantharos. Il vaso è ricolmo di grappoli e presenta il corpo decorato, in un caso, da un piccolo erote uscente da un tralcio d'acanto, mentre nell'altro da semplici baccellature. Sul collo dei vasi sono riprodotte piccole maschere sceniche viste di profilo, rappresentate sullo sfondo di una pelle caprina tesa. Nella seconda lastra la maschera è accompagnata da strumenti musicali [Maddalena Cima].

28. Lastra di opus sectile urn:collectio:0001:antcom:34141

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 34141. Marmo serpentino, giallo, porfido; lungh. cm 154, largh. cm 34. II secolo d. C.

Fascia rettilinea di bordo limitata da listelli in serpentino. Alle estremità formelle rettangolari bordate da fascette di serpentino e contenenti losanghe incorniciate da listelli di porfido; al centro due formelle rettangolari listate da fascette di porfido e collegate tra loro [Carla Salvetti].

29. Capitello corinzieggiante di lesena urn:collectio:0001:antcom:15688

Roma, Musei Capitolini, Magazzino sculture, inv. Ant. Com. n. 15688. Marmo lunense; alt. cm 25, largh. max. cm 37, spess. cm 8. Provenienza sconosciuta. I secolo a. C.-I secolo d. C.. P. Gusman, L'art decoratif de Rome, Paris 1914, III, tav. 148 b; K. Ronczewski, in Acta Un. Latv. 8 (1923), 14, tav. VI, 2

Alla base del capitello si trovano due foglie, dalla superficie attraversata da nervature e dal bordo dentellato. L'abaco è sostenuto da volute lisce. Tra le foglie di base c'è una palmetta dietro la quale trova origine il motivo liriforme che caratterizza la parte centrale della faccia decorata.

Lo schema decorativo e la finezza dei dettagli pongono la datazione del pezzo in età augustea [Maddalena Cima].

30. Lucerna marmorea polilicne urn:collectio:0001:antcom:15716

Roma, Musei Capitolini, Magazzino Sculture, inv. Ant. Com. n. 15716. Provenienza sconosciuta. Marmo bianco a grana fine (pentelico?); alt. cm 8,5, largh. max. cm 31,2, Ø base cm 12,5. I secolo a. C.. E. Dwyer, in RM 88, 1981, p. 270, n. 5, tav. 101, 2; p. 280, n. 97, tav. 126, 2-3; D. Faccenna, in NSc, 1951, p. 72 s., figg. 19 a-b, 20 a-b

La lucerna a sei becchi presenta il corpo in marmo pieno: non è quindi servita per l'illuminazione ma come elemento decorativo, inserita tra gli oscilla appesi alla trabeazione di un porticato.

Tra i becchi, rivestiti da eleganti foglie d'acanto, si trovano sei mascherine a rilievo, rappresentanti «caratteri» attribuibili al dramma satiresco.

Elementi simili, sebbene meno raffinati nella decorazione, provengono da case pompeiane [Maddalena Cima].

SEZIONE B Le vie e i modi di comunicazione

Relazioni e commercio tra i Barbari del Nord e l'Impero Romano dal I al IV secolo d. C.

146. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:29860

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 29860. Intonaco dipinto; cm 10 x 15,5. I secolo d. C.

Frammento di intonaco a fondo chiaro con una fascia rossa che delimita in alto il testo epigrafico in capitale rustica. Rimane la parte finale di tre righe di testo poetico, forse un epigramma: ...saepe Priapus / ...ea melca datur / ...stra fuisse [Carla Salvetti].

149-151. Stili urn:collectio:0001:antcom:14486

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 14486, 14549 urn:collectio:0001:antcom:14549 , 14550 urn:collectio:0001:antcom:14550 . Bronzo; lungh. cm 11,6/14,7/15,5. Età imperiale

Aste per scrivere. La prima a sezione quadrangolare con sottile appendice appuntita ad un'estremità e spatola rettangolare all'altra. La seconda e la terza a sezione circolare con sottile appendice appuntita ad un'estremità e spatola rettangolare all'altra [Laura Ferrea].

152-154. Stili urn:collectio:0001:antcom:08087

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 8087/10870 urn:collectio:0001:antcom:10870 /10871 urn:collectio:0001:antcom:10871 . Provenienza sconosciuta. Osso; lungh. 10,4/10,8/15,7 cm. Età imperiale

II fusto ha una sezione circolare e termina da un lato a punta dall'altro è arrotondato [Carla Martini].

155. Tavola bronzea con decreto urn:collectio:0001:antcom:14733 di patronato

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 14733. Da Roma, Esquilino: tra S. Antonio e S. Eusebio (1876). Bronzo; largh. cm 46, alt. cm 37,5, spess. cm 0,5 (con cornice cm 2), alt. lettere cm 0,8-2,3. Fine I secolo d. C.. CIL, VI, 3828; BullCom 1877, p. 66 ss., tavv. IV-V (C. L. Visconti)

Tavola rettangolare con cornice modanata, piuttosto frammentaria. Vi è incisa una lunga iscrizione, mutila ma agevolmente integrabile, che riproduce il decreto con cui nell'82 d. C. i magistrati della Colonia Flavia Pacis Deultensium (nella Tracia orientale) nominarono patrono della città il legato imperiale Avidio Quieto. Imp. Domitiano [Aug(usto) VIII] / T. Flavio Sabi[no cos.] / idibus Iu[niis] / in colonia Flavia Pacis Deultensium in [curia?---] / Ialca et Cocceius Niger Ilviri verba fec[erunt --- Avi] / dio Quieto leg(ato) Aug(usti) ornatissimo viro [deferendum patrocinium] / coloniae nostrae esse q(uid) d(e) e(a) r(e) f(ieri) [p(laceret) d(e) e(a) r(e) i(ta) c(ensuerunt):] / cum militaverimus in leg(ione) VIII Aug(usta) et pot[iti honesta missione] / a sacratissimo imp(eratore) in coloniam Deultum [deducti simus ei, quod non] / dum alicui, secundum summam human[itatem dandum esse, ut velit / in pat]rocinium succidere coloniae n[ostrae tabulamque / de ea re co]nscriptam in domu sua poni perm[ittere, ut sic coloniae nostrae] humanitate sua increment[um addat, quippe cui omnia singula]que eius nota sint / [Scrib]endo adfuerunt / [---] Modestus, C. Sentilius Clemen / [s ---]us Valentinus, / [---]tus Sentilius Cle/[mens---] [Laura Ferrea].

Le monete romane. Riflessi

167. Piccola bilancia urn:collectio:0001:antcom:14017

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 14017. Bronzo; lungh. giogo cm 15, Ø piatti cm 3,2. Età imperiale

Bilancina con piatti a coppa e giogo a bracci uguali, frammentario ad un'estremità; mancano le catenelle di sospensione dei piatti e la trutina di sostegno [Laura Ferrea].

SEZIONE D “Riflessi” sulla società e sull'economia

La società dei Barbari del Nord

368. Falce urn:collectio:0001:antcom:03709

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 3709. Provenienza ignota. Ferro; lungh. cm 12,5. Età imperiale. Invisibilia, pp. 180, 209, n. 345

La falce è costituita da una piatta lama curva con immanicatura tubolare per l'inserimento di un manico di legno [Carla Martini].

SEZIONE E La casa e la suppellettile domestica

La suppellettile domestica romana

440. Vasetto a forma di porcellino urn:collectio:0001:antcom:08634

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 8634. Da Roma, Esquilino. Ceramica; alt. cm 6; lungh. cm 12,5. I secolo a. C.-I secolo d. C.. G. Messineo, Puerilia crepitacula?, in Rivista di Studi Pompeiani V, 1991-92, pp. 119-132, fìg. 3

La superficie del vasetto presenta una decorazione eseguita alla «barbotine» formata da sottili steli terminanti in elementi circolari entro i quali sono inserite gocce di pasta vitrea celesti e bianchi. Sul dorso e sul muso dell'animale ci sono due piccoli fori. Si tratta probabilmente di un vaso potorio per bambini [Carla Martini].

I giochi

442. Lastra con urn:collectio:0001:antcom:11342 tabula lusoria urn:collectio:0001:antcom:11342

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 11342. Marmo; alt. cm 48, largh. cm 80, spess. cm 13. Età imperiale

Si tratta di una base come documenta la modanatura presente sul retro poi riutilizzata, forse, come soglia. Alla fase di riutilizzazione del pezzo va riferito il lavoro ad incisione volto a realizzare una piccola scacchiera per un gioco tipo filetto, oggi solo in parte visibile per la presenza di un grosso foro circolare. Sull'altro lato compare una scacchiera più grande a 64 caselle, probabilmente utilizzata per il ludus latrunculorum [Emilia Talamo].

450. Pedina a forma di pesce urn:collectio:0001:antcom:18563

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 18563. Osso; lungh. cm 5,5, alt. cm 1,5. Manca una pinna della coda. Età imperiale

L'occhio e la distinzione tra la testa ed il corpo sono resi con sottili incisioni così come il numero III che contrassegnava la pedina [Emilia Talamo].

451. Pedina circolare urn:collectio:0001:antcom:18561

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 18561. Osso; Ø cm 2,9, spess. cm 0,3. Età imperiale. Bcom 1895, p. 312, n. 2

È decorata sul un lato con anelli concentrici, mentre sull'altro compare il numero VI. Sull'orlo è praticato un foro circolare per appendere la pedina ad un unico supporto insieme alle altre [Emilia Talamo].

452. Pedina circolare con albero urn:collectio:0001:antcom:18586 di palma

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 18586. Osso; Ø cm 3,5, spess. cm 0,2. Acquisto Pollak (1940). Prima età imperiale. Invisibilia, p. 181, p. 209, n. 256 (E. talamo)

Sul dritto il bordo è sottolineato da un anello mentre al centro è decorato, a rilievo, da un albero di palma stilizzato. Sul rovescio è inciso, in alto, il numero III (tre) ed in basso Γ cioè il numerale corrispondente in greco. La raffigurazione dell'albero riecheggia modelli dell'antico Egitto e trova confronto in simili motivi spesso associati ad altari di tipo egiziano su altre pedine riferibili alla stessa produzione (E. alfÖldi rosenbaum 1976, p. 217, p. 233, tav. 23, nn. 46-48) [EMILIA TALAMO.].

453. Pedina circolare con ritratto urn:collectio:0001:antcom:18584 femminile urn:collectio:0001:antcom:18584 diademato (Livia)

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 18584. Osso; Ø cm 3, spess. cm 0,2. Acquisto Pollak (1940). Prima età imperiale. Alföldi Rosenbaum 1980, p. 30, n. 22, tav, 9, 7; Invisibilia, p. 181, p. 209, n. 257 (E. Talamo)

Stranamente sul rovescio non compare nessun numerale. Sul dritto è raffigurato, a rilievo, un busto femminile panneggiato e con diadema. I capelli scendono ai lati del viso in lunghe ed ondulate ciocche che si raccolgono in un nodo sulla nuca secondo il tipo di acconciatura caratteristico di Livia e di Giulia, rispettivamente moglie e figlia di Augusto; la presenza del diadema permette però di riportare il ritratto, sulla base del confronto con le emissioni monetali, a Livia nella sua identificazione divina di Salus. Il ritratto riprende un profilo di tipo greco caratterizzato da un'unica linea che unisce la fronte con il dorso del naso e trova moltissimi confronti con altre pedine derivanti dalla stessa produzione alessandrina (alfÖldi rosenbaum 1980, p. 30 ss. in bibl.) che riproducevano, quindi, come se fossero monete in corso, le figure dei personaggi della famiglia imperiale [Emilia Talamo].

454. Pedina circolare con testa urn:collectio:0001:antcom:18583 di Kronos

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18583. Osso; Ø cm 3,15, spess. cm 0,3. Acquisto Pollak (1940). I-II secolo d. C.. Invisibilia, p. 181, p. 209, n. 258 (E. Talamo)

Sul dritto il bordo è sottolineato da due sottilissimi anelli concentrici mentre al centro è raffigurata, a rilievo, la testa di una divinità maschile, velata, con lunga barba. Sul rovescio è inciso, in alto, il numero XIII (tredici) ed in basso IΓ cioè il numerale corrispondente in greco. Al centro è specificato il nome della divinità raffigurata sul dritto, cioè Kronos secondo un uso ampiamente documentato in questa produzione di tessere egiziane. Tale specifica poteva anche essere dettata da un'esigenza di gioco. Un esemplare identico proviene dalla zona costiera del Mar Nero (B. G. peters, Le travail en os sur la côte septentrionale de la Mer Noire, Moskva 1986, tav. XVIII, n. 20) [Emilia Talamo].

455. Pedina circolare con cesto urn:collectio:0001:antcom:18587

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18587. Osso; Ø cm 2,85, spess. cm 0,2. Acquisto Pollak (1940). Prima età imperiale. Invisibilia, p. 181, p. 209, n. 259 (E. Talamo)

Sul dritto il bordo è sottolineato da un anello mentre al centro è decorato, a rilievo, da un cesto di vimini. Sul rovescio è inciso, in alto, il numero i (uno) ed in basso i cioè il numerale corrispondente in greco [Emilia Talamo].

456. Pedina circolare con uccello urn:collectio:0001:antcom:18585

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18585. Osso; Ø cm 3,15, spess. cm 0,3. Acquisto Pollak (1940). Prima età imperiale. Invisibilia, p. 181, p. 209, n. 260 (E. Talamo)

Sul dritto il bordo è sottolineato da un sottile anello mentre al centro è decorata, a rilievo, dalla figura di un uccello dalla coda fittamente piumata, a forma di ampio ventaglio. Sul rovescio è inciso, in alto, il numero X (dieci) ed in basso I cioè il numerale corrispondente in greco [Emilia Talamo].

457. Pedina circolare con delfino urn:collectio:0001:antcom:18588

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18588. Osso; Ø cm 2,8, spess. cm 0,3. Acquisto Pollak (1940). Prima età imperiale. Invisibilia, p. 181, p. 209, n. 261 (E. Talamo)

Sul dritto il bordo è sottolineato da un anello mentre al centro è decorata, a rilievo, dalla figura di un delfino. Sul rovescio è inciso, in alto, il numero XI (undici) ed in basso IA cioè il numerale corrispondente in greco. La pedina insieme alle successive (nn. 8-12) rientra nell'ambito di una produzione alessandrina dell'epoca di Antonio e Cleopatra da riconnettere probabilmente con un tipo di gioco da tavolo che andava per la maggiore in questo periodo e che dall'Egitto si diffuse a Roma. Sintomatiche per rintracciare l'origine delle pedine sono le raffigurazioni strettamente connesse ad Alessandria (ritratti, monumenti, divinità etc.; cfr. in particolare E. alfÖldi rosenbaum 1976, pp. 205-239) così come fondamentale è la presenza dei numerali espressi in latino e in greco, la lingua parlata nell'Egitto tolemaico, per comprendere che si tratti anche di oggetti destinati alla clientela romana [Emilia Talamo].

458. Pedina a bastoncello urn:collectio:0001:antcom:18574

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18574. Osso; lungh. cm 4,5, largh. cm 0,8, spess. Cm 0,5. Acquisto Pollak (1940). Età imperiale

A forma di parallelepipedo allungato, presenta lateralmente un'appendice circolare decorata ad anelli concentrici con al centro un foro passante per tenere la tessera insieme alle altre su un unico supporto. Su una faccia è incisa l'esortazione facete e sull'altra il numerale xxv.

Come le tre successive (nn. 459-461) rientra in una tipologia molto ben attestata di tesserae lu-soriae contrassegnate da un epiteto più o meno ingiurioso su una faccia e da un numerale su quella opposta, raramente superiore al 25 (M. rostowzev in RevArch, IV, 1905, p. 110 ss.).

L'associazione tra numerale ed epiteto ha fatto supporre che gli epiteti più offensivi fossero connessi ai numeri più bassi, che tenderebbero a scomparire con quelli più alti (CH. Hülsen, in RM, 1896, p. 236) [Emilia Talamo].

459. Pedina a bastoncello urn:collectio:0001:antcom:18573

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18573. Osso; lungh. cm 5,2, largh. cm 0,8, spess. Cm 0,5. Acquisto Pollak (1940). Età imperiale

A forma di parallelepipedo allungato, presenta lateralmente un'appendice circolare decorata ad anelli concentrici con al centro un foro passante per tenere la tessera insieme alle altre su un unico supporto. Su una faccia è inciso l'epiteto NUGAtor (millantatore) e sull'altra il numerale I [Emilia Talamo].

460. Pedina a bastoncello urn:collectio:0001:antcom:18576

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18576. Osso; lungh. cm 5, largh. cm 0,8, spess. cm 0,5. Acquisto Pollak (1940). Età imperiale

A forma di parallelepipedo allungato, presenta lateralmente un'appendice circolare decorata ad anelli concentrici con al centro un foro passante per tenere la tessera insieme alle altre su un unico supporto. Su una faccia è inciso l'epiteto scvltvmo e sull'altra il numerale X [Emilia Talamo].

461. Pedina a bastoncello urn:collectio:0001:antcom:18575

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18575. Osso; lungh. cm 4,5, largh. cm 1, spess. cm 0,5. Acquisto Pollak (1940). Età imperiale

A forma di parallelepipedo allungato, presenta lateralmente un'appendice circolare decorata ad anelli concentrici con al centro un foro passante per tenere la tessera insieme alle altre su un unico supporto. Su una faccia è inciso crv e sull'altra il numerale XXIIX. È questo uno dei rari esemplari nel quale viene attestato un numero superiore al 25 [Emilia Talamo].

462-468. Dadi urn:collectio:0001:antcom:18686

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18686, 18691 urn:collectio:0001:antcom:18691 , 18689 urn:collectio:0001:antcom:18689 , 27353 urn:collectio:0001:antcom:27353 , 27358 urn:collectio:0001:antcom:27358 , 27323 urn:collectio:0001:antcom:27323 , 27333 urn:collectio:0001:antcom:27333 . Osso; lato: max. cm 2,5 x 2,5, min. cm 1 x 1. Età imperiale

Così come in quelli moderni i numeri sono posti in modo che la somma delle cifre presenti su due facce contrapposte sia sempre uguale a sette [Emilia Talamo].

469. Bambola in osso urn:collectio:0001:antcom:18530

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18530. Osso; alt. mass. cm 8,4, largh. cm 3. Mancano la testa e gli arti. Dall'Esquilino. I-II secolo d. C.. BCom, 1876, p. 221, n. 2; Invisibilia, p. 181, p. 209, n. 290 (E. Talamo)

Le braccia e le gambe erano snodabili e, quindi, lavorate a parte ed inserite con pernetti in osso; la testa è, invece, eseguita nello stesso blocco di osso utilizzato per il corpo. Il torso, eccessivamente allungato, evidenzia le caratteristiche del corpo di una donna adulta (spalle molto strette e seni piccoli e ravvicinati che contrastano con l'ampiezza del bacino) dal ventre cadente sottolineato oltre che dalla lavorazione a tutto tondo anche da sottili linee incise [Emilia Talamo].

470. Bambola in osso urn:collectio:0001:antcom:06804

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 6804. Osso; lungh. cm 10, largh. cm 2,5. Mancano gli arti. I-II secolo d. C.

Come spesso documentato gli arti della bambola erano eseguiti separatamente, in modo da per­metterne una certa snodabilità e di conferire al giocattolo maggiore naturalezza. La testa, eseguita nello stesso blocco, mostra una pettinatura che si raccoglie sulla nuca dove risale fin sopra la parte superiore della testa formando un'altra nocchia indicata da un reticolato inciso. Nel corpo, piatto e stilizzato, sono evidenziati solo i seni leggermente sporgenti e il pube con una linea triangolare incisa [Emilia Talamo].

471-472. Bambole in osso urn:collectio:0001:antcom:18603

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18603, 18610 urn:collectio:0001:antcom:18610 . Osso; a): alt. mass. cm 5,8/8,4, largh. cm 1,8/1,7 Entrambe sono prive degli arti superiori. Una delle due conserva la gamba sinistra mentre dell'altra rimane solo il torso. III secolo d. C.

Il corpo, piatto e stilizzato, è segnato da sottili incisioni all'altezza del pube. Le uniche caratte­rizzazioni, anche se molto rozze e sommarie, sono rappresentate nella testa e soprattutto nella forma dell'acconciatura. Nella prima i capelli sono ravviati all'indietro in ampie bande che si raccolgono posteriormente in una massa resa con un reticolato inciso; nell'altra lo stesso volume della capigliatura è riportato anche sul davanti. Gli occhi, il naso e la bocca sono resi ad incisione. Esemplari molto simili sono stati rinvenuti ad Ostia (PavoliNi 1978, pp. 38-39, tav. XVIII, l-2) [Emilia Talamo].

SEZIONE F L'abbigliamento e i gioielli

Abiti e tessuti dell'Età del Ferro Romana

488. Piede destro con sandalo urn:collectio:0001:antcom:15678

Roma, Musei Capitolini, Magazzino sculture, inv. Ant. Com. n. 15678. Marmo bianco a grana fine; alt. cm 19, lungh. cm 38, largh. cm 17. Roma, via della Consolazione. Prima età imperiale

II piede apparteneva ad una statua di dimensioni maggiori del naturale, rappresentante probabilmente un personaggio imperiale o comunque il ritratto di un uomo illustre. Il tipo di calzatura, caratterizzato da una serie di stringhe intrecciate e fermate alla caviglia da due nodi, sembra essere di tradizione etrusca, poi divenuto tipico dell'abbigliamento romano, in particolare della classe senatoria con il nome di calcei patricii o senatorii [Maddalena Cima].

511. Pisside in osso urn:collectio:0001:antcom:18526

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18526. Osso; alt. cm 4, Ø (ricostruito) cm 3,5. Manca metà del corpo e la base. I secolo d. C.. Cf. L. Marangou, Bone Carrings from Egypt, 1, Graeco-Roman Period, Tübingen 1976

Ha forma troncoconica con base segnata da sottili anelli concentrici. È raffigurata una figura femminile accovacciata in atto di strizzarsi i capelli (Venere anadiomene) davanti ad una fontanella dove l'acqua sgorga da una piccola protome di animale. La resa è molto più raffinata rispetto all'altro esemplare e sembra mostrare notevoli parallelismi con esemplari di produzione alessandrina [Emilia Talamo].

512. Pisside in osso urn:collectio:0001:antcom:17317

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 17317. Osso; alt. cm 4, Ø (ricostruito) cm 4. Manca metà del corpo e la base. I secolo d. C.. Cf. E. Talamo, in Bellezza e seduzione, pp. 101-102; A. de ridder, Collection de Clercq, IV, Paris 1906, pp. 155-156; n. 192, tav. XXXIX

Ha forma troncoconica con base segnata da sottili anelli concentrici. È raffigurato un amorino seduto di tre quarti che tiene in mano una grande cetra; probabilmente sul lato opposto se ne doveva affiancare un altro per reggere uno strumento musicale così grosso. Il tema rappresentato è molto comune su queste scatoline destinate a contenere cipria o altri belletti (E. talamo in Bellezza e seduzione nella Roma imperiale, Roma 1990, cat. mostra, p. 101 s.); simile un esemplare della collezione de Clercq (A. de ridder, Collection de Clercq, IV, Paris 1906, p. 155 s., n. 192, tav. XXXIX) [Emilia Talamo].

513. Coppetta urn:collectio:0001:antcom:34042

Roma, Antiquarium Comunale; inv. 34042. Provenienza ignota. Vetro blu soffiato a stampo; alt. cm 4, Ø orlo cm 8,9. I secolo d. C.. Bellezza e seduzione, p. 98, n. 138

La coppa presenta una vasca emisferica piuttosto profonda con piccolo orlo orizzontale e fondo piatto su piede a listello. Per il tipo cfr.: isings, 1957, p. 37, forma 20; L. A. scatozza hÖrIcHT, I vetri romani di Ercolano, Roma 1986, p. 32, forma 7 [Carla Martini].

515. Pettine con iscrizioni urn:collectio:0001:antcom:16246

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 16246. Dono E. Di Castro (1955). Piombo; lungh. cm 10,4, largh. cm 5,5. Prima metà del I secolo d. C. Bellezza e seduzione, p. 99 n. 147

Pettine di forma rettangolare con due opposte file di denti, di diverse dimensioni e spaziatura; le iscrizioni incise sui due lati sono riferibili ai proprietari dell'oggetto: (lato A) Lucius P(ublii) V(---) S(ervus); (lato B) Aniae L(ucii) V(---) [Laura Ferrea].

518-519. Pinzette urn:collectio:0001:antcom:02093

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 2093, 14574 urn:collectio:0001:antcom:14574 . Bronzo; lungh. cm 9,3/11,7

Pinzette a branche rettangolari sagomate, rientranti alle estremità. La seconda con manichetto tornito [Laura Ferrea].

521-522. Aghi crinali con terminazione urn:collectio:0001:antcom:10790 a forma di pigna

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 10790, 27646 urn:collectio:0001:antcom:27646 . Osso; alt. cm 11. I-II secolo d. C.

Questo tipo di spillone con la testa a forma di pigna, rotondeggiante e successivamente allungata, è molto diffuso nella prima età imperiale e nel corso del II secolo d. C. (cfr. pavolini 1978, p.38) [Emilia Talamo].

523. Ago crinale con terminazione urn:collectio:0001:antcom:18620 a testa femminile

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18620. Osso; alt. cm 7. III secolo d. C.

La lavorazione della testina è molto sommaria; l'acconciatura voluminosa a ciocche ondulate sembra riecheggiare modelli dell'età dei Severi (cfr. pavolini 1978, p. 38) [Emilia Talamo].

524. Ago crinale con piccola erma urn:collectio:0001:antcom:18627

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 18627. Osso; alt. cm 7. I-II secolo d. C.

La piccola erma presenta una complessa acconciatura con capelli scriminati al centro che in parte ricadono dietro alle orecchie, in parte sono raccolti in una crocchia sulla nuca [Emilia Talamo].

528. Unguentario piriforme urn:collectio:0001:antcom:00216

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 216. Provenienza ignota. Vetro azzurro soffiato; alt. cm 4,8, Ø orlo cm 1,6. I-II secolo d. C. Bellezza e seduzione, p. 91, n. 67

Corpo piriforme con breve collo cilindrico strozzato alla base; orlo espanso tagliato e base piatta. Per il tipo cfr. fremersdorf 1975, n. 452, tav. 17 [Carla Martini].

529. Unguentario piriforme urn:collectio:0001:antcom:21340

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 21340. Provenienza ignota. Vetro viola soffiato; alt. cm 5,3, Ø orlo cm 1,3. I secolo d. C.. Bellezza e seduzione, p. 91, n. 66

Corpo piriforme con breve collo cilindrico leggermente spezzato alla base; orlo espanso tagliato e base piatta. Per il tipo cfr. Hayes, 1975, n. 619, tav. 39 [Carla Martini].

530. Unguentario piriforme urn:collectio:0001:antcom:00364

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 364. Acquisto Fallani. Vetro giallo soffiato; alt. cm 7,8, Ø orlo cm 2,1. I secolo d. C. Bellezza e seduzione, p. 90, n. 59

Corpo piriforme con base piatta leggermente concava, collo piuttosto lungo con lieve strozzatura alla base, orlo ripiegato all'interno. Per il tipo cfr. hayes 1975, n. 224, tav. 16 [Carla Martini].

531. Unguentario piriforme urn:collectio:0001:antcom:07239

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 7239. Provenienza ignota. Vetro verdazzurro soffiato; alt. cm 7,9, Ø orlo cm 2. I secolo d. C. Bellezza e seduzione, p. 91, n. 64

Corpo piriforme con base piatta, breve collo con lieve strozzatura alla base ed orlo espanso tagliato. Per il tipo cfr. hayes 1975, n. 619, tav. 39 [Carla Martini].

532-534. Vasetti miniaturistici urn:collectio:0001:antcom:00600

Roma, Antiquarium Comunale, invv. 600; 10037 urn:collectio:0001:antcom:10037 ; 10787 urn:collectio:0001:antcom:10787 . Da Roma. Vetro; alt. cm 2,2/2,1/3,1. Età imperiale. Invisibilia, pp. 174, 208, nn. 177-179

I tre vasetti ripropongono oggetti di uso comune resi in miniatura probabilmente per scopo votivo o funerario [Carla Martini].

La produzione orafa nordica nei primi secoli d. C.

595-596. Bulla urn:collectio:0001:antcom:01745

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 1745, 1991 urn:collectio:0001:antcom:01991 . Bronzo; alt. cm 2,5/3, Ø cm 1,9/1,9. Età imperiale

Pendaglio in lamina con anello di sospensione e due valve emisferiche cave con orlo ribattuto [Laura Ferrea].

615. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:04842

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 4842. Intonaco dipinto; cm 48 x 62. I secolo d. C.

Fondo campito in rosso e giallo ocra. Sul pannello giallo si staglia un ramo di pinastro da cui pendono pigne [Carla Salvetti].

SEZIONE G Credenze religiose e superstizione

Magia e superstizione

652. Gemma con incisione figurata urn:collectio:0001:antcom:10449

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 10449. Agata giallo-verdastra; Ø cm 5,2. Età imperiale. R.Righetti, Gemme e cammei delle collezioni comunali, Roma 1955, p. 20 s., n. 36, tav. X, l

Blocco emisferico con foro passante ed incisione ad intaglio sulla faccia piana, eseguita in maniera molto schematica. Rappresenta un personaggio stante, con testa sferoidale irta di raggi e provvista di un unico occhio; le braccia, aperte, terminano con una stella ed anche le gambe sono divaricate. Ogni mano tiene un'asta a cui si avvinghiano a sinistra un serpente ed a destra uno scorpione, mentre in basso tra le gambe è raffigurato un cane [Laura Ferrea].

653. Gemma con iscrizioni magiche urn:collectio:0001:antcom:12033

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 12033. Dono A. Castellani (1874). Corniola; alt. cm 2,1, largh. cm 1,5, spess. cm 0,5. III-IV secolo d. C.. G. Bevilaqua, Una gemma «gnostica» dell'Antiquarium Comunale, in BMusRom n. s. IX, 1995, pp. 27-33

Gemma molto frammentaria di forma presumibilmente ovale con iscrizioni in lettere greche incise sulle due opposte facce piane e sul bordo, di cui resta una minima parte. Le iscrizioni (in 11 righe su una faccia, 13 sull'altra e 2 sul bordo) consistono in una serie di formule magiche, con invocazioni a divinità solari e planetarie e parole di oscuro significato [Laura Ferrea].

654. Tabella defixionis urn:collectio:0001:antcom:14912 con iscrizione greca urn:collectio:0001:antcom:14912

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 14912. Roma, necropoli di Porta Ardeatina. Dono L. Lunari (1951). Piombo; alt. cm 3,5/4,4, largh. cm 10,4, spess. cm 0,1. Fine II-metà III secolo d. C. M. Guarducci, L'Italia e Roma in una «tabella defixionis» greca recentemente scoperta, in BullCom, LXXIV, 1951-52, pp. 57-70; ead., Le «porte dei romani» in una laminetta romana di defissione, in RendLinc, XXIV, 1969, pp. 275-283

Lamina ellittica con orlo frammentario in più punti, divisa in due da una linea verticale di piegatura che sulla faccia iscritta separa le due parti in cui è articolata l'iscrizione. Questa, graffita su venticinque righe in minutissimi caratteri greci (alt. mm. 1-4), contiene una maledizione contro il medico militare Artemidoros, ritenuto dall'autore della defissione responsabile della morte del fratello Demetrios; vengono invocati demoni e forze infere a cui viene richiesto di schiacciare con la propria potenza demoniaca anche Roma e l'Italia, che il defissore si appresta ad abbandonare per tornare nella propria patria: «Opprimi Artemidoros il medico, il figlio di Artemidoros, quello della terza coorte del pretorio. Compie l'azione il fratello del morto Demetrios, il quale vuole ora partire verso la patria sua. Non lasciate dunque lui (il medico), ma opprimete la terra italica per sempre; insabbiate poi anche la città dei Romani. Ma opprimete Artemidoros, il figlio di Artemidoros, il medico. Eulamon, Laimeila[.]sion, Kreiochersophrix, Omelieus, Axeius, Areieus e Lathos e Tham[---], opprimete» [Laura Ferrea].

655. Tabella defixionis urn:collectio:0001:antcom:10453 con iscrizione greca urn:collectio:0001:antcom:10453

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 10453. Roma, necropoli di Porta Ardeatina. Dono P. Bechetti (1969). Piombo; alt. cm 5,5, largh. cm 9,3, spess. cm 0,1. II-III secolo d. C.. M. Guarducci, L'Italia e Roma in una «tabella defixionis» greca recentemente scoperta, in BullCom, lxxiv, 1951-52, pp. 57-58; BMusRom, XVI, 1969, p. 62

Lamina originariamente ellittica, frammentaria a destra, con il lato iscritto diviso da tre linee graffite in quattro fasce orizzontali; le iscrizioni incise all'interno di queste comprendono una serie di simboli magici e un testo in caratteri greci di piccole dimensioni (alt. mm. 2-3), mutilo e di difficile lettura [Laura Ferrea].

656. Pendaglio apotropaico urn:collectio:0001:antcom:14039

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 14039. Umbria. Acquisto (1887). Bronzo; alt. cm 10,5, largh. cm 8,3. Età imperiale. H. Stuart Jones, 1926, p. 299, n. 47a

Amuleto contro il malocchio, pertinente probabilmente a finimenti equini, composto dall'unione di diversi elementi apotropaici. Al di sopra di un fallo visto di prospetto, da cui pende una foglia d'edera attaccata ad un piccolo anello, sono disposti a destra un altro fallo di profilo ed a sinistra un braccio con la mano piegata a pugno nel gesto scaramantico che mima i genitali femminili. All'estremità di questi due elementi, in basso, è un piccolo anello per un pendaglio che manca; nel punto di unione tra di essi poggia una mezzaluna, mutila sulla destra, che sostiene un fiore di loto da cui sorge un grande anello di sospensione [Laura Ferrea].

657. Pendaglio a forma di fallo urn:collectio:0001:antcom:01813

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 1813. Bronzo; alt. cm 4,9, largh. cm 3,7. Età imperiale

Organo genitale maschile di prospetto con anello di sospensione in alto [Laura Ferrea].

658. Pendaglio a forma di fallo urn:collectio:0001:antcom:14824

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 14824. Roma, Esquilino (1877). Bronzo; alt. cm 1,5, largh. cm 4,5. Età imperiale. BullCom, 1877, p. 175 n. 16

Organo genitale maschile con anello di sospensione in alto [Laura Ferrea].

659-661. Ghiande missili urn:collectio:0001:antcom:06814

Roma, Antiquarium Comunale, inv. AC 6814, 6815 urn:collectio:0001:antcom:06815 , 6823 urn:collectio:0001:antcom:06823 . Acquisto M. Vita. Piombo; lungh. cm 4,3/4/35, largh. cm 1,8/1,7/1,6, spess. cm 1,3/1,3/1,2

Proiettili di forma ovoidale allungata, appuntiti alle estremità. La prima reca un'iscrizione retro­grada in greco (?) a rilievo ripetuta due volte nel senso della lunghezza sulla stessa faccia: atoris; la seconda [-]IK. La terza ha una piccola escrescenza su una punta dovuta a mancanza di rifinitura, che testimonia il procedimento di fabbricazione con fusione in matrici multiple [Laura Ferrea].

674. Lastra Campana con Apollo citaredo urn:collectio:0001:antcom:03346

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 3346. Roma 1889, dagli scavi per le fondazioni di Palazzo di Giustizia. Terracotta; lungh. cm 33,5, alt. cm 34,6, spess. cm 2,5.. Età augustea. VON ROHDEN, WlNNEFELD 1911, tav. CXI, 2; STUART-JONES 1926, p. 348, tav. 123, n. 42a; Borbein 1968, tav. 41,1; Strazzulla 1990, p. 113

La lastra, raffigura Apollo citaredo in atto di ricevere una liberazione da Nike. Mancante della parte inferiore, di metà del fregio superiore e del lato destro, conserva ampie tracce di colore rosso scuro sui capelli delle figure e sugli ovuli del kyma ionico del fregio superiore, di colore giallo sui volti e di colore verde chiaro sulle vesti [Carla Martini].

La religione domestica

675. Urna cineraria urn:collectio:0001:antcom:06262

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 6262. Roma, Sepolcreto Ostiense. Marmo bianco a grana fine; alt. cm 43, Ø cm 26. I secolo d. C. G. Lugli, in NotSc, 1929, p. 324, n. 17

Urna cineraria cilindrica con tabella rettangolare anepigrafe e coperchio di forma conica ricoperto da foglie piatte. Al di sotto della tabula è collocato un calice d'acanto che da origine ad una complessa decorazione a girali che ricopre tutta la superficie del vaso. Sul lato opposto la composizione si chiude con semipalmette affrontate su cui poggiano uccellini [Marina Bertoletti].

678. Olla cineraria biansata con coperchio urn:collectio:0001:antcom:10035

Roma, Antiquarium Comunale, inv. 10035. Provenienza ignota. Vetro soffiato verde-azzurro; alt. cm 19,3, Ø bocca cm 11,7. Seconda metà I secolo d. C.-II secolo d. C.

L'olla, a corpo ovoidale con collo svasato e labbro verticale presenta due anse ad omega con filetto applicato; il coperchio è piatto con l'orlo ripiegato e presa a collo di bottiglia. All'interno dell'olla sono tuttora conservate le ceneri del defunto. Per il tipo cfr. isings 1957, p. 83, forma 64 (olla) e pp. 85-86 forma 66b (coperchio); fremersdorf, 1975, p. 58, n. 517, tav. 22 [Carla Martini].

682. Frammento di affresco urn:collectio:0001:antcom:04803

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 4803. Intonaco dipinto; alt. cm 28, lungh. cm 61. II secolo d. C. Affreschi romani dalle raccolte dell'Antiquarium, Roma 1976, pp. 36-37 (H. Mielsch)

Paesaggio su fondo bianco, inserito probabilmente al centro di una parete. Vi è rappresentata una cerimonia sacra che si svolge in ambiente campestre. Al centro la divinità, appartenente al mondo dionisiaco, che sorregge due fiaccole; davanti al luogo sacro alcune offerenti, mentre da destra sopraggiungono altre figure [Carla Salvetti].

692. Statua di efebo urn:collectio:0001:antcom:34046

Roma, Antiquarium Comunale, Celio, inv. AC 34046. Roma, via Prenestina. Marmo lunense; alt. cm 89,5, largh. cm 34. Seconda metà del II secolo d. C.. B. Pettinau, Una statua di adolescente dalla via Prenestina, in Bollettino dei Musei Comunali di Roma, n.s. IX, 1995, p. 16 ss.

Figura acefala di adolescente che indossa un mantello purpureo affibbiato sulla spalla destra con una borchia con tracce di colore azzurro.

Gravitante sulla gamba sinistra, flette e porta in avanti la sinistra, secondo uno schema ispirato a modelli di scuola policletea. Il delicato modellato del nudo contrasta con la pesante plasticità delle ampie pieghe del panneggio [Marina Bertoletti].

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